<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084</id><updated>2011-09-28T14:08:00.492-07:00</updated><category term='liquami nelle acque costiere'/><category term='il Pd si interroga sulla bontà dello strumento elettorale'/><category term='SPETTACOLO Peppe Barra'/><category term='Eugenio Scalfari'/><category term='Studenti e Riforma Gelmini'/><category term='intervista a Salvatore Settis'/><category term='Siti Archeologici trascurati'/><category term='maschera verace di Napoli'/><category term='Crisi del Centrodestra'/><title type='text'>Fresco di Stampa Online</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>84</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4656878478173080719</id><published>2011-08-31T03:42:00.000-07:00</published><updated>2011-08-31T03:47:27.983-07:00</updated><title type='text'>LA RIPRESA? SOLO TIMIDI SEGNALI</title><content type='html'>I dati disponibili sulla crescita dell’economia a Napoli e Caserta parlano di lievi incrementi della produzione per il 2011. Ma la disoccupazione continua a crescere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Del Franco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-SHUGH15uGRo/Tl4QbasKfcI/AAAAAAAAASI/4NR4GTcSobo/s1600/artigianato.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-SHUGH15uGRo/Tl4QbasKfcI/AAAAAAAAASI/4NR4GTcSobo/s320/artigianato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646969045976251842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mentre gli effetti della disastrosa crisi finanziaria del 2009 tendono finalmente ad un graduale ridimensionamento, con l’economia mondiale in netto miglioramento, trainata dallo sviluppo dei paesi emergenti, e le economie avanzate in maggiore difficoltà, oscillanti tra il 3-4% di crescita nel 2010 della Germania da un lato, e gli 1,3 punti percentuali guadagnati dal Prodotto interno lordo italiano nel corso del medesimo anno, qual è lo stato dell’economia in Campania, e in particolare nelle province di Napoli e Caserta? Sono visibili, come si può dire accada sul piano nazionale, alcuni, sia pur timidi, segnali di ripresa? I dati più recenti circa l’andamento del sistema economico-produttivo della regione campana non sono affatto confortanti: «Il deficit strutturale determinato da una serie di fattori, dalle infrastrutture all’incapacità di utilizzare i fondi europei, a un tessuto produttivo privo di eccellenze – fanno sapere da Confindustria Campania – hanno inciso negativamente sui segnali di ripresa, che ancora tardano a manifestarsi: nel primo trimestre 2011 si è riscontrata un’ulteriore riduzione del Pil regionale dello 0,6% rispetto all’anno precedente, che si accompagna a dati anche maggiormente preoccupanti, come una diminuzione dell’occupazione di ben il 40%, con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno al 16,9%». &lt;br /&gt;Per quanto riguarda nel dettaglio le province di Napoli e Caserta, quanto emerge dai Bollettini Statistici elaborati sulla base di dati Istat dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne per Unioncamere, in occasione della IX Giornata dell’economia del 6 maggio scorso, non lascia ancora parlare di un’inversione di tendenza rispetto alla spirale recessiva del 2008-2009: anche in questo caso, le gravi criticità strutturali – ad esempio un sistema produttivo caratterizzato dalla predominanza, in particolare per quanto riguarda Caserta, di imprese piccole e poco strutturate; l’ombra della criminalità organizzata, che determina squilibri e distorsioni del mercato; un mercato del lavoro che presenta indicatori di segno perennemente negativo – nel 2010 hanno impedito di agganciare la pur timida ripresa nazionale, con un aumento del Pil soltanto dello 0,4% per Caserta e dello 0,1% per Napoli. &lt;br /&gt;Per quanto concerne le previsioni per il 2011, sembra invece esservi spazio per un cauto ottimismo: a Caserta non si vede ancora una variazione di segno positivo né per il fatturato (-0,1%), né per la produzione (-0,8%), con il settore edile e il terziario in maggiore difficoltà rispetto all’agricoltura e al comparto manifatturiero; a Napoli la situazione è invece leggermente migliore – con un incremento complessivo del fatturato del 2,0% e un calo della produzione dello 0,4% – per tutti i comparti economici tranne il manifatturiero, che lascia registrare ancora un arretramento del 1,2% circa il volume di affari. Moderatamente confrontante, sia per la regione nel suo insieme, sia per la provincia casertana, il dato riguardante gli investimenti: in Campania, secondo Confindustria, «si prevedono stanziamenti di risorse pari all’1,35% per ricerca e sviluppo e al 30,1% per l’innovazione», mentre a Caserta si prevede un aumento complessivo del 2,3%; in controtendenza la provincia di Napoli, per la quale si stima una riduzione degli investimenti dell’1,5%. Sempre drammatico, tuttavia, lo stato dell’occupazione, sia, come già accennato, in Campania, sia per ciascuna delle due province prese in esame: per Caserta e Napoli si prevede ancora un dato di segno negativo, pari rispettivamente a -3,3% e -1,5%&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4656878478173080719?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4656878478173080719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/08/la-ripresa-solo-timidi-segnali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4656878478173080719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4656878478173080719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/08/la-ripresa-solo-timidi-segnali.html' title='LA RIPRESA? SOLO TIMIDI SEGNALI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-SHUGH15uGRo/Tl4QbasKfcI/AAAAAAAAASI/4NR4GTcSobo/s72-c/artigianato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-1315706827438271230</id><published>2011-08-31T03:39:00.001-07:00</published><updated>2011-08-31T03:45:12.073-07:00</updated><title type='text'>LACRIME E SANGUE PER IL SUD</title><content type='html'>La manovra finanziaria recentemente varata dal Governo condanna le regioni meridionali a un quadriennio di sacrifici. Stop ai fondi per risanare l’emergenza rifiuti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-cuPCOkSy9RE/Tl4P4HtXaYI/AAAAAAAAASA/AJMcWankLMQ/s1600/rifiuti_-Napoli-%25285%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-cuPCOkSy9RE/Tl4P4HtXaYI/AAAAAAAAASA/AJMcWankLMQ/s320/rifiuti_-Napoli-%25285%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646968439585597826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dalle infrastrutture alle politiche per occupazione e formazione; dai bonus per la riduzione dell’Ici al costo per la manutenzione del termovalorizzatore di Acerra; dalla sanità all’edilizia scolastica; dagli ammortizzatori sociali al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino all’emergenza rifiuti in Campania. È una manovra finanziaria che qualcuno ha definito «lacrime e sangue» quella approvata quest’estate dal Parlamento italiano. Una manovra che forse salverà l’Italia dalla bancarotta, ma di certo non salverà il Meridione dall’enorme crisi strutturale economico finanziaria. La manovra da 87 miliardi (spalmata in un arco temporale di tre anni e mezzo), prevede in pratica tagli lineari a qualsiasi attività finanziata dallo Stato. Ad essere colpito sarà soprattutto il sud Italia. I tagli maggiori, infatti, riguardano il fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) che è stato depauperato di oltre il 10%. Circa 2 miliardi e mezzo di euro in meno che influiranno sicuramente nelle politiche meridionali. &lt;br /&gt;I tagli avranno degli effetti devastanti soprattutto in quei settori in cui le regioni hanno gravi deficit di bilancio. &lt;br /&gt;In Campania, ad esempio, a subire le maggiori conseguenze sarà il settore della sanità. I miliardi di debiti accumulati dalla cattiva gestione della cosa pubblica, uniti al federalismo fiscale e ai tagli ai fondi strutturali, metteranno in ginocchio l’intero sistema sanitario campano. Ma una situazione simile si avrà anche con i rifiuti. Il taglio ai Fas riguarda anche il finanziamento per l’emergenza, un ridimensionamento che produrrà ostacoli per un’eventuale costruzione di nuovi impianti di smaltimento e compostaggio dei rifiuti. &lt;br /&gt;Secondo il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, per le regioni del Sud, l’impatto della manovra da qui ai prossimi quattro anni sarà insostenibile: «A meno di non ridurre o eliminare del tutto i livelli essenziali delle prestazioni, bisognerà continuare ad intervenire su servizi, sanità, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;welfare&lt;/span&gt; e trasporti pubblici. Siamo alla terza manovra consecutiva che ci impone tagli e correzioni. Per la Campania, al netto del piano di riordino della sanità, sono già previsti 480 milioni di euro in meno e con la nuova manovra ci sarà un’ulteriore inevitabile riduzione dei servizi». È inaccettabile, secondo Caldoro, che l’impronta di tutto il provvedimento sia stata data dalla Lega: «Andavano inserite coperture più coraggiose, anticipando l’innalzamento dell’età pensionabile al primo anno e intervenendo sulle pensioni più ricche, sui consumi con un lieve ritocco all’Iva e introducendo una patrimoniale sui redditi alti: così si sarebbe impedita l’ennesima stangata sulle regioni e gli enti locali, evidentemente questo alla Lega non conveniva»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-1315706827438271230?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/1315706827438271230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/08/lacrime-e-sangue-per-il-sud.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1315706827438271230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1315706827438271230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/08/lacrime-e-sangue-per-il-sud.html' title='LACRIME E SANGUE PER IL SUD'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-cuPCOkSy9RE/Tl4P4HtXaYI/AAAAAAAAASA/AJMcWankLMQ/s72-c/rifiuti_-Napoli-%25285%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-9125484973332073662</id><published>2011-08-31T03:27:00.000-07:00</published><updated>2011-08-31T03:45:03.806-07:00</updated><title type='text'>LE MAFIE CHE NON SI PIEGANO</title><content type='html'>Sono quelle arroccate nelle amministrazioni e negli enti, dove condizionano la vita della democrazia. E, secondo il giornalista Nello Trocchia, non conoscono confini: dal Piemonte alla Sicilia, attraversano l’intera penisola italiana penetrando nel tessuto economico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Eliana Iuorio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-rt8f9lY5Hds/Tl4PLOsmSpI/AAAAAAAAAR4/GFWyNspDid0/s1600/Nello-Trocchia-e-presidente.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-rt8f9lY5Hds/Tl4PLOsmSpI/AAAAAAAAAR4/GFWyNspDid0/s320/Nello-Trocchia-e-presidente.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646967668367313554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Incontro con il giornalista Nello Trocchia, autore del bestseller La Peste, pubblicato da Rizzoli,  scritto a quattro mani con Tommaso Sodano, attuale vicesindaco e assessore all’Ambiente della giunta De Magistris. È con Federalismo criminale (Nutrimenti editore, 2009) che Trocchia segna il suo debutto in qualità di scrittore, nell’affrontare e analizzare un tema spinoso e quanto mai attuale: le infiltrazioni della camorra nel cuore delle stituzioni locali.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nel “federalismo criminale”, per il quale parli di “mafie sotto casa”, chi sono le vittime e chi i carnefici?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Sono dell’idea che le vittime siano sicuramente i cittadini; per paradosso, possono anche essere carnefici di se stessi, però nel senso che scelgono liberamente chi votare, a chi affidare le chiavi delle istituzioni e degli enti locali. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le tangenti e la corruzione dilagante negli enti rappresentano il malcostume che lega la politica all’interesse criminale. Ha visto sciogliersi una Asl in Campania ed una Asp a Reggio Calabria…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo avuto il caso dello scioglimento della Asl Napoli 4 nel 2005: la prima Azienda sanitaria locale ad essere azzerata in Italia, e medesima sorte è toccata alla Asp in Calabria. A Napoli, in particolare, nell’Asl Napoli 4, con sede a Pomigliano d’Arco, si evidenziarono i condizionamenti delle famiglie criminali dei Fabbrocino (egemoni nel vesuviano), dei Russo, degli Alfieri, con il solito schema delle ditte che condizionavano quella Azienda sanitaria prestando forniture e servizi (sempre tesi al risparmio economico e al maggior profitto); si andava dalla vigilanza alla mensa alla erogazione di altri tipi di servizi. È la dimostrazione che le organizzazioni mafiose devono essere inevitabilmente intese come strutture che erogano servizi, e che intermediano l’esercizio della democrazia e del diritto tra i cittadini e le istituzioni; non possono essere limitate e confinate alla sola presenza e attività violenta di boss e criminali efferati. &lt;br /&gt;Il caso di Bardonecchia, in Piemonte, è dimostrazione di quanto le mafie possano insediarsi facilmente, ove c’è consenso. Clientele e corrotte operazioni immobiliari. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Comune è stato sciolto nel ’95. A Barcellona, in Sicilia, invece, la mafia è granitica; tu dici che “non si scioglie”…&lt;/span&gt;    &lt;br /&gt;Sì, citi due casi che sono rappresentativi del fenomeno: Bardonecchia, in provincia di Torino (sciolto nel ’95), dove egemoni erano la famiglia Lopresti, nel ramo imprenditoriale degli appalti e le famiglie di ’ndrangheta, ivi insediate dagli anni ’70, che controllano soprattutto il movimento terra, i grandi appalti e i subappalti per le grandi opere, come autostrade o ferrovie. Nulla si è fermato e da quello scioglimento in avanti, la ’ndrangheta in particolare, condizionerà molto i Comuni del nord Italia, basti pensare al recente scioglimento di Bordighera, in Liguria. L’altro Comune che citavi, Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, mai sciolto per infiltrazione mafiosa, apre il grande tema della mafia granitica; cioè, quando dico “mafia”, parlo sempre di rapporti strutturali con il potere politico (naturalmente esiste la politica senza mafia, ma non ci sarà mai una mafia senza politica, senza appoggi politici). &lt;br /&gt;Non è il solo caso di mancato scioglimento; famoso quello di Fondi, ma sono famose anche le tante storie di zone, enti, territori che nonostante i continui arresti e le contiguità dimostrate, siano state risparmiate dalle Commissioni di accesso, da parte della Prefettura e del Ministero dell’Interno. C’è molta sottovalutazione, molto disinteresse al tema dell’intreccio tra mafia e politica. Barcellona ne è sicuramente un esempio, ma è una “linea di governo” che si sta imponendo non solo nelle aree a tradizionale presenza mafiosa, ma anche in altre aree del Paese: colpire militarmente le mafie, mentre si tace degli accordi e dell’intreccio con il potere politico e imprenditoriale&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-9125484973332073662?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/9125484973332073662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/08/le-mafie-che-non-si-piegano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/9125484973332073662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/9125484973332073662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/08/le-mafie-che-non-si-piegano.html' title='LE MAFIE CHE NON SI PIEGANO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-rt8f9lY5Hds/Tl4PLOsmSpI/AAAAAAAAAR4/GFWyNspDid0/s72-c/Nello-Trocchia-e-presidente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5540754890327498743</id><published>2011-06-30T01:54:00.001-07:00</published><updated>2011-06-30T03:16:29.859-07:00</updated><title type='text'>CARO VACANZE, LE RINUNCE DELLE FAMIGLIE</title><content type='html'>Andare in ferie costa il 4% in più rispetto allo scorso anno: aumentano i last minute e i viaggi in economia. Il ministro tira fuori i Buoni Vacanze, ma pochi vi ricorrono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marianna Tavoletta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Cd45mU4iBLI/Tgw6LjDxrWI/AAAAAAAAARw/TIHvq-jTOT0/s1600/STELLE.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 216px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Cd45mU4iBLI/Tgw6LjDxrWI/AAAAAAAAARw/TIHvq-jTOT0/s320/STELLE.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623934004742958434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Secondo il monitoraggio effettuato dall’Onf (Osservatorio nazionale federconsumatori),   quest’anno una tradizionale vacanza al mare di una settimana, per una famiglia composta da due adulti e due ragazzi che viaggia in auto, costerà  il 4% in più rispetto all’anno scorso. Anche la vacanza da pendolari aumenterà: la stessa famiglia per una giornata al mare spenderà in media 76,20 euro, pari al 12% in più rispetto al 2009, in un parco acquatico il 5% in più. I rincari sono dovuti soprattutto all’aumento del costo dei carburanti (che incidono anche sui costi delle escursioni), dei pedaggi autostradali, ma anche delle spese alimentari e degli stabilimenti balneari. Gli effetti di questi aumenti, che si aggiungono alla crisi economica, emergono da un’indagine dell’Osservatorio Europcar-Doxa, che rivela un aumento della percentuale di coloro che non andranno in vacanza (51%) rispetto a quanti programmano di andarci (49%), come nel 2009. «Il calo delle prenotazioni c’è stato. Ma soprattutto sono cambiate le abitudini: aumentano le persone che aspettano le ultime offerte per prenotare, in passato erano principalmente i giovani ad approfittare dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;last minute&lt;/span&gt;, oggi anche molte famiglie scelgono di rischiare sperando di poter risparmiare acquistando gli ultimi posti», ci riferisce Serena, tour operator campana. Mentre non sembra riscuotere molto successo il ricorso al credito: «La scorsa stagione sono stati pochissimi i finanziamenti attivati, e per quest’anno non abbiamo avuto ancora nessuna richiesta. Nonostante la comodità di attivare il prestito direttamente in agenzia, le famiglie preferiscono ridurre la durata della vacanza, scegliere mete meno care e periodi di bassa stagione, ma evitare di ricorrere alle finanziarie per le ferie». Un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale, che viene interpretato dal presidente di Federconsumatori Campania Rosario Stornaiuolo come sintomo di povertà: «Il ricorso al debito per le vacanze non è diffuso in Campania perché non ci sono le condizioni. Da una nostra ricerca Napoli è risultata una delle città più povere d’Italia, le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà sono il 39%, 2 su 4 non hanno i soldi per pagare le bollette, 1 su 4 non può comprare le medicine. Purtroppo sono queste le spese sostenute dal debito delle famiglie, che ricorrono molto più spesso di quanto si pensi anche all’usura, non di certo le vacanze, alle quali in numero sempre maggiore sono costrette a rinunciare».  &lt;br /&gt;Proprio per far fronte alla crisi economica, sulla scia degli &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chèque-Vacances&lt;/span&gt; (nati in Francia nel 1982), l’anno scorso anche in Italia sono stati istituiti i Buoni Vacanze con il decreto del Ministro del Turismo Michela Brambilla. Si tratta di titoli di pagamento nominativi, finalizzati ad acquisire le prestazioni di servizi turistici e del tempo libero, dalla sistemazione alberghiera alla ristorazione, dai trasporti agli affitti di casa vacanze, dall’acquisto di viaggi in agenzia agli autonoleggi, dall’entrata nei musei agli altri servizi culturali.&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5540754890327498743?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5540754890327498743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/caro-vacanze-le-rinunce-delle-famiglie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5540754890327498743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5540754890327498743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/caro-vacanze-le-rinunce-delle-famiglie.html' title='CARO VACANZE, LE RINUNCE DELLE FAMIGLIE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Cd45mU4iBLI/Tgw6LjDxrWI/AAAAAAAAARw/TIHvq-jTOT0/s72-c/STELLE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4776870826370814959</id><published>2011-06-30T01:37:00.001-07:00</published><updated>2011-06-30T03:16:16.841-07:00</updated><title type='text'>DE MAGISTRIS VINCE SENZA POLITICA</title><content type='html'>Il magistrato ha raccolto la voglia di rivalsa dei napoletani, approfittando di un Pdl poco credibile e di un Pd alla canna del gas. Ora la sfida del governo dei rifiuti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Antonio Puzzi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-xgSqDztT8ck/Tgw2ZExIhII/AAAAAAAAARo/SpEKm2_YoM8/s1600/De-Magistris.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-xgSqDztT8ck/Tgw2ZExIhII/AAAAAAAAARo/SpEKm2_YoM8/s320/De-Magistris.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623929839083357314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mo’ammo scassato&lt;/span&gt; veramente». E il sistema del bipolarismo con lui a Napoli è crollato sul serio. Luigi De Magistris, 43 anni, ex magistrato ed eurodeputato per Italia dei valori, saluta così la folla arancione accorsa lunedì 30 maggio all’Hotel Royal per celebrarlo come sindaco. «&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pare ca avimmo vinciuto ’o scudetto&lt;/span&gt;», esultano i leader partenopei di Federazione della Sinistra. &lt;br /&gt;A poche centinaia di metri, il comitato elettorale di Gianni Lettieri non riesce invece a digerire la sconfitta e si domanda come sia possibile che i napoletani abbiano scelto con una maggioranza bulgara (65,38%) l’ex pm delle inchieste “Why not” e “Toghe lucane”, nelle quali furono coinvolti tra gli altri il deputato Udc Lorenzo Cesa e l’allora Guardasigilli Clemente Mastella. Tanto De Magistris quanto Lettieri avevano smarcato la campagna elettorale dai simboli di partito, proprio come alle Regionali 2010.&lt;br /&gt;All’epoca però il carisma di Vincenzo De Luca (oggi riconfermato sindaco di Salerno al primo turno con il 73,75% dei voti) nulla poté contro il successo dell’attuale governatore, Stefano Caldoro. Cos’è cambiato? «In dodici mesi – sostiene il giornalista politico Marzio Di Mezza – il centrodestra ce l’ha messa tutta per perdere a Napoli: dai rifiuti al berlusconismo dilagante. E la città ha reagito». De Magistris ha avuto dalla sua il cosiddetto “voto contro”, anche grazie a una candidatura non entusiasmante imposta al centrodestra dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, incurante delle richieste di ripensamento ricevute da molti dirigenti locali. Il Pd, poi, ripiegando dopo lo scandalo delle primarie sull’ex prefetto Mario Morcone, gli aveva affiancato in campagna elettorale l’ex governatore Antonio Bassolino, perfino a Chiaiano, peggiorando così il già esile bacino di voti. «De Magistris è stato favorito dall’assenza di un Pd credibile – continua Di Mezza –. Il pasticciaccio delle primarie è solo la punta dell’iceberg. E poi il magistrato ha toccato le corde giuste. &lt;br /&gt;È riuscito ad affascinare il popolo, mentre con l’elite aveva già un buon rapporto (basti pensare al sostegno di Erri De Luca,&lt;span style="font-style:italic;"&gt; ndr&lt;/span&gt;). Ha preso consensi trasversalmente. Anche Mastella con le sue uscite (“Se vince De Magistris mi suicido”, aveva ironizzato a Radio 2, ndr) gli ha fatto guadagnare voti». &lt;br /&gt;L’ex pm si è proposto dunque quale icona di riscatto, come sostiene la giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Natascia Festa, paragonandolo addirittura a Barack Obama e suggerendogli implicitamente l’invito a Napoli per il Presidente Usa. «L’Italia è stata screditata a livello internazionale dal nostro premier – spiega lo scrittore Massimo Cacciapuoti –. L’immagine di Napoli sommersa dalla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;monnezza&lt;/span&gt; ha fatto il giro del mondo ma il voto di Napoli ha anche una valenza simbolica diversa: De Magistris viene dalla magistratura, non dalla politica. È il voto della città che si ribella alla camorra e alla politica del malaffare. È la voce gridata di chi vuole giustizia e chiede un impegno serio e deciso dalla parte migliore della società civile che, nonostante i proclami del premier, continua a identificarsi nella magistratura».&lt;br /&gt;Il rifiuto ricevuto qualche mese prima dal centrosinistra (eccezion fatta per il velato appoggio di Umberto Ranieri, grande beffato delle primarie) è divenuto pertanto la carta vincente di De Magistris e la scelta di “non apparentamento” dopo i risultati del primo turno ha fatto il resto.&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4776870826370814959?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4776870826370814959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/de-magistris-vince-senza-politica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4776870826370814959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4776870826370814959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/de-magistris-vince-senza-politica.html' title='DE MAGISTRIS VINCE SENZA POLITICA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-xgSqDztT8ck/Tgw2ZExIhII/AAAAAAAAARo/SpEKm2_YoM8/s72-c/De-Magistris.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3930976660824480716</id><published>2011-06-30T00:39:00.000-07:00</published><updated>2011-06-30T03:15:16.557-07:00</updated><title type='text'>UN CAFFÈ CHE SA DI PULITO</title><content type='html'>La Rete del Caffè Sospeso combatte contro il monopolio della distribuzione da parte dei clan. In che modo? Incoraggiando le piccole produzioni, magari nate dentro un carcere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Antonio Puzzi&lt;/strong&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-kbmpS0-hQ-Q/Tgw1CMCeM_I/AAAAAAAAARg/-ySzwgK1Go8/s1600/torrefazione.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kbmpS0-hQ-Q/Tgw1CMCeM_I/AAAAAAAAARg/-ySzwgK1Go8/s320/torrefazione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623928346386510834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai Setola ai Mallardo, la storia dell’imprenditoria del malaffare in Terra di Lavoro passa per il settore agroalimentare. Negli ultimi anni, si sono moltiplicate le indagini delle forze dell’ordine e le inchieste giornalistiche che hanno portato alla luce fatti spesso noti, ma che le voci del popolo preferivano tacere. Già lo scorso mese “Fresco di Stampa” ha compiuto un viaggio nel mondo del pane “illegale” partendo da Sant’Antimo e analizzando il fenomeno nell’intera area a nord di Napoli con sconfinamenti nell’Agro aversano. Il caso ha voluto che proprio in quei giorni venissero sequestrati al clan dei Polverino oltre un miliardo di euro ottenuti con la distribuzione, forse obbligata, di pane, farine, cereali e carni. Solo dodici mesi fa, invece, l’arresto di Giuseppe Setola aveva messo in chiaro come il Caffè Nobis, una miscela qualitativamente non eccellente prodotta da un’azienda riconducibile secondo le indagini a un bar trentolese, fosse imposta agli esercizi commerciali della provincia di Caserta o comunque distribuita, secondo gli inquirenti, in una maniera non del tutto rispettosa dei crismi della legalità. Di recente, infine, il sequestro dei beni ai Mallardo di Giugliano ha portato a conoscenza delle masse come la stessa trafila riguardasse anche il Caffè Seddio, quasi un monopolio da Castelvolturno al basso Lazio. E con buone probabilità la lista nera dei marchi non è ancora completa. &lt;br /&gt;Importante sottolineare che le accuse non sono state ancora confermate dai processi, ma le indagini iniziate dal 2008 testimoniano un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;modus operandi&lt;/span&gt; tutt’altro che isolato. Per riportare alla luce il valore della legalità in merito al prodotto simbolo di Napoli è nato il progetto di sette festival italiani che si occupano di arti performative e di diritti violati: la Rete del Caffè Sospeso. Ideata in principio per una mutua solidarietà tra le manifestazioni che non godono di grossi sovvenzionamenti pubblici, la Rete ha deciso però di distinguersi, soprattutto nel Napoletano, con una forte azione identitaria. Non a caso, il nome dato al network richiama l’antica pratica, diffusa fino a qualche decennio fa nel capoluogo campano, di entrare in un bar, bere un caffè e pagarne due. Il secondo, per l’appunto “sospeso”, sarebbe stato poi destinato a chi non poteva godere di un bene, se non primario quanto meno simbolico, della civiltà partenopea. Si tratta insomma di un gesto di solidarietà verso un’umanità sconosciuta che si concretizza donando non una necessità, ma la dignità di un piacere. &lt;br /&gt;Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e referente campano della Rete, afferma: «È bene ribadire che nella pratica del Caffè Sospeso non c’è solo solidarietà, ma anche legalità, amicizia, senso della comunità, rispetto dell’altro. Vorremmo soprattutto che questo diventasse un modo in controtendenza di declinare la “napoletanità”, senza sottolineare identità o localismi, ma ribadendo la storia sociale e popolare di una città che non ha mai smesso di ospitare e accogliere, in contrasto con l’atteggiamento sterile di una classe dirigente che stenta moltissimo a rappresentare i bisogni del suo popolo e di una criminalità organizzata che ferocemente si è nutrita di questa distanza». Il funzionamento del meccanismo immobilizzante nella distribuzione dell’oro nero campano ce lo spiega Imma Carpiniello, una delle operatrici della cooperativa Lazzarelle, che offre lavoro alle detenute del carcere femminile di Pozzuoli, per l’appunto producendo caffè: «I grossi monopoli, non sempre direttamente riconducibili ai clan, offrono le attrezzature necessarie ai bar per macinare, preparare e servire il caffè.&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3930976660824480716?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3930976660824480716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/un-caffe-che-sa-di-pulito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3930976660824480716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3930976660824480716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/un-caffe-che-sa-di-pulito.html' title='UN CAFFÈ CHE SA DI PULITO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kbmpS0-hQ-Q/Tgw1CMCeM_I/AAAAAAAAARg/-ySzwgK1Go8/s72-c/torrefazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4036470959261000191</id><published>2011-06-01T03:40:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T04:04:27.440-07:00</updated><title type='text'>UN’ALTRA BOTTA ALLA CAMORRA. MA BASTERÀ?</title><content type='html'>L’ennesimo boss è stato arrestato, eppure la criminalità organizzata non sembra arretrare dalla società civile. Il giudice Magi: «Bisogna spezzare la connivenza tra clan e imprese»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Pgcvvq0vTg0/TeYX5W5i0xI/AAAAAAAAARU/ANbpWliwF9w/s1600/ARRESTO.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Pgcvvq0vTg0/TeYX5W5i0xI/AAAAAAAAARU/ANbpWliwF9w/s320/ARRESTO.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613200259730821906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Prima o poi doveva succedere». Il boss della camorra Mario Caterino, sorriso sardonico e modi spicci, ha accolto così gli agenti che lo hanno catturato lo scorso aprile a Casal di Principe.  Fatalismo o ennesima provocazione ad uno Stato che, nonostante mieta successi, sembra non vincere mai la sfida contro il crimine organizzato? &lt;br /&gt;Meglio conosciuto come Mario ’a botta, per via della sua passione per gli esplosivi, Caterino, latitante dal 2005, era inserito nell’elenco dei trenta ricercati più pericolosi d’Italia e considerato il boss di camorra più importante dopo Michele Zagaria. Mario ’a botta si nascondeva nell’abitazione di un insospettabile imbianchino della zona.&lt;br /&gt;«È un successo straordinario che stringe il cerchio intorno alla latitanza di Michele Zagaria», è stato il commentato alla cattura del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Dello stesso segno anche le dichiarazioni del presidente della Provincia Domenico Zinzi: «È l’ennesimo successo ottenuto grazie all’azione congiunta di forze dell’ordine e magistratura», e del Questore di Caserta Guido Longo, che nel 1998 guidò l’operazione che condusse in carcere Francesco Schiavone detto Sandokan: «Abbiamo dato una bella botta alla cosca dei Casalesi».&lt;br /&gt;Garbato ed estroverso, senza mai tradire la serietà del ruolo che riveste, Raffaello Magi, un magistrato del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, parla degli ultimi importanti arresti e delle prospettive per questo territorio. «Mario Caterino era un camorrista della “prima generazione”, che ha sfruttato l’ascesa del clan successiva alla morte di Bardellino. Il boss – dice – è sempre stato molto vicino al gruppo degli Schiavone e negli ultimi anni, come spesso accade, la sua importanza era cresciuta proprio in virtù della latitanza». La cattura di Mario ’a botta rappresenta, secondo il magistrato che fu giudice a latere nel processo Spartacus: «Un fatto molto significativo, in quanto la rete di protezione che si crea intorno a queste persone non può essere impenetrabile. Capacità e impegno da parte delle forze dell’ordine sono poi gli elementi indispensabili per trovare chi si nasconde».&lt;br /&gt;Violenze e connivenza, due elementi imprescindibili per qualsiasi latitanza, un vecchio connubio rivelatosi purtroppo ancora una volta valido. «Il fenomeno camorristico è ormai una realtà “trasversale”, che non si limita a governare i settori tradizionalmente illeciti come ad esempio estorsioni, traffico degli stupefacenti e scommesse clandestine, ma estende la sua influenza anche nei settori nevralgici dell’economia. Gestione del ciclo dei rifiuti, dei mercati dei generi alimentari, della distribuzione delle materie prime e della pubblica amministrazione sono solo alcune delle nuove attività». Il perché di tutto ciò è presto detto: «È la mancanza di un forte senso etico in buona parte dell’imprenditoria e del mondo delle professioni a rendere possibile il “contatto” tra realtà che dovrebbero essere diverse. La logica che domina è quella del profitto ad ogni costo e ciò comporta inevitabilmente l’alterazione della libera concorrenza e della legalità». L’arresto di Antonio Iovine prima e quello di Caterino poi costituiscono l’apice di un impegno da parte dello Stato che, oltre a produrre proclami, è fatto anche di risultati concreti eppure la camorra, vedi la recente crisi dei rifiuti, appare sempre presente e forse potente più di prima; non così però per Magi che respinge con fermezza il paradosso: «Non credo che sia più forte di prima. Molti clan hanno subìto colpi durissimi e si è diffusa l’idea che la repressione esiste. Certo, vi è ancora un livello di connivenza su cui bisogna lavorare in profondità». Diverso il discorso per la piaga dei rifiuti: «La camorra ha approfittato dell’inefficienza della macchina amministrativa per gestire “in concreto” una buona parte del ciclo dello smaltimento. Bisogna creare un nuovo rapporto di fiducia tra la popolazione e chi è chiamato a compiere l’opera di bonifica dei suoli e la raccolta dei rifiuti»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4036470959261000191?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4036470959261000191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/unaltra-botta-alla-camorra-ma-bastera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4036470959261000191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4036470959261000191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/unaltra-botta-alla-camorra-ma-bastera.html' title='UN’ALTRA BOTTA ALLA CAMORRA. MA BASTERÀ?'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Pgcvvq0vTg0/TeYX5W5i0xI/AAAAAAAAARU/ANbpWliwF9w/s72-c/ARRESTO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3052324640765366017</id><published>2011-06-01T03:35:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T04:04:22.392-07:00</updated><title type='text'>SE SPARTA PIANGE, ATENE NON RIDE…</title><content type='html'>Entrambi i partiti a vocazione maggioritaria escono malconci dalla tornata elettorale. Il Pd diventa quasi irrilevante, il Pdl ha perso molti più voti di quelli erosi dai finiani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-IGAdmpddF5Y/TeYWVaGhEpI/AAAAAAAAARM/pGCaQMM9X8I/s1600/Lettieri.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-IGAdmpddF5Y/TeYWVaGhEpI/AAAAAAAAARM/pGCaQMM9X8I/s320/Lettieri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613198542603621010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una vittoria per le liste civiche, una grande sconfitta per Partito democratico e Popolo della libertà. &lt;br /&gt;Terzo Polo quasi invisibile. Questo il responso delle urne in occasione delle elezioni amministrative, che si sono tenute a maggio, in oltre 40 città delle province di Napoli e Caserta. Elezioni che hanno confermato in modo incontrovertibile la sfiducia dei cittadini campani nei confronti dei due maggiori partiti. &lt;br /&gt;Il centrodestra, dopo aver conquistato Province e Regione, ha avuto difficoltà ad attribuire all’opposizione la colpa dei problemi del territorio, mentre il centrosinistra non è riuscito ancora a riorganizzarsi e, dopo la fine del “ventennio” bassoliniano, è alle prese con un difficilissimo cambio generazionale, non ancora riuscito. L’Italia dei valori (con la sola eccezione di Napoli) e Sinistra e libertà stentano a decollare, fermandosi sotto il 4%, in quasi tutte le città, il Pd continua a perdere consensi. &lt;br /&gt;Le sconfitte elettorali subite negli ultimi due anni non hanno prodotto alcun tipo di cambiamento e così un partito che a livello nazionale è attestato tra il 27 e il 30% dei voti, a Caserta non è riuscito a superare la soglia del 10%, mentre a Napoli è riuscito a malapena a raggiungere il 16%, un risultato che dovrebbe far riflettere i vertici locali e nazionali del partito, soprattutto se si pensa che l’anno scorso, alle elezioni regionali, il Partito democratico ottenne il 15,07% delle preferenze, a Caserta, e il 21,69% a Napoli. Risultati che sembravano aver posto fine al calo dei consensi del Pd campano, ma evidentemente così non è stato. &lt;br /&gt;Gli errori commessi a Napoli prima con Andrea Cozzolino e poi con Mario Morcone, dove il “fuoco amico” di Luigi De Magistris ha colto i coordinatori Enzo Amendola e Andrea Orlando di sorpresa, e il fuggi fuggi generale in Provincia di Caserta, hanno condotto i democratici in un vortice pericoloso. «Il Pd ha subito un forte arretramento e si deve porre il problema della sua rifondazione», ha affermato Orlando subito dopo le elezioni. &lt;br /&gt;«Dobbiamo domandarci perché non abbiamo saputo interpretare il cambiamento e intercettare la domanda che ci facevano i cittadini». Meglio tardi che mai si direbbe, ma purtroppo il fallimento della classe dirigente del Partito democratico era chiaro, nitido e cristallino già da un po’. &lt;br /&gt;Sono molte le cose che mancano, a partire da un reale rinnovamento della classe dirigente, dalla prospettiva a lungo termine e soprattutto dalla lucidità di capire che è inutile continuare a litigare per “comandare”, in un partito che ormai è arrivato ai minimi storici di sempre e, a Caserta, è stato superato anche dall’Udc. Non è un caso che una delle pochissime città della provincia in cui il centrosinistra ha invertito una tendenza negativa che durava da molti anni è Parete, dove il Pd, presentandosi insieme alle altre liste della coalizione sotto un unico simbolo, è riuscito a sconfiggere le liste civiche in appoggio al centrodestra proponendo come candidato Raffaele Vitale, 29 anni e tanta voglia di voltare pagina&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3052324640765366017?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3052324640765366017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/se-sparta-piange-atene-non-ride.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3052324640765366017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3052324640765366017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/se-sparta-piange-atene-non-ride.html' title='SE SPARTA PIANGE, ATENE NON RIDE…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IGAdmpddF5Y/TeYWVaGhEpI/AAAAAAAAARM/pGCaQMM9X8I/s72-c/Lettieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-67434686369011579</id><published>2011-06-01T03:21:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T04:04:09.732-07:00</updated><title type='text'>SCUOLA, IL NUOVO ESODO DEI PRECARI</title><content type='html'>Napoli e Caserta non lasciano nessuna speranza ai tanti docenti in attesa di assunzione. Mentre gli istituti annaspano nella quotidiana lotta per quadrare i conti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Luisa Smeragliuolo Perrotta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Ar7CHvtOBy8/TeYVHyG649I/AAAAAAAAARE/yik_o0Bz98w/s1600/Proteste_Studenti.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ar7CHvtOBy8/TeYVHyG649I/AAAAAAAAARE/yik_o0Bz98w/s320/Proteste_Studenti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5613197209017967570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Inizia giugno e iniziano i conti e le trepidazioni dei docenti precari e del personale Ata che, all’inizio del mese, hanno aggiornato la loro posizione nelle graduatorie cosiddette ad esaurimento, per il biennio 2011-2013, trasformato in triennio dal “Decreto sviluppo” del 05/05/2011. &lt;br /&gt;Quanti si saranno traferiti nelle province di Napoli e Caserta dopo aver maturato un buon punteggio in qualche provincia del centro-nord? Quanti avranno un punteggio superiore  perché hanno svolto più supplenze oppure hanno lavorato in una scuola paritaria? Senza troppi colpi di scena, è certo che, a conti fatti, quando sarà pubblicata la graduatoria, probabilmente ad agosto, aumenterà il personale precario che Napoli e Caserta avrà dovuto lasciarle. Due province dense per popolazione scolastica, eppure inginocchiate dai tagli, che le hanno particolarmente colpite negli ultimi due anni, riducendo gli organici e affollando le classi. &lt;br /&gt;Per molti precari la scelta di lasciare la Campania è obbligata: il personale Ata e i docenti che nel 2007 avevano deciso di iscriversi in una di queste graduatorie, già di per sé affollatissime, dalle prime manovre del Governo Berlusconi, nel 2008, hanno cominciato a lavorare sempre meno, perdendo ogni speranza nella possibilità di ricevere la stabilità intravista dal piano di immissioni in ruolo del Governo Prodi. &lt;br /&gt;Le province maggiormente gettonate per il trasferimento dei docenti meridionali risultano Milano e Torino e le “intasate”, secondo le statistiche, Roma e Firenze. In Campania sono ancora lunghe le liste di chi attende l’assunzione, dopo aver superato l’ultimo concorso pubblico nella scuola, nel 1999: ogni anno si dovrebbe assorbire il 50% dalle graduatorie del concorso e l’altra metà dalle graduatorie provinciali ad esaurimento, in base ai posti in organico disponibili, ma da due anni le assunzioni sono letteralmente bloccate in tutto il Paese, eccetto per le graduatorie del sostegno e della scuola dell’infanzia, per cui c’è stato un piccolo numero di assunzioni. Quali sono le conseguenze reali sul funzionamento della scuola pubblica negli ultimi due anni? In molte scuole delle province di Napoli e Caserta diverse classi sono state prive di docenti, per settimane o addirittura per mesi, poiché le scuole non avevano soldi per pagare i supplenti (è recente la notizia degli stipendi anticipati ai professori con i soldi versati per le gite in un liceo della Brianza); pochi sono stati i precari pagati con regolarità, ma in generale raccontano di un pagamento procrastinato di mese in mese; quotidianamente è capitato che le classi siano state prive di sorveglianza, quando nemmeno i docenti di ruolo bastavano, con il loro straordinario, a sostituire un docente assentatosi per malattia&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-67434686369011579?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/67434686369011579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/scuola-il-nuovo-esodo-dei-precari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/67434686369011579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/67434686369011579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/06/scuola-il-nuovo-esodo-dei-precari.html' title='SCUOLA, IL NUOVO ESODO DEI PRECARI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ar7CHvtOBy8/TeYVHyG649I/AAAAAAAAARE/yik_o0Bz98w/s72-c/Proteste_Studenti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-1961879622582281933</id><published>2011-05-06T02:58:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T03:39:38.113-07:00</updated><title type='text'>L'ISOLA INFELICE DEI COMUNI</title><content type='html'>Stretti tra i tagli di spesa, i vincoli del Patto di stabilità e la scarsa autonomia su materie fondamentali, i primi cittadini lamentano una difficoltà crescente: «A volte siamo soli come cani»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Del Franco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-E77T5BU33kQ/TcPGprCgYrI/AAAAAAAAAQ8/4gnC08w25z0/s1600/Ciaramella.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-E77T5BU33kQ/TcPGprCgYrI/AAAAAAAAAQ8/4gnC08w25z0/s320/Ciaramella.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5603540780609200818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«È stato proprio nei momenti di maggiore difficoltà, ad esempio durante le numerose crisi dei rifiuti, che io, come sindaco, mi sono davvero sentito solo come un cane». Domenico Ciaramella, da nove anni sindaco di Aversa e membro del comitato direttivo dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) regionale, riassume con estrema efficacia le condizioni pratiche e politiche in cui si trovano attualmente ad operare in generale gli amministratori locali e, in particolare, i sindaci. Primi cittadini che sono e si sentono sempre più soli, schiacciati dai pesanti tagli delle risorse destinate agli Enti locali e stretti nella morsa dei vincoli finanziari imposti al bilancio dei comuni dal Patto di stabilità di matrice europea. &lt;br /&gt;«È evidente la giustezza e la necessità del Psi (Patto di stabilità interna) in ambito nazionale e sovranazionale – prosegue Ciaramella – ma il rispetto dei parametri previsti da tale Patto si traduce troppo spesso, sul piano locale, in una pressoché totale interdizione dei poteri del sindaco: a causa del tetto di spesa, una giunta comunale, pur avendo i bilanci in ordine, non può decidere lo stanziamento di fondi per potenziare i servizi sociali, i trasporti, o per investire in progetti culturali. Inoltre, il blocco delle assunzioni approvato con l’ultima finanziaria impedisce persino di accrescere l’organico degli uffici comunali laddove lo si ritenga necessario: in tali condizioni è evidente come l’autonomia del primo cittadino nell’amministrazione del proprio comune risulti pesantemente inficiata». &lt;br /&gt;Il peso politico derivante dalle condizioni di difficoltà in cui versano i comuni ricade, inoltre, interamente sugli amministratori, come lamenta Lucio Santarpia, sindaco di Frignano e parimenti membro del comitato direttivo dell’Anci: «Veniamo troppo spesso travolti da decisioni prese ben al di sopra delle nostre teste, nel definire le quali non abbiamo in realtà alcuna voce in capitolo, ma che determinano situazioni di grave disagio nei territori da noi amministrati. Nel far fronte all’annosa questione rifiuti, ad esempio, i singoli comuni campani hanno ristretti margini di autonomia, dovendo necessariamente operare riuniti in consorzi provinciali e secondo le direttive imposte dal Commissariato di Governo: ma quando vi sono cumuli di rifiuti ai bordi delle strade, è naturale che un cittadino tenda a rivolgere la propria indignazione direttamente contro chi amministra la propria città, che deve dunque rispondere di misure adottate da altri»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-1961879622582281933?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/1961879622582281933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/05/stretti-tra-i-tagli-di-spesa-i-vincoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1961879622582281933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1961879622582281933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/05/stretti-tra-i-tagli-di-spesa-i-vincoli.html' title='L&apos;ISOLA INFELICE DEI COMUNI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-E77T5BU33kQ/TcPGprCgYrI/AAAAAAAAAQ8/4gnC08w25z0/s72-c/Ciaramella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3330413666274807261</id><published>2011-05-06T02:48:00.000-07:00</published><updated>2011-05-06T03:34:02.472-07:00</updated><title type='text'>GIUSTIZIA LUNGA O NIENTE GIUSTIZIA…</title><content type='html'>Reazioni opposte, in Campania,sul processo breve, che cancellerebbe con un colpo di spugna i provvedimenti giudiziari contro i “signori dell’immondizia”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Falco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RAxZeb7g5qo/TcPFPPqIY5I/AAAAAAAAAQ0/l6CLFY1Axd4/s1600/Bassolino_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RAxZeb7g5qo/TcPFPPqIY5I/AAAAAAAAAQ0/l6CLFY1Axd4/s320/Bassolino_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5603539227070981010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il processo per il rogo alla Thyssenkrupp di Torino, quello per i crolli nel terremoto a L’Aquila, la strage di Viareggio, il crac Parmalat; e poi ancora Calciopoli (la denuncia è del presidente del Tribunale di Napoli, Carlo Alemi, ndr) e chi più ne ha più ne metta, nella lista di procedimenti che hanno negli ultimi anni destato scandalo nell’opinione pubblica. &lt;br /&gt;Alcuni di questi, verosimilmente, non si concluderanno a causa della famigerata “prescrizione breve”, una ghigliottina che potrebbe decapitare il processo ai danni dell’ex governatore Antonio Bassolino e che vede imputati i vertici di Impregilo, quello sul cosiddetto “scandalo rifiuti”. Tommaso Sodano, ex senatore di Rifondazione comunista e autore con Nello Trocchia de La peste, è impegnato da anni con denunce ed esposti proprio sullo scandalo in questione. &lt;br /&gt;«Troncare il processo sui rifiuti – esordisce l’attuale consigliere provinciale di Napoli – avrebbe un impatto devastante: pensiamo ai miliardi di euro sperperati, agli scandali di questi anni, sarebbe davvero una batosta insopportabile. Io, davvero, non ho parole: sono stati anni di lotte e di denunce, la prima sporta nel 2003, e dopo otto anni non avere la possibilità di sapere se queste denunce sono fondate o meno sarebbe una sconfitta per la democrazia, un ulteriore danno per le popolazioni, per l’ambiente e il territorio». &lt;br /&gt;La magistratura ha rappresentato, in questi anni, l’unico potere dello Stato determinato a fare chiarezza sull’affaire rifiuti? «Assolutamente sì – continua Sodano – è stata l’unica frontiera della legalità. &lt;br /&gt;In Italia il fatto che ci sia insoddisfazione per il cattivo funzionamento della magistratura viene addebitato ai magistrati. Mancano i cancellieri, manca la carta, e provano a convincere cittadini che esiste il problema della giustizia, quando c’è invece un’aggressione a un potere dello Stato che vorrebbe riportarci a periodi bui. Peraltro, la richiesta di passare ad altre funzioni, presentata da Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo – i due magistrati del processo sui rifiuti – rappresenta un segnale inquietante, se non proprio un segno di cedimento»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3330413666274807261?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3330413666274807261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/05/giustizia-lunga-o-niente-giustizia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3330413666274807261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3330413666274807261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/05/giustizia-lunga-o-niente-giustizia.html' title='GIUSTIZIA LUNGA O NIENTE GIUSTIZIA…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RAxZeb7g5qo/TcPFPPqIY5I/AAAAAAAAAQ0/l6CLFY1Axd4/s72-c/Bassolino_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5567722156378743974</id><published>2011-05-06T02:16:00.000-07:00</published><updated>2011-05-06T03:33:37.658-07:00</updated><title type='text'>TENDE DEL DOLORE E DELLA SPERANZA</title><content type='html'>Santa Maria Capua Vetere ha accolto con dignità i primi 1200 profughi maghrebini destinati al campo. Ma dopo il primo contingente ne è arrivato un altro. E ora la tendopoli rischia di diventare un presidio permanente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Stefano Crupi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-5qkSIHnv1pw/TcPCg2NLC2I/AAAAAAAAAQs/YynbJ_HHJ4Q/s1600/tendopoli_SantaMaria.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5qkSIHnv1pw/TcPCg2NLC2I/AAAAAAAAAQs/YynbJ_HHJ4Q/s320/tendopoli_SantaMaria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5603536230941395810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La strategia sembra essere sempre la stessa: mettere il problema dove nessuno può vederlo, accantonarlo, nasconderlo. Per poi, davanti alle telecamere, vantare successi strepitosi e risultati ineccepibili. Anche nell’affrontare l’emergenza immigrati il governo italiano non si è smentito: segregati nell’ex caserma “Andolfato” di Santa Maria Capua Vetere, i circa 1200 profughi, sbarcati a Lampedusa sulla scia delle sollevazioni popolari che stanno sconvolgendo il nord Africa, sono come scomparsi agli occhi dell’opinione pubblica. &lt;br /&gt;Durante i primi giorni della loro lunga permanenza nella tendopoli, nessuno scambio con l’esterno è stato consentito: persino alla senatrice Anna Maria Carloni, che intendeva sincerarsi sulle condizioni interne del campo, non è stato permesso l’accesso. E per quale ragione? «Disposizioni sanitarie», rispondevano i responsabili. &lt;br /&gt;Col passare dei giorni, però, la scusa delle disposizioni sanitarie non ha retto più: si è capito che il governo stava solo prendendo tempo, alle prese con una discussione al suo interno che rischiava di incrinarne la stabilità. Dopo il voltafaccia di tutti gli altri paesi europei, l’Italia si ritrovava ad affrontare da sola il problema di questa invasione pacifica ed improvvisa, che non poteva certo essere risolta con il «fora de bal» sancito da Umberto Bossi e dalla Lega. &lt;br /&gt;L’allestimento affidato alla Croce Rossa è risultato perfettamente in grado di adattarsi con rapidità all’emergenza: inizialmente predisposto ad accogliere ottocento persone, con cento tende da otto brande ciascuna, è stato ampliato per più della metà nel giro di poche ore. Ai volontari è stata affidata la direzione amministrativa del campo e l’assistenza. «Abbiamo impiegato più di cento persone – dice Francesco Cimmino, referente per la comunicazione della Croce rossa italiana Campania – con quaranta operatori fissi per volta, organizzati in turni. Accogliere un numero maggiore di persone ha comportato solo un adeguamento delle strutture, che in ogni caso eravamo già pronti ad affrontare». L’attività dei volontari è stata quindi tutta tesa a rendere il più confortevole possibile il soggiorno obbligato dei profughi nordafricani: tre pasti al giorno, distribuiti in tre grandi tende capaci di ospitare fino a quattrocento persone, la possibilità di utilizzare bagni allacciati alle fognature e provvisti di docce, visite mediche da parte dei sanitari dell’Asl con due presidi, uno fisso ed uno mobile. Un carico di vestiti contraffatti, sequestrati dalla Guardia di Finanza, è stato destinato ai profughi. «Ad un certo punto – racconta Cimmino – si è sparsa la notizia di cibo avariato distribuito agli immigrati. In realtà si trattava semplicemente di cibo condito con aceto, pietanza che in Tunisia e in Marocco non si è soliti usare. &lt;br /&gt;Tengo a precisare che le persone ospitate e i volontari mangiano esattamente le stesse cose»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5567722156378743974?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5567722156378743974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/05/tende-del-dolore-e-della-speranza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5567722156378743974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5567722156378743974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/05/tende-del-dolore-e-della-speranza.html' title='TENDE DEL DOLORE E DELLA SPERANZA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5qkSIHnv1pw/TcPCg2NLC2I/AAAAAAAAAQs/YynbJ_HHJ4Q/s72-c/tendopoli_SantaMaria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4615842903103074721</id><published>2011-04-01T03:15:00.000-07:00</published><updated>2011-04-01T03:46:54.549-07:00</updated><title type='text'>ITALIA UNITA, MA SOLO SULLA CARTA</title><content type='html'>Dopo centocinquant’anni di storia, il baratro tra Nord e Sud sembra diventato più profondo. Dall’economia al lavoro, dai diritti alla rappresentanza politica il Bel Paese presenta più differenze che continuità. Se non fosse per la criminalità organizzata, che non conosce frontiere &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-fPwDFNRPVu8/TZWmi_L375I/AAAAAAAAAQk/rxfsU1AArFc/s1600/aversa-centro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-fPwDFNRPVu8/TZWmi_L375I/AAAAAAAAAQk/rxfsU1AArFc/s320/aversa-centro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590557632457338770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Centocinquant’anni di unità nazionale, eppure il Nord e il Sud dell’Italia continuano a viaggiare su binari paralleli e, spesso, totalmente divergenti. &lt;br /&gt;«Nelle istituzioni, così come nella società, deve crescere la consapevolezza che il divario tra il settentrione ed il meridione debba essere corretto». A lanciare l’allarme, nel 2009, durante la presentazione a Roma del rapporto Svimez (associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) relativo al 2007 sullo stato dell’economia meridionale, fu Giorgio Napolitano.&lt;br /&gt;Proprio allora il presidente della Repubblica tenne anche a sottolineare come le differenze tra un Nord ricco e sviluppato e un Sud in perenne affanno fossero «un caso unico in Europa».Secondo i dati di quel rapporto le regioni meridionali risentivano di un’economia strutturalmente fragile e non in grado di tenere il passo di quelle settentrionali. A due anni di distanza nulla o quasi è cambiato. Per rendersene conto basta guardare gli ultimi dati pubblicati nel 2010.&lt;br /&gt;Il prodotto interno lordo per ogni singolo abitante delle regioni del Sud è di 17.317 euro, pari al 58,8% del Centro-Nord, dove si  registra invece 29.449 euro ciascuno. Su base regionale la Campania, con una diminuzione del 5,4%, è la seconda regione del meridione dopo l’Abruzzo, che ha fatto segnare un maggiore abbassamento del Pil.&lt;br /&gt;Non va meglio se si analizzano i singoli settori: dall’agricoltura all’industria passando per il terziario, le regioni meridionali rispetto a quelle del Nord registrano un gap costante mai del tutto colmato. Emblematiche le conclusioni del rapporto: «Nel periodo 2000-2008 il Mezzogiorno è cresciuto la metà del Centro-Nord. Dal dopoguerra non si era mai verificata una così lunga interruzione del processo di crescita tra le due aree. &lt;br /&gt;La forte contrapposizione tra Nord e Sud oggi rischia di allargare il divario e ostacola la ripresa economica nazionale». Divisi in ambito economico, non va certo meglio in politica dove la presenza di ministri meridionali nelle poltrone che contano è davvero scarsa, se non inesistente. I tempi in cui nei palazzi del potere sedevano, a cavallo degli anni ’80 e ’90, i vari Ciriaco De Mita, Paolo Cirino Pomicino prima e Antonio Bassolino poi, rispettivamente presidente del Consiglio, ministro del Bilancio e del Lavoro, sono lontani. Fatta eccezione per uno sparuto nugolo di ministri senza portafoglio – Mara Carfagna alle Pari Opportunità, Gianfranco Rotondi all’Attuazione del programma di Governo ed Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento – la Campania ed il Sud sono totalmente assenti dalla compagine governativa. &lt;br /&gt;Un’Italia unita soltanto sulla cartina geografica è una percezione non solo degli italiani, ma anche dei cittadini stranieri che in Italia ci vivono soltanto per periodi medio-lunghi. Secondo un’indagine condotta da Intercultura, ben il 76,5% degli studenti stranieri che si trovano nel nostro Paese per motivi di studio dicono che l’Italia è in realtà una nazione divisa tra il Nord e il Sud. Gli elementi di differenziazione sono quelli tipici dei luoghi comuni: ritmi frenetici, freddezza nei rapporti umani e ricchezza al Nord, tranquillità e maggiore disponibilità al dialogo nelle regioni meridionali&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4615842903103074721?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4615842903103074721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/04/italia-unita-ma-solo-sulla-carta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4615842903103074721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4615842903103074721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/04/italia-unita-ma-solo-sulla-carta.html' title='ITALIA UNITA, MA SOLO SULLA CARTA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-fPwDFNRPVu8/TZWmi_L375I/AAAAAAAAAQk/rxfsU1AArFc/s72-c/aversa-centro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4305150373594693075</id><published>2011-04-01T03:12:00.000-07:00</published><updated>2011-04-01T03:46:43.139-07:00</updated><title type='text'>TUTTI IN CORSA PER NAPOLI</title><content type='html'>Nove candidati in lizza per lo scranno più alto di palazzo San Giacomo. In provincia, intanto, si sfidano vecchi e i giovani politici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Antonio Puzzi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-l6KpWNu5PoU/TZWldgL61II/AAAAAAAAAQc/B-8S42d8suE/s1600/tremonti_lettieri.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-l6KpWNu5PoU/TZWldgL61II/AAAAAAAAAQc/B-8S42d8suE/s320/tremonti_lettieri.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590556438725055618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il tanto auspicato bipolarismo, per Napoli, è solo un sogno. Tutto ha avuto inizio col “pasticciaccio” delle primarie e adesso sono ben nove i candidati, quattro a sinistra, tre a destra e due al centro che, salvo ripensamenti, si contenderanno, a maggio, la poltrona di primo cittadino del capoluogo campano. &lt;br /&gt;«Con il suo fare, il Pd ha assunto i classici comportamenti di chi ritiene una partita già persa – ha sostenuto Fausto Corace, segretario regionale del Psi, ritenuto da più parti uno dei massimi esperti di politica napoletana – ma anche il centrodestra non può vantare con Gianni Lettieri una scelta vincente. &lt;br /&gt;L’ex presidente dell’Unione Industriali ha già spaccato il suo mondo, ma l’investitura è arrivata direttamente da Gianni Letta e così a nulla sono valse le critiche sprezzanti della sua stessa parte politica». Vana è stata la lettera firmata da trentanove iscritti al partito per chiedere a Silvio Berlusconi un ripensamento. A tentare di cavalcare l’onda di tale dissenso giunge però Clemente Mastella che, nel ribadire la sua candidatura per i Popolari, ha definito “guasconi” gli atteggiamenti del Pdl: «Non credo – ha asserito – ci siano le condizioni numeriche e politiche affinché Lettieri possa vincere al primo turno». Per attirare l’attenzione su di sé, l’ex sindaco di Ceppaloni ha proposto a Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara di fare parte della sua improbabile giunta. Non è il solo, però, in quanto anche Lettieri, che promette che i suoi consiglieri doneranno ai poveri il compenso previsto, corteggia Cannavaro come assessore. &lt;br /&gt;Il Pd ha invece deciso di puntare sull’ex prefetto Mario Morcone, il quale, ha spiegato Corace, «sarebbe stato indicato da Carlo Borgomeo (presidente Fondazione Sud, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ndr&lt;/span&gt;), al quale Pierluigi Bersani aveva chiesto invano di candidarsi». Di certo, il centrosinistra punta sulla quantità. Oltre a Morcone, appoggiato anche da Sinistra e libertà in seguito a un referendum, ci saranno infatti Luigi De Magistris, sostenuto da Idv, Federazione della Sinistra e, secondo alcuni, dal “popolo reale” dei vendoliani, Roberto Fico per il Movimento 5 Stelle e Raffaele Di Monda, che con il Pin (Progetto innovazione per Napoli) promette: «Affiderò a un netturbino la gestione del problema rifiuti». &lt;br /&gt;Il neonato terzo polo punta, invece, sul rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Raimondo Pasquino, appoggiato anche dai socialisti. «Andrea Cozzolino ora si è schierato a favore di Morcone – ha dichiarato Corace – mentre Umberto Ranieri va verso Pasquino, sebbene la sua sarà una scelta difficile: fare una cosa diversa dal partito o continuare a lavorare con esso?». Arrivano, poi, nelle ultime ore, la candidatura dell’avvocato Carlo Taormina con i liberali di Lega Italia e la promessa di un nuovo nome avanzata da Mpa&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4305150373594693075?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4305150373594693075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/04/tutti-in-corsa-per-napoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4305150373594693075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4305150373594693075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/04/tutti-in-corsa-per-napoli.html' title='TUTTI IN CORSA PER NAPOLI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-l6KpWNu5PoU/TZWldgL61II/AAAAAAAAAQc/B-8S42d8suE/s72-c/tremonti_lettieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8397061285063073291</id><published>2011-04-01T02:52:00.000-07:00</published><updated>2011-04-01T03:46:16.139-07:00</updated><title type='text'>FIAT, L’INDOTTO ASPETTA E SPERA</title><content type='html'>Johnson Controls, Ergom, Proma,Tower e tante altre fabbriche che ruotano attorno allo stabilimento di Pomigliano vivono la transizione difficile del settore auto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Dorelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-KNaHTaDpH9k/TZWkSlODx-I/AAAAAAAAAQU/JPXICBtWA7k/s1600/mdpPomigliano.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-KNaHTaDpH9k/TZWkSlODx-I/AAAAAAAAAQU/JPXICBtWA7k/s320/mdpPomigliano.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590555151586019298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si scrive Fabbrica Italia Pomigliano, si legge progetto Nuova Panda. Nuovo stabilimento, o meglio stabilimento messo a nuovo, e nuova produzione che mette alla porta quella tradizionale dell’Alfa Romeo, che qui a Pomigliano d’Arco ha segnato la storia, non solo industriale, di un’intera cittadina. &lt;br /&gt;Dopo mesi di aspri dibattiti, che hanno visto sgretolarsi il fronte sindacale e modificare gli stessi rapporti tra industriali, partono le prime assunzioni nell’ex stabilimento Giambattista Vico. Di pari passo, però, si materializzano all’orizzonte i primi dubbi su quale sarà la ricaduta sull’indotto Fiat, ossia su quel consistente numero di piccole e medie aziende che hanno proliferato in tutta la Campania, trainate dalle produzioni targate Alfa. Aziende che impiegano migliaia di lavoratori, quasi tutti interessati dalle varie forme di ammortizzatori sociali negli ultimi quattro anni. Lo start al progetto dell’amministratore delegato Sergio Marchionne è stato dato lo scorso 7 marzo, con il passaggio di 4 capi delle Ute, 3 tecnici e un gestore operativo da Fiat Group Automobiles alla newco Fabbrica Italia Pomigliano. Neoassunti che andranno ad affiancare Sebastiano Garofalo, passato da direttore di stabilimento ad amministratore delegato della nuova società, noto per la produzione e distribuzione di un discusso dvd, che invitava gli operai dello stabilimento partenopeo ad accettare i termini dell’accordo proposto da Fiat. &lt;br /&gt;Nelle loro mani la fase iniziale del progetto: il completamento dei lavori all’impianto di lastratura e alla catena di montaggio. Contemporaneamente sul fronte indotto l’effetto domino si avverte immediatamente. Fra le prime a muoversi, due colossi dell’apparato produttivo che ruota intorno il sito napoletano: Johnson Controls e Ergom. Entrambe specializzate nella componentistica auto e nella lavorazione delle materie plastiche. Johnson Controls, 169 operai in cassa integrazione da circa otto anni nello stabilimento di Rocca d’Evandro e circa 180 in quello di Cicerale (Salerno), ha annunciato da subito un investimento di circa 2 milioni di euro da completare entro giugno e una leggera modifica alla dislocazione produttiva fra i due stabilimenti. Investimenti che dovrebbero permettere il riassorbimento dei lavoratori della multinazionale a stelle e strisce entro il 2012, anno in cui la newco produrrà 240mila Nuova Panda. &lt;br /&gt;Altro discorso per i dipendenti della Ergom. Circa 1000 lavoratori nelle tre sedi presenti fra Caserta e Napoli, secondo un accordo stilato con la stessa Fiat prima della crisi avrebbero dovuto essere assunti dallo stabilimento di Pomigliano. Ora almeno per 500 di loro potrebbe non esserci più posto e lo stabilimento di Marcianise dovrebbe essere accorpato a Napoli. Nella stessa situazione di incertezza versa gran parte dell’indotto Fiat. &lt;br /&gt;Ai due esempi, che rappresentano solo gli estremi delle reazioni che il processo Fabbrica Italia Pomigliano potrà innescare, si affiancano molte realtà industriali che ancora navigano a vista. Due i fattori fondamentali del nuovo piano industriale torinese che creano scompiglio nell’indotto: la risposta del mercato ai volumi di produzione fissati da Marchionne e il passaggio da una produzione di alto livello ad una di livello medio/basso. Fornire interni, rifiniture o componentistica per Alfa 159, Giulietta o Mito non è lo stesso che fornire i medesimi prodotti per la Nuova Panda, ma nonostante questo i giudizi sui livelli produttivi e lavorativi non sono univoci.&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8397061285063073291?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8397061285063073291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/04/fiat-lindotto-aspetta-e-spera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8397061285063073291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8397061285063073291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/04/fiat-lindotto-aspetta-e-spera.html' title='FIAT, L’INDOTTO ASPETTA E SPERA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KNaHTaDpH9k/TZWkSlODx-I/AAAAAAAAAQU/JPXICBtWA7k/s72-c/mdpPomigliano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2252152235521214602</id><published>2011-03-04T01:30:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T02:01:09.503-08:00</updated><title type='text'>«LE RAGAZZE DEL PAPI, UN  PRODOTTO CAMPANO»</title><content type='html'>Claudio Pappaianni, giornalista de “L’Espresso” e autore di un libro sui sexy-scandali del premier, racconta la parabola delle “miracolate” napoletane: da Francesca Pascale a Emanuela Romano, da Giovanna Del Giudice alla “braciulona” Virna Bello &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Cenni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Zx1ofkVVRTo/TXCyO0kUttI/AAAAAAAAAQM/l0qiD6vEA4w/s1600/claudio-pappainni.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Zx1ofkVVRTo/TXCyO0kUttI/AAAAAAAAAQM/l0qiD6vEA4w/s320/claudio-pappainni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580155906010953426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un filo rosso unisce il “Casoria gate” al “Ruby gate” ed è incastrato tra le rocce del Vesuvio. Scandalo, caso giudiziario: Napoli ricorre incessante, tanto nei luoghi quanto nelle protagoniste. Facciamo il punto con Claudio Pappaianni, giornalista de “L’Espresso”, vincitore del concorso internazionale “Giornalisti del Mediterraneo” e coautore, insieme a Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio, del libro &lt;em&gt;Papi. Uno scandalo politico&lt;/em&gt;, edizioni Chiarelettere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pappaianni, Napoli è una parola chiave negli scandali del premier?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È sicuramente uno snodo importante, se non altro perché il “Papi gate”, dal punto di vista mediatico, parte da lì, dalla festa di 18 anni di Noemi Letizia a Casoria. Veronica Lario decide di rompere il suo matrimonio con Silvio Berlusconi, l’Italia distratta scopre che è governata da un uomo che trascorre serate circondato da decine donne, molte delle quali sono escort di professione. Tutto, dopo la bella intervista di Angelo Agrippa del “Corriere del Mezzogiorno” alla ragazza di Portici che ci fa scoprire che Silvio Berlusconi, nel suo harem, si fa chiamare “Papi”. Un’intervista, quella, che letta oggi è ancora più inquietante: è dettata da una grande ingenuità di Noemi o ricca di messaggi in codici?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che intende?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Intanto, Noemi è la prima che parla di “Bunga Bunga”, raccontandola come una delle barzellette preferite dal premier (illuminante ed educativa, per una ragazza di 17 anni). Poi, dopo aver raccontato della «scrivania del premier sommersa dalle carte», conclude di voler entrare in politica: «Ci penserà Papi Silvio», disse.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutto ha inizio nel 2008?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno delle “Papi girls” è certamente precedente: Berlusconi conosce Francesca Pascale, per esempio, sul finire del 2006, per poi ospitarla in una cena privata sul suo aereo personale dopo una manifestazione a Piazza del Plebiscito a Napoli. Ma i festini circondato da decine di belle donne non sono certo una novità per Berlusconi: nel 1986, stando ad un’intercettazione che abbiamo inserito nel libro, si preparava a festeggiare il Capodanno assieme a Bettino Craxi, in compagnia delle showgirl del “Drive in”. Era l’era Craxi, l’epoca di “nani e ballerine”. Ora ci sono “nani e veline”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cos’è cambiato da allora?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Che le “Papi girls” le paghiamo noi. Berlusconi può piazzare una velina di periferia come Francesca Pascale, una che si esibiva su “Telecafone”, in politica. La Pascale è consigliere provinciale, cioè ha un ruolo istituzionale. E così Virna Bello, una Pr di provincia nota come “la braciulona” e anche lei nel gruppo della Pascale, il comitato “Silvio ci manchi”, finita col diventare assessore a Torre del Greco. &lt;br /&gt;Oppure Emanuela Romano, che è stata certamente a Villa Certosa, ora assessore ai Servizi sociali a Castellamare di Stabia. C’è poi Giovanna Del Giudice, ex meteorina con Emilio Fede, divenuta assessore provinciale alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C’è una relazione tra il tessuto sociale della nostra regione e le “Papi girls”?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le inchieste, giornalistiche e giudiziarie, dimostrano che non è una questione legata al disagio sociale ed economico. Certo è che la compagine campana tra le donne che frequentano le residenze di Berlusconi è la più folta. Ma l’anomalia non è la loro presenza nella vita del premier, piuttosto la pioggia di incarichi pubblici che rivestono. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come lo spiega?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da un lato può esserci un’eccessiva leggerezza da parte di una persona che non sa chi si mette in casa, un premier che non va troppo per il sottile, che ha corso e corre molti rischi con le sue frequentazioni e che poi deve, in qualche modo, correre ai ripari. Dall’altro è facile dare opportunità a delle ragazze, in una regione che ha un deficit di classe dirigente, specie nel partito di maggioranza relativa. Il partito di Berlusconi in Campania ha il suo coordinatore regionale, Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica e il suo vice, nonché presidente della Provincia di Napoli e deputato, Luigi Cesaro, che impazza sul web per le sue gaffe e che ha candidamente ammesso di aver avuto rapporti con la Nuova camorra organizzata e con Rosetta Cutolo. Se questo è il punto più alto che oggi il centrodestra campano può esprimere, è evidente che lì, piuttosto che altrove, è facile piazzare veline in ruoli di comando&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2252152235521214602?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2252152235521214602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/03/le-ragazze-del-papi-un-prodotto-campano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2252152235521214602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2252152235521214602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/03/le-ragazze-del-papi-un-prodotto-campano.html' title='«LE RAGAZZE DEL PAPI, UN  PRODOTTO CAMPANO»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Zx1ofkVVRTo/TXCyO0kUttI/AAAAAAAAAQM/l0qiD6vEA4w/s72-c/claudio-pappainni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5758848593323138621</id><published>2011-03-04T01:24:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T01:59:36.126-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liquami nelle acque costiere'/><title type='text'>LA GANG DEL PERCOLATO</title><content type='html'>Quattordici arresti di funzionari e dirigenti che smaltivano illecitamente i liquami  nelle acque costiere. Un’inchiesta che si riallaccia all’emergenza rifiuti del 2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilù Musto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JmwfzGk0xuc/TXCwi_SRTGI/AAAAAAAAAQE/6quRwfldhoc/s1600/ambiente.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-JmwfzGk0xuc/TXCwi_SRTGI/AAAAAAAAAQE/6quRwfldhoc/s320/ambiente.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580154053462150242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi non ricorda le proteste di Villa Literno, tra il 2003 e il 2004? Mentre era in corso l’ultima guerra di camorra tra i gruppi Tavoletta-Ucciero e Bidognetti, alcuni giovani di nemmeno 20 anni finivano i loro giorni di vita stramazzati al suolo. &lt;br /&gt;C’era una parte del paese fatta di donne con bambini e i loro uomini al seguito che protestava contro gli sversamenti delle ecoballe sul territorio liternese. &lt;br /&gt;«Qui, prima o poi, nasceranno gli alberi blu», dicevano i manifestanti. &lt;br /&gt;E chi non ricorda, invece, il commissario dei rifiuti Corrado Catenacci, che giungeva a Villa Literno, il paese più grande per estensione territoriale di tutta la provincia di Caserta, sulla sua auto blindata, scortata dai carabinieri della locale stazione. &lt;br /&gt;Carabinieri che quando non erano impegnati sull’ultimo morto inchiodato a terra dai killer, erano sul sito di “Lo Spesso” per il servizio di ordine pubblico. &lt;br /&gt;Quando arrivava Catenacci a Villa Literno, in quegli anni, la folla si infiammava. Fino a quando il sindaco del paese, Enrico Fabozzi, parlava con il commissario nella sala comunale. &lt;br /&gt;E ne usciva con un responso: ancora ecoballe a Villa Literno. &lt;br /&gt;In cambio, però, il Governo depurava le acque del paese e stanziava soldi a cascate per rimettere a nuovo la cittadina con una bonifica. In pratica il Governo dava, in cambio della “monnezza” di quasi metà della regione, ciò che il paese doveva ottenere per diritto: acqua pulita e aria salubre. &lt;br /&gt;Dove sono andati a finire i litri di percolato che ristagnavano al margine delle ecoballe di “Lo Spesso”? Un’inchiesta ha fornito una parziale risposta. Perché dopo sette anni, dopo pagine di giornali dedicate allo scandalo rifiuti in Campania e dopo che la “questione Villa Literno” è stata messa a tacere con le cascate di finanziamenti, si è giunti ad un risultato: l’ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino è fra i 38 indagati nell’ambito dell’indagine su presunti reati ambientali. &lt;br /&gt;I numeri dell’inchiesta della Procura napoletana sono altissimi: 14 solo gli arresti eseguiti dai carabinieri del Noe e della Guardia di finanza, tra cui proprio l’ex prefetto Corrado Catenacci e l’ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione civile, Marta Di Gennaro. &lt;br /&gt;Indagato anche l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi e l’ex assessore regionale all’epoca delle giunte “bassoliniane” Luigi Nocera. &lt;br /&gt;L’indagine è la prosecuzione di quella conclusa nel maggio 2008, nota con il nome di “Operazione Rompiballe”, che ha portato all’arresto di 25 indagati per traffico illecito di rifiuti.  &lt;br /&gt;Nelle carte vengono riscontrati dalla Procura «gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ex uomini politici, professori universitari, dirigenti della pubblica amministrazione e tecnici delle strutture commissariali, che si sono avvicendati al Commissariato per l’emergenza rifiuti della Regione Campania dal 2006 al 2008 che, in qualità di responsabili del processo di smaltimento del “percolato” prodotto dal sistema regionale, utilizzavano gli impianti di depurazione di acque reflue della Regione Campania, contribuendo all’inquinamento del tratto costiero del litorale napoletano». &lt;br /&gt;In pratica, nel corso delle indagini che hanno portato all’arresto delle 14 persone accusate di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali, è stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani, che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. &lt;br /&gt;Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano. &lt;br /&gt;Non a caso, l’ordinanza di custodia in carcere, scattata il 28 gennaio scorso, ha raggiunto anche i manager della società Hidrogest, Gaetano De Bari e Claudio De Biasio&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5758848593323138621?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5758848593323138621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/03/la-gang-del-percolato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5758848593323138621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5758848593323138621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/03/la-gang-del-percolato.html' title='LA GANG DEL PERCOLATO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-JmwfzGk0xuc/TXCwi_SRTGI/AAAAAAAAAQE/6quRwfldhoc/s72-c/ambiente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2306917379557661939</id><published>2011-03-04T01:10:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T01:59:57.640-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il Pd si interroga sulla bontà dello strumento elettorale'/><title type='text'>PD, CHE BRUTTO AFFARE LE PRIMARIE</title><content type='html'>Dopo il triste spettacolo delle consultazioni napoletane, la base del partito ci ripensa: «Qui ci vogliono regole, far votare tutti significa andare al massacro»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Falco &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-eJyDO45cxxc/TXCu_3xjjeI/AAAAAAAAAP8/Z39oNtggoKM/s1600/Andrea-Cozzolino.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-eJyDO45cxxc/TXCu_3xjjeI/AAAAAAAAAP8/Z39oNtggoKM/s320/Andrea-Cozzolino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580152350638837218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dell’esito, incerto, interessa parlare fino a un certo punto. Perché tra le accuse di brogli, di voti comprati per una manciata di euro nelle zone più povere della città, tra veti e parziali distensioni, definire pasticcio questa storia è a dir poco eufemistico. Se ne sono accorti anche ai piani alti del partito, captando l’amarezza di iscritti e militanti che hanno visto le primarie per il candidato sindaco del Pd a Napoli trasformarsi in una guerra interna logorante e manifesta. &lt;br /&gt;Fiutati i pericoli, è stato il segretario nazionale Pierluigi Bersani, nei giorni successivi alla vittoria contestatissima di Andrea Cozzolino contro Umberto Ranieri e Libero Mancuso, a inviare a Napoli Andrea Orlando, in veste di commissario, con il compito di sciogliere un nodo che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol. Del resto, era stato lo stesso segretario regionale Enzo Amendola, durante l’assemblea nazionale del partito, ad esprimersi con questi toni: «Senza retorica vi chiedo scusa per quanto è accaduto: siamo una comunità legata da un impegno e una lotta comune e per questo le mie scuse sono segnate da amarezza e inquietudine». &lt;br /&gt;Un sentimento di disaffezione che serpeggia in maniera evidente tra la base del partito, covato già da tempo e ribadito da chi sconfessa, a larghissima maggioranza, i risultati della consultazione, come segnalato da un sondaggio de “la Repubblica Napoli”, secondo il quale solo l’11% ritiene credibile il dato uscito dalle primarie. &lt;br /&gt;E ora? Dopo la parziale retromarcia di Cozzolino, i nomi rilanciati come quello di Raffaele Cantone e Luigi De Magistris sembrano suggerire la figura di una personalità trasparente e affidabile, capace di ricompattare iscritti e simpatizzanti intorno a una figura di rinnovamento. Ma Cantone pare proprio non aver voglia di lanciarsi in una sfida elettorale simile, e la palla ripassa in mano alla politica. &lt;br /&gt;Certo, ci si guarda bene dal prendersela con il mezzo primarie, un mero strumento in mano a chi lo usa peculiarmente e non senza distorsioni. Come quelle segnalate da Renato Natale, chiamato in veste di commissario a rilanciare il Pd di Casal di Principe, in uno dei tanti paesi della provincia di Caserta dove il maggiore partito del centrosinistra mostra enormi segnali di difficoltà. &lt;br /&gt;«Per come vengono organizzate, io non credo alle primarie. Se fossero programmate con gli iscritti, beh sì; ma in alcune realtà è evidente che l’avversario politico è tentato di intervenire per far vincere il candidato più debole, per poi batterlo più agevolmente alle elezioni. &lt;br /&gt;Non si può – continua Natale – scimmiottare altri Paesi senza la stessa storia, senza poi considerare criticità come la compravendita di voti o altre distorsioni». E sulle primarie napoletane, rincara: «La frattura interna crea perplessità a persone come me e altri: il centro del dibattito è sempre sull’organigramma, su chi fa che cosa, e non su temi concreti come la sicurezza sul lavoro, l’ambiente, la lotta alle illegalità». &lt;br /&gt;Sulla scelta, “laica”, di accettare l’incarico di commissario del Pd locale, conclude: «Ho deciso di fare il commissario sulla spinta di una serie di amici e compagni di Casal di Principe, per ricostruire un minimo di attività politica che era sparita, cercando di riavvicinare quelli che si erano allontanati, che erano trasmigrati nel volontariato, ma il mio è soltanto un ruolo locale». &lt;br /&gt;La pressoché unanime condanna dello spettacolo negativo offerto dal Pd giunge anche da Raffaele Vitale, giovane segretario del Pd di Parete: «Cose del genere allontanano le nuove generazioni dalla politica: il risultato è quello di ottenere l’effetto inverso. Calare le primarie senza un regolamento che tuteli tutti, in una realtà complessa come la nostra, vuol dire andare al massacro, se non ti doti di uno strumento di garanzia efficace»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2306917379557661939?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2306917379557661939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/03/pd-che-brutto-affare-le-primarie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2306917379557661939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2306917379557661939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/03/pd-che-brutto-affare-le-primarie.html' title='PD, CHE BRUTTO AFFARE LE PRIMARIE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-eJyDO45cxxc/TXCu_3xjjeI/AAAAAAAAAP8/Z39oNtggoKM/s72-c/Andrea-Cozzolino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6978946836760046701</id><published>2011-02-03T02:23:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T03:00:28.717-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siti Archeologici trascurati'/><title type='text'>MEGLIO CHE RESTINO SEPOLTI…</title><content type='html'>Siti archeologici preziosissimi e in gran quantità si concentrano nel territorio di Caserta e Napoli. Ma per lo Stato sono un fastidio, una rogna da gestire. E così i tombaroli ne approfittano&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUqCdgVwiGI/AAAAAAAAAP0/iyJqyUhNJMg/s1600/Foto-n.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUqCdgVwiGI/AAAAAAAAAP0/iyJqyUhNJMg/s320/Foto-n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569407332606052450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Brunella Nobile &lt;br /&gt;e Luisa Smeragliuolo Perrotta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il territorio campano che si snoda lungo l’antica via consolare Appia è un territorio ricco dal punto di vista archeologico di reperti di inestimabile valore. Nessuna meraviglia, quindi, che questa notizia abbia valicato i confini della specializzazione accademica per giungere fino alle orecchie di tombaroli organizzati, che con un’attività redditizia come la profanazione delle tombe e dei siti archeologici dell’Alto casertano hanno messo in piedi un giro di ricettazione conclusosi con l’arresto per molti di loro nell’ambito dell’operazione Ro.Vi.Na., che nel mese di gennaio scorso ha portato al sequestro di 633 reperti archeologici destinati al mercato clandestino.&lt;br /&gt;Con spilloni e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;metal detector&lt;/span&gt;, sono anni che i tombaroli sondano il terreno e rubano senza nascondersi più di tanto: alcuni, più amanti dell’arte di altri, espongono nelle proprie case ciò che trovano. &lt;br /&gt;Anni di deprivazione hanno reso i siti, ufficiali e non, un po’ più poveri e un po’ meno interessanti, eppure le tracce del passato riaffiorano, resistono all’incuria e ai malintenzionati. Da Alife a Capua, da Santa Maria Capua Vetere ad Aversa, da Maddaloni a Calvi Risorta, fino a Succivo  e oltre i siti archeologici ufficiali – nove in tutto in Terra di Lavoro (Alife, Calvi Risorta, Maddaloni,  Roccamonfina, Santa Maria Capua Vetere, Teano, Agro atellano, Sessa Aurunca, Mondragone, cui si aggiunge la preziosa Liternum nel territorio giuglianese), seppure fuori dalle rotte turistiche più in auge, come Pompei, sono curati, tenuti in vita e visitati dal pubblico anche grazie ai musei disseminati sul territorio. Il problema è tutto il resto della provincia: come Carinola e Cellole, i cui resti romani sono in condizioni di degrado, come Calvi, l’antica Cales, che avrebbe bisogno di nuovi scavi e sorveglianza per quello che c’è, liberamente visitabile e più esposto all’attività di indefessi tombaroli, così come Francolise, la cui necropoli, in zona Montanaro, è una distesa di buche e di tombe violate. &lt;br /&gt;I resti sono romani, sanniti, talvolta etruschi e in alcuni casi risalgono anche ad epoche più remote, paleolitico e neolitico: come a Tora e Piccilli, dove sono visitabili le “Ciampate del Diavolo”, ovvero le impronte di uomini primitivi risalenti a 56 milioni di anni fa, o a Liberi, l’antica Trebula, dove sono stati trovati pesci fossili risalenti a 110 milioni di anni fa. I lavori per la realizzazione della linea ferroviaria dell’alta velocità hanno portato alla luce, solo lungo la tratta Roma-Napoli, ben 149 siti archeologici: in media un sito ogni 500 metri lungo i primi 200 km della tratta. Nel Casertano, oltre ai già citati siti archeologici di Teano e Capua, dove sono stati rinvenuti una struttura termale di età imperiale e una villa rustica, le altre campagne di scavo hanno consentito l’individuazione di un sito con differenti fasi di vita dall’età repubblicana, nei pressi del Comune di Sparanise (Briccelle), e una villa rustica di età romana a Vitulazio. &lt;br /&gt;Testimonianze di vita pre e protostorica fino all’età romana sono state rintracciate anche nei Comuni a nord di Napoli&lt;span style="font-style:italic;"&gt;...continua&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6978946836760046701?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6978946836760046701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/02/meglio-che-restino-sepolti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6978946836760046701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6978946836760046701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/02/meglio-che-restino-sepolti.html' title='MEGLIO CHE RESTINO SEPOLTI…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUqCdgVwiGI/AAAAAAAAAP0/iyJqyUhNJMg/s72-c/Foto-n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4756347037747898725</id><published>2011-02-03T01:58:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T03:00:18.522-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intervista a Salvatore Settis'/><title type='text'>«IL BENE PUBBLICO È DIVENTATO MARGINALE»</title><content type='html'>Svendere il patrimonio artistico nazionale, come vorrebbe Tremonti, non è un’operazione conveniente. Parola di Salvatore Settis, uno dei maggiori archeologi e storici dell’arte del nostro paese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Francesco Falco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUp-4hI8KoI/AAAAAAAAAPs/m2NSyWh_xig/s1600/Salvatore-Settis.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUp-4hI8KoI/AAAAAAAAAPs/m2NSyWh_xig/s320/Salvatore-Settis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569403398630681218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gi&amp;agrave; direttore del Getty Research Institute di Los Angeles e della Scuola Normale di Pisa, titolare a Madrid della &amp;laquo;C&amp;aacute;tedra del Prado&amp;raquo;, Salvatore Settis &amp;egrave; uno dei pi&amp;ugrave; importanti archeologi e storici dell&amp;rsquo;arte del nostro Paese. Da poche settimane &amp;egrave; in libreria il suo ultimo saggio, &lt;em&gt;Paesaggio, Costituzione, cemento&lt;/em&gt; (Einaudi, pp. 326, 19 euro). &lt;br /&gt;Nella triste visione della dissoluzione del patrimonio pubblico e del paesaggio italiano, la sua riflessione acutissima e rigorosa &amp;egrave; una luce preziosa per illuminare un principio fondamentale adombrato, ma ribadito di continuo anche nel testo sopraccennato: &lt;em&gt;publica utilitas&lt;/em&gt;, interesse collettivo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In Italia viviamo un paradosso: da un lato c&amp;rsquo;&amp;egrave; il tasso di crescita demografica pi&amp;ugrave; basso d&amp;rsquo;Europa, dall&amp;rsquo;altro il pi&amp;ugrave; alto tasso di consumo del territorio d&amp;rsquo;Europa. Nel suo saggio, lei punta l&amp;rsquo;indice contro una superfetazione normativa che moltiplica le competenze suddividendole tra Comuni, Province, Regioni e Stato. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La sovrapposizione normativa &amp;egrave; certamente una delle condizioni di contorno che rende possibile l&amp;rsquo;eccesso di cementificazione che si registra nel nostro Paese. Il punto centrale, tuttavia, risiede nella mentalit&amp;agrave; arcaica, un retaggio contadino, che vorrebbe quello nel mattone come l&amp;rsquo;investimento pi&amp;ugrave; sicuro e pi&amp;ugrave; proficuo. &amp;Egrave; una falsit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; i risparmi indirizzati in investimenti improduttivi non fanno che accrescere il numero di appartamenti invenduti, quando invece potremmo reinvestire in settori pi&amp;ugrave; produttivi, come la ricerca scientifica, capitali che vengono immobilizzati. Con il rischio, continuando di questo passo, di  assistere in Italia alla medesima bolla immobiliare che ha colpito altri Paesi, con conseguenze molto gravi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La moltiplicazione di norme fa il paio con l&amp;rsquo;alleggerimento del peso specifico di altre e con l&amp;rsquo;azione in deroga, in una sorta di stato di eccezione permanente.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Infatti. A un certo punto si crea attorno al cittadino una foresta di norme e di veti che per poterne uscire bisogna agire in deroga. Non si interviene mai con leggi che abbiano una efficacia e che siano in armonia con altre leggi, ma si opera in deroga e si genera una sensazione di confusione. Il messaggio che passa &amp;egrave;, poi, che le norme non ci sono e ognuno pu&amp;ograve; fare quel che vuole, agendo da furbo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La svendita del territorio &amp;egrave; frutto, pare di capire, di un uso distorto degli oneri di urbanizzazione da parte dei comuni, che li utilizzano per questioni ordinarie, causa mancanza di liquidit&amp;agrave;. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; un fenomeno di cui si parla pochissimo, ma &amp;egrave; fondamentale.&lt;br /&gt;Gli oneri di urbanizzazione &amp;ndash; secondo quanto prevedeva la legge Bucalossi &amp;ndash; venivano pagati dal cittadino per consentire l&amp;rsquo;erogazione di servizi come l&amp;rsquo;elettricit&amp;agrave;, le fogne: addirittura era previsto un conto separato per i comuni, che potevano usare quelle risorse solo per determinate finalit&amp;agrave;. Un governo di centrosinistra modific&amp;ograve; invece la normativa, trasferendo alla spesa corrente queste risorse. Il governo Berlusconi ha alimentato questo meccanismo abolendo l&amp;rsquo;Ici: in mancanza di contributi diretti, i comuni da qualche parte dovranno pur trovare le risorse per tirare avanti. &amp;Egrave; un meccanismo perverso perch&amp;eacute; vuol dire che il comune, per disporre di una certa cifra per l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; ordinaria, pianifica l&amp;rsquo;anno prima quante costruzioni vanno fatte l&amp;rsquo;anno dopo. Inoltre, questo scatena una serie di provvedimenti che, a valanga, causano  la distruzione del paesaggio, sia pubblico che privato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Publica utilitas&lt;/em&gt;, quale superiore utilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;interesse collettivo, sembra un principio offuscato non da una singola legge ma da un orientamento di lungo corso: il pubblico, pi&amp;ugrave; che essere di tutti, sembra concepito come &amp;ldquo;non-privato&amp;rdquo;, non riconducibile ad un interesse definito e dunque agevolmente trascurabile. Il &amp;ldquo;caso Pompei&amp;rdquo; insegna. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;S&amp;igrave;, &amp;egrave; un&amp;rsquo;osservazione molto giusta. L&amp;rsquo;idea di pubblico bene, che in Italia ha una tradizione  lunga e affonda le radici nel Diritto romano, sta diventando marginale, in coerenza con uno Stato segnato da modelli come il Thatcherismo e il Reaganismo.Visto che questi modelli hanno prodotto le crisi in cui ci troviamo, credo che sarebbe il momento di accorgersi che l&amp;rsquo;iperliberismo &amp;ndash; questa etica per cui esiste solo l&amp;rsquo;individuo e non la societ&amp;agrave; &amp;ndash; va certamente corretto. &amp;Egrave; un momento, questo, in cui molte teorie economiche sono orientate a credere che quello che serve &amp;egrave; uno Stato pi&amp;ugrave; forte, e non meno Stato. Svendere, come vorrebbe Tremonti, parte del patrimonio pubblico per ripianare il debito pubblico, dubito sia un&amp;rsquo;idea conveniente.&lt;span style="font-style:italic;"&gt;..continua&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4756347037747898725?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4756347037747898725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/02/il-bene-pubblico-e-diventato-marginale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4756347037747898725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4756347037747898725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/02/il-bene-pubblico-e-diventato-marginale.html' title='«IL BENE PUBBLICO È DIVENTATO MARGINALE»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUp-4hI8KoI/AAAAAAAAAPs/m2NSyWh_xig/s72-c/Salvatore-Settis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6011211706640594678</id><published>2011-02-03T01:21:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T03:00:02.240-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eugenio Scalfari'/><title type='text'>«L’OGGETTIVITÀ? PER FORTUNA NON ESISTE»</title><content type='html'>Eugenio Scalfari, maestro di generazioni di giornalisti, racconta le difficoltà della professione oggi. Il futuro è ancora nella formula inventata da lui: approfondimento e onestà dei punti di vista&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUp6aEU8i3I/AAAAAAAAAPk/KwPtc5CceQg/s1600/scalfari2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUp6aEU8i3I/AAAAAAAAAPk/KwPtc5CceQg/s320/scalfari2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569398477453822834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi delle vendite dei giornali come prodotto dell’avvento dei nuovi media e l’oggettività dell’informazione letta alla luce di una diversa concezione. Eugenio Scalfari, classe 1924, tra gli ultimi grandi giornalisti del secolo scorso ancora in attività, non usa mezzi termini nell’analizzare lo stato dell’arte del giornalismo in Italia. «L’abbassamento delle vendite dei quotidiani, e soprattutto dei periodici, non avviene solo nel nostro Paese, ma in tutto l’Occidente. Non credo che ciò dipenda dall’incapacità dei giornalisti, sarebbe infatti assai strano che in metà del pianeta tutti insieme fossero diventati incapaci». Il naturale cipiglio dei modi, accompagnato da un eloquio asciutto e forbito sono quelli di sempre, la disponibilità al dialogo anche. «La vera causa del calo è la concorrenza della televisione e di internet, è la società attuale che sta cambiando. Al giorno d’oggi, è sempre più evidente la rinuncia alla parola scritta, in favore di una comunicazione fondata principalmente sui suoni e sulle immagini». &lt;br /&gt;Per alcuni, la causa dell’allontanamento dei lettori dalla carta stampata è dovuta anche all’abbandono, da parte di quest’ultima, di un modo di fare giornalismo “oggettivo”. «L’obiettività dei fatti è una finzione – afferma perentorio Scalfari –. Gli avvenimenti sono letti dai giornalisti secondo il loro punto di vista, ossia sulla base dell’interpretazione che loro ne danno». Non crede però che, così facendo, possa venire in qualche modo meno il rispetto e la tutela di chi legge? «Niente affatto, perché l’obiettività è cosa diversa rispetto ad un irraggiungibile distacco da ciò che si racconta. Essa consiste semplicemente nel rendere esplicito il punto di vista da cui ciascuno dei professionisti dell’informazione guarda gli avvenimenti. È solo questo quindi – sottolinea con forza – che va reso esplicito affinché i lettori possano decodificare le varie realtà dei giornali e dei giornalisti». &lt;br /&gt;Una lettura dell’obiettività la sua, suffragata ancora di più dal notevole successo de “la Repubblica”, il quotidiano che fondò nel 1976 e che, per primo in Italia, ha cambiato il modo di fare informazione. &lt;br /&gt;Non più soltanto cronaca, ma analisi e approfondimento secondo le diverse sensibilità di chi scrive. «Il futuro è ancora in quella formula. Non è certamente un caso se essa è stata adottata da tutti i giornali nazionali, sia nel nostro Paese che nel resto d’Europa». Da qualche anno a questa parte è sempre più diffuso il “Citizen Journalism”, ovvero un tipo di giornalismo detto anche partecipativo, che contempla un ruolo dei lettori sempre più attivo nella ricerca e nella divulgazione delle notizie. I suoi detrattori lo catalogano come fenomeno di costume, i suoi fautori come una risorsa indispensabile. «Il fenomeno cui lei fa riferimento si fonda interamente sulla comunicazione via Internet, con le varie forme dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;social network&lt;/span&gt;, “Facebook”, “You Tube” e altre simili: non credo che sia semplicemente un fenomeno di costume, ma una realtà con cui tutti i giornali devono e dovranno confrontarsi»&lt;span style="font-style:italic;"&gt;...continua&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6011211706640594678?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6011211706640594678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/02/loggettivita-per-fortuna-non-esiste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6011211706640594678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6011211706640594678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2011/02/loggettivita-per-fortuna-non-esiste.html' title='«L’OGGETTIVITÀ? PER FORTUNA NON ESISTE»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TUp6aEU8i3I/AAAAAAAAAPk/KwPtc5CceQg/s72-c/scalfari2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-43269486740618068</id><published>2010-12-30T02:40:00.000-08:00</published><updated>2010-12-30T03:10:52.957-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Crisi del Centrodestra'/><title type='text'>IL PREZZO DELLA FIDUCIA</title><content type='html'>Dopo il terremoto in Parlamento,scosse di assestamento anche nel centrodestra campano. I &lt;em&gt;peones&lt;/em&gt; chiedono poltrone, Caldoro vacilla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxi11EAM5I/AAAAAAAAAPA/l7uVwyg2x04/s1600/Caldoro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxi11EAM5I/AAAAAAAAAPA/l7uVwyg2x04/s320/Caldoro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556424717184807826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acque agitate nel golfo di Napoli. L’evoluzione degli eventi politici nazionali non risparmia la politica campana e in particolar modo il Popolo della libertà. I &lt;em&gt;berluscones&lt;/em&gt; campani hanno perso una lunga serie di pezzi, soprattutto nelle province di Avellino e Caserta.Pasquale Viespoli, Italo Bocchino e Enzo Rivellini hanno guidato un vero e proprio esodo dal Pdl, basti pensare che i circoli casertani di Generazione Italia (il movimento interno a Futuro e libertà presieduto da Bocchino) hanno fatto il pienone raccogliendo tutti quei politici che nei mesi e negli anni passati erano stati vittima dello strapotere di Nicola Cosentino e dei suoi uomini.  &lt;br /&gt;Ma non è tutto, il Popolo della libertà nelle prossime settimane dovrà fare i conti con un problema ben più importante. La nascita del Polo della Nazione costringerà Nicola Cosentino a decidere quale strategia attuare in Campania relativamente alle alleanze e alla scelta del candidato per le prossime elezioni del Comune di Napoli. &lt;br /&gt;La fiducia del 14 dicembre alla Camera dei Deputati è stata ottenuta anche con la promessa di una distribuzione di incarichi e poltrone, soprattutto a livello locale. In Campania la vittima sacrificale potrebbe essere proprio l’Udc, che pur trovandosi all’opposizione nazionale continua a essere un alleato prezioso e fedele del governo regionale, occupando una serie di poltrone che fanno gola ai tanti piccoli movimenti rappresentati in Parlamento da quei deputati che hanno consentito a Silvio Berlusconi di ottenere la fiducia. Pochi giorni fa il deputato Marco Pugliese,  esponente campano di Forza Sud, movimento creato da Gianfranco Micciché ha chiesto con forza la rottura dell’alleanza campana con l’Udc. &lt;br /&gt;Anche Francesco Pionati, segretario nazionale di Alleanza di centro, ha attaccato l’Udc chiedendo al Pdl un atto di coraggio con l’obiettivo di «costruire un centrodestra a prova di traditori». &lt;br /&gt;Come se non bastasse, è spuntato anche il movimento Noi Sud, il cui deputato campano, Antonio Milo, dopo aver votato la fiducia, ha immediatamente chiesto un incontro agli onorevoli Cosentino e Mario Landolfi, al fine di ottenere un riequilibrio politico a livello regionale con l’ingresso in giunta degli esponenti del suo movimento. Le minacce di guerra nei confronti dell’Udc hanno avuto riscontro anche nelle parole di Nicola Cosentino che, alla convention di dicembre del Pdl, ha dichiarato di poter fare benissimo a meno di un’alleanza con l’Udc in Campania. &lt;br /&gt;È diventato davvero complesso per Stefano Caldoro sciogliere il nodo che si è venuto a creare. Il governatore della Regione, pur essendo espressione diretta del Popolo della libertà, non ha mai amato Nicola Cosentino, soprattutto dopo le indagini della magistratura sul dossier a luci rosse. &lt;br /&gt;Dopotutto Caldoro, se è stato scelto come candidato per la guida della Regione, deve ringraziare due politici che in Campania sono in rotta di collisione proprio con Cosentino: il ministro Mara Carfagna e il capogruppo del Fli Italo Bocchino &lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-43269486740618068?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/43269486740618068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/il-prezzo-della-fiducia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/43269486740618068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/43269486740618068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/il-prezzo-della-fiducia.html' title='IL PREZZO DELLA FIDUCIA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxi11EAM5I/AAAAAAAAAPA/l7uVwyg2x04/s72-c/Caldoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7933020397417240654</id><published>2010-12-30T02:35:00.000-08:00</published><updated>2010-12-30T03:11:34.568-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Studenti e Riforma Gelmini'/><title type='text'>L'ONDA ANOMALA DEGLI STUDENTI</title><content type='html'>Marciano, occupano, si ribellano.Oppure restano indifferenti, come se la Riforma Gelmini non li riguardasse. Un viaggio nella pancia e negli umori degli atenei di Napoli e Caserta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Assia Iorio e Anna Fusari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxhbbc0YVI/AAAAAAAAAO4/dVNeoBEEn7Q/s1600/mdp-studenti-.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxhbbc0YVI/AAAAAAAAAO4/dVNeoBEEn7Q/s320/mdp-studenti-.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556423164121342290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Università pubblica, abbiamo toccato il fondo». È scritto sul cartellone di un ragazzo, Danilo Cicalese,  in costume, cuffia e occhialini, arrampicato su un leone di piazza dei Martiri a Napoli. I ragazzi della Campania ci sono. La rivolta è in atto. Il caos è iniziato. &lt;br /&gt;Questo è il problema: secondo il ministro della Pubblica Istruzione e la sua Riforma, l’autonomia delle Università dovrà essere coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica e didattica. Ciò comporterà la fine dei finanziamenti a pioggia, certo, ma soprattutto la privatizzazione di un ente che, stando alla Costituzione italiana, dovrebbe essere pubblico. Saranno quindi tagliati i fondi per gli studi e la ricerca e assorbiti i piccoli atenei… insomma, decisioni che valgono il futuro di una generazione!&lt;br /&gt;Nella sfilata di rivendicazioni la “Federico II” e “l’Orientale” marciano in prima fila; nelle retrovie, un po’ esitante, procede la provinciale “Seconda università di Napoli”. &lt;br /&gt;Della Sun aderiscono alla protesta soltanto i ricercatori, toccati in prima persona dalla Rriforma. Da giugno molti corsi, esami e sedute di laurea sono stati cancellati. E la situazione di disagio non accenna a calmarsi: i corsi continuano ad essere scoperti e c’è il rischio che esami e sedute di laurea siano rimandati a tempo indeterminato. Ma ciò che stupisce è l’immobilità di tanti ragazzi. Molti assistono agli scioperi dei loro insegnanti come semplici spettatori, senza rendersi conto davvero che è in gioco il loro futuro. «Il giorno dell’approvazione in Parlamento hanno appeso qualche striscione… niente di più - dice uno di loro -. Stanno manifestando per quella legge… Gelm... come si chiama? Sai dirmi di che si tratta?».&lt;br /&gt;La disinformazione dei ragazzi è preoccupante. Eppure, senza la forza trainante degli studenti, qualsiasi movimento è destinato a spegnersi presto. Alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, qualche studente sembra prendere l’iniziativa partecipando ad assemblee e cortei e collaborando con i ragazzi della “Federico II” e de “l’Orientale”. Epicentro della rivolta resta, allora, Napoli, in modo particolare la zona universitaria di corso Umberto e piazza del Gesù. Sono stati occupati Porta di Massa, sede della Facoltà di Lettere e filosofia della “Federico II” e Palazzo Giusso de “l’Orientale”. &lt;br /&gt;«Riprendiamoci il nostro futuro», si legge su uno striscione posizionato sui cancelli della facoltà di Lettere.&lt;br /&gt;Diversi e vani sono stati i tentativi da parte dei ragazzi del collettivo di Porta di Massa di occupare anche il Rettorato della “Federico II”. Si cerca di ottenere risultati più concreti attraverso manifestazioni e cortei. L’intricato reticolo di strade stracolme di monnezza, bagnate di pioggia incessante, accoglie i nuovi ospiti della malinconia napoletana. Al fianco di precari, ecologisti e semplice gente esausta, avanzano gli studenti. Si somma la rabbia, esplode la disperazione. &lt;br /&gt;Qui si lotta, prima ancora che per il diritto agli studi e ad avere un’università pubblica e ben finanziata, per il diritto di respirare aria pulita, per vivere in una società più sicura. Questa è la rivolta degli studenti campani.&lt;br /&gt;L’anomalia, rispetto ad altre città d’Italia, è che ogni iniziativa viene stroncata duramente dai caschi blu della polizia. Non si tratta più di semplici manifestazioni, ma di veri e propri scontri.&lt;br /&gt;Il barile delle polveri è esploso il primo dicembre, quando i ragazzi in corteo, a piazza Plebiscito, hanno varcato le porte del teatro San Carlo con la speranza di trovare la solidarietà degli artisti. Il tentativo di un dialogo, cercato da entrambe le parti, è stato stroncato da una carica. E qualcuno ha pure rotto il braccio al primo violinista. «Ho pianto dentro di me per la crudeltà con cui quegli studenti venivano caricati… è stato uno spettacolo davvero infelice», afferma uno degli orchestrali presenti quel giorno &lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7933020397417240654?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7933020397417240654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/londa-anomala-degli-studenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7933020397417240654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7933020397417240654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/londa-anomala-degli-studenti.html' title='L&apos;ONDA ANOMALA DEGLI STUDENTI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxhbbc0YVI/AAAAAAAAAO4/dVNeoBEEn7Q/s72-c/mdp-studenti-.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8946379377769902956</id><published>2010-12-30T02:01:00.000-08:00</published><updated>2010-12-30T03:12:09.320-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SPETTACOLO Peppe Barra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maschera verace di Napoli'/><title type='text'>SOLO UN POVERO ARTISTA…</title><content type='html'>&lt;div&gt;Peppe Barra, cantore e testimone della cultura europea, racconta il suo disagio nell’Italia di oggi: «Mi vergogno quando calunniano la gente di Terzigno»&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Valentina Sanseverino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxeziDrPNI/AAAAAAAAAOw/qDIjS-wRo9c/s1600/PEPPE-BARRA--mdp%25287%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxeziDrPNI/AAAAAAAAAOw/qDIjS-wRo9c/s320/PEPPE-BARRA--mdp%25287%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556420279676910802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'esordio in teatro a soli tre anni all’ultimo spettacolo – in ordine di tempo – in cartellone a Caserta. Dalla “Nuova Compagnia di Canto Popolare” alla carriera da solista, dal cinema alla tv.&lt;br /&gt;Peppe Barra, l’artista che ha esportato la grandezza della cultura napoletana in tutto il mondo, si racconta dalle pagine del nostro giornale. E ci tiene a mandare un messaggio preciso e chiaro a tutti: «Ascoltate la voce del popolo di Terzigno!».&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Maestro, torniamo indietro con la memoria, a oltre sessant’anni fa. Come è iniziato tutto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In famiglia si respirava aria di palcoscenico fin dalla mia nascita e anche prima (il padre, Giulio, era artista di varietà; la madre, Concetta, indimenticabile icona del teatro partenopeo, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ndr&lt;/span&gt;). A tre anni la maestra Zietta Liù mi scelse per una piccola parte in una rappresentazione della fiaba di Pollicino. Da lì sono arrivate le scuole di recitazione e canto, le prime rappresentazioni, i primi ruoli importanti.&lt;br /&gt;L&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ei ha interpretato tutte le maschere del teatro partenopeo, da quelle della &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cantata dei Pastori &lt;/span&gt;a Pulcinella, ma non solo. Da Nerone a don Chisciotte, dalle commedie di Goldoni a quelle di Molière. C’è un personaggio che ha particolarmente amato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Li ho amati tutti, con la stessa passione. Se dovessi proprio sceglierne uno sarebbe senza dubbio Mr. Peachum ne &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’opera da tre soldi&lt;/span&gt; di Brecht (a fianco ad Elio delle Storie Tese, ndr). Sì Mr. Peachum è forse quello che più ho amato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E tra gli uomini che non recitano, quelli della vita reale? Qual è stato l’incontro più importante della sua vita?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho conosciuto artisti e  uomini eccezionali: Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Fabrizio De André, Roberto Benigni. Ma  Marcello Mastroianni è stato sicuramente l’uomo più sconvolgente che ho incontrato.&lt;br /&gt;Ancora più della sua grandezza come attore, era la luminosità che sprigionava a renderlo speciale: ti lasciava a bocca aperta. Poi col tempo imparai a conoscere anche la sua infinita umiltà, la sua intelligenza brillante…&lt;br /&gt;Era un uomo vero, generoso, umile, non per modo di dire: era pieno di luce.&lt;br /&gt;E poi, naturalmente, il mio grande amico Nino Rota. Nino era il musicista più grande che abbia mai conosciuto, era un personaggio interessante, ma sopratutto un vero amico. E basta.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lei è tra gli autori e attori teatrali più prolifici al mondo, eppure ha trovato sempre spazio per dedicarsi alla musica, senza disdegnare&lt;br /&gt;anche qualche apparizione in tv.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’amore per il teatro non dà tregua né tempo per dedicarsi ad altro. Anche quando sono andato in tv, la prima volta nel 1987, con Serata d’onore, un omaggio a De Filippo con lo stesso Eduardo, Gassman e, appunto, Mastroianni, è stato sopratutto per portarci le mie opere teatrali. Non amo molto la tv, ma aiuta tanti bravi giovani a venire fuori: come Valerio Mastandrea, un attore che apprezzo molto. La tv va bene per questo e poco altro. Diverso è il discorso per la musica: da quando ho iniziato con la “Nuova Compagnia di Canto Popolare” mi sono appassionato al modo in cui la musica si sposa con il teatro: con loro ho girato tutto il mondo cantando in napoletano e l’amore del pubblico ci ha accolto bene ovunque, anche se non tutti capivano la lingua. Poi c’è stato “Peppe &amp;amp; Barra”, il Premio Tenco, l’incontro con De André (che gli chiese di interpretare Bocca di Rosa in napoletano e la inserì nell’Lp&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Cani Randagi, ndr&lt;/span&gt;) e l’inizio della mia carriera da solista, che mi regala ancora tante belle soddisfazioni &lt;i&gt;...continua&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8946379377769902956?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8946379377769902956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/solo-un-povero-artista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8946379377769902956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8946379377769902956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/solo-un-povero-artista.html' title='SOLO UN POVERO ARTISTA…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TRxeziDrPNI/AAAAAAAAAOw/qDIjS-wRo9c/s72-c/PEPPE-BARRA--mdp%25287%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8344038207126900941</id><published>2010-12-03T02:00:00.000-08:00</published><updated>2010-12-03T02:43:50.102-08:00</updated><title type='text'>LA VIOLENZA INDICIBILE DEL CRIMINE COMUNE</title><content type='html'>Giancarlo De Cataldo, scrittore e magistrato, legge lo stato di salute delle nostre comunità attraverso i suoi delitti: «Dietro il crimine c’è sempre un deficit culturale, la mancanza inquietante di mezzi di emancipazione»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Mario Tirino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPjA2vHtpXI/AAAAAAAAAOM/Y1JC0HlJYM0/s1600/de_cataldo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPjA2vHtpXI/AAAAAAAAAOM/Y1JC0HlJYM0/s320/de_cataldo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546394987701052786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La provincia tranquilla non è per niente tranquilla. Per scoprirlo basta leggere le cronache locali, che riportano con dovizia di particolari episodi di cronaca nera a decine: omicidi, delitti passionali, misteriosi crimini, indagini finite sull’immancabile binario morto. E quindi dolore, incredulità, sento di impotenza. Qualche volta rassegnazione. No, la provincia non dorme sonni tranquilli. Ma spesso non gode della morbosa ribalta che i media nazionali riservano a storie come quella di Cogne, Perugia, Avetrana. E delle sue inquietudini, dei suoi “mostri”, dunque, si discute a bassa voce solo nei bar di paese. Per parlarne finalmente a viso aperto, Fresco di Stampa ha scelto Giancarlo De Cataldo, talentuoso scrittore e severo magistrato che ha trattato migliaia di casi, dai delitti familiari alle complesse indagini sulle mafie: in questi giorni è di nuovo in libreria con l’epopea risorgimentale I traditori (Einaudi).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;In una regione afflitta dalla macrocriminalità come la Campania, avvengono crimini comuni di un’efferatezza incredibile. C’è un legame tra la sottocultura camorrista e i delitti ordinari?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Paradossalmente, di fronte all’efferatezza di alcuni crimini comuni, capita di rimpiangere le grandi organizzazioni criminali. I crimini familiari sono pervasi da una violenza tremenda, prodotta da anni di tensioni sotterranee incomprensibili, laddove i crimini di mafia sono più agevoli da decifrare, guidati come sono da una logica di predominio economico. Dietro l’omicidio individuale c’è invece un percorso di sofferenza portato a compimento.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quale caso, tra quelli che hanno coinvolto la criminalità campana, ha maggiormente attirato la sua attenzione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ne cito due. Mi ha colpito molto il racconto di un uomo che aveva ucciso per fare un favore ad un’altra persona, alla cui richiesta aveva risposto con un serafico «che problema c’è?». Un’altra vicenda concerne un omicidio commissionato a Napoli, ma commesso a Roma, da due killer. Due ragazzi intelligenti, che in seguito si sono pentiti, ma che allora andarono a commettere quest’omicidio senza una lira in tasca, avendo con sé solo qualche gettone telefonico per comunicare a chi di dovere l’avvenuto compimento della missione. Questo conferma che dietro il crimine c’è spesso un inquietante deficit culturale, la mancanza totale di mezzi di emancipazione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Qualche sera fa, Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”, ha affermato in tv che, sfogliando gli archivi del suo giornale, si è reso conto che il livello di ferocia nella società contemporanea non è superiore a quello dei decenni passati. È d’accordo con questa tesi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sia lodato Calabresi. Balzac ha fissato le leggi eterne del crimine: l’oro e la passione, da cui deriva ogni crimine, l’omicidio politico, quello terroristico e anche quello di matrice psichiatrica, che altro non è che una passione malata.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Se è così, quanto influisce effettivamente la presenza ossessiva dei media nelle nostre vite sulla percezione di sicurezza sociale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una ricerca dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza ha messo in relazione statistiche sui delitti, lo spazio riservato ad essi dai media e la percezione sociale tra un campione di cittadini. Ne è emerso che la percezione segue la propaganda, non la realtà: l’insicurezza percepita cresce se la tv ne parla più a lungo, anche quando, in realtà, i delitti scemano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quanto conta la carenza di lavoro nell’alimentare l’aumento di omicidi e, in genere, di crimini, specie nelle province di Napoli e Caserta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si arriva al crimine per una somma di fattori. Ma quando muore un intero apparato industriale (come a Bagnoli e Ponticelli), con la cultura del lavoro e le interazioni sociali che lo caratterizzano, si assiste alla dismissione – per citare l’omonimo libro di Ermanno Rea – non di una fabbrica, ma della città stessa. E si lasciano spazi enormi per l’agire della criminalità organizzata...&lt;span style="font-style:italic;"&gt;continua&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8344038207126900941?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8344038207126900941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/la-violenza-indicibile-del-crimine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8344038207126900941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8344038207126900941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/la-violenza-indicibile-del-crimine.html' title='LA VIOLENZA INDICIBILE DEL CRIMINE COMUNE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPjA2vHtpXI/AAAAAAAAAOM/Y1JC0HlJYM0/s72-c/de_cataldo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3557437972460173455</id><published>2010-12-03T01:53:00.000-08:00</published><updated>2010-12-03T02:42:13.647-08:00</updated><title type='text'>RIFIUTI, L’ALTERNATIVA POSSIBILE</title><content type='html'>Ambientalisti e cittadini che presidiano Taverna del Re, la mega-discarica di Giugliano, chiedono di fermare gli sversamenti. E propongono la riconversione dei Cdr in impianti di riciclaggio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Tonia Limatola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPi_aNJqgXI/AAAAAAAAAOE/d1gqXNRZTOY/s1600/Taverna-del-re_3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPi_aNJqgXI/AAAAAAAAAOE/d1gqXNRZTOY/s320/Taverna-del-re_3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546393398034465138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incenerire o non incenerire? Questo è il dilemma per lo smaltimento di sei milioni di ecoballe (o meglio di rifiuti compressi in balle) accatastate in due anni a Taverna del Re, il sito di stoccaggio regionale, al confine tra Giugliano e Villa Literno, ufficialmente chiuso a dicembre 2008 e poi riaperto a fine ottobre per ospitare i rifiuti rimossi dalle strade di Napoli. L’area dovrebbe accogliere anche uno degli altri due inceneritori previsti dal piano del Governo. &lt;br /&gt;Il quesito è senza dubbio difficile. Secondo alcuni esperti, impianti come quello di Acerra sarebbero inutili e antieconomici. Per molti altri, invece, rappresentano l’unica soluzione per risolvere definitivamente l’emergenza regionale dei rifiuti. E il dibattito tra i sì e i no, poi, si arricchisce anche di altre ipotesi. Un’alternativa valida potrebbe essere il trattamento meccanico biologico, che conta sulla riconversione degli ex Cdr; mentre c’è chi spinge anche per la produzione del biodiesel. &lt;br /&gt;Intanto, secondo l’ordinanza del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, la piazzola E12 avrebbe dovuto accogliere i camion dell’Asia per trenta giorni, per un totale di 10mila tonnellate, ma il quantitativo è stato raggiunto in due settimane. Spazio temporale durante il quale i cittadini – che negli stessi giorni si ritrovavano coi rifiuti in strada e la notifica di bollette della Tarsu maggiorate del 12% – hanno ricompattato il comitato civico nato nel 2006. La protesta degli attivisti di Giugliano, Qualiano e Parete è stata pacifica, con cortei e fiaccolate, ma non sono mancati i momenti di tensione e gli scontri – anche feroci, con feriti tra manifestanti e forze dell’ordine – in occasione dei blocchi stradali. I camion non si sono fermati nemmeno davanti alla minaccia di darsi di nuovo fuoco della “pasionaria” Lucia De Cicco, né quando sono state urlate le parole di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Monnezza&lt;/span&gt;, il brano scritto dai Marenia, diventato l’inno della protesta. Una volta richiuso il sito, il fronte ambientalista però non si disperde. &lt;br /&gt;Ora si apre il dibattito sul futuro di Taverna del Re. Attraverso quali strategie passerà – sempre se arriverà – la bonifica? In pratica, ora ci si chiede come verranno smaltite le ecoballe. «Il problema serio è che il destino di questa terra viene da sempre contrattato dalla politica locale seguendo logiche clientelari e mai l’interesse collettivo», dice amareggiato il giovane segretario del Pd di Parete, Raffaele Vitale. Cosa succederà? Un gruppo di esponenti del Pdl di Giugliano, intanto, si è schierato pubblicamente con un manifesto a favore dell’inceneritore, al quale a inizio anno non si era detto contrario a un tavolo in Provincia nemmeno il sindaco Giovanni Pianese. Soluzione che fa storcere il naso agli ambientalisti, per i quali incenerire non è la soluzione ideale. Esperti hanno dimostrato, dati alla mano, che si può rendere efficace il ciclo dei rifiuti risparmiando milioni di euro e senza realizzare nuovi impianti, né altre discariche. Ne è convinta l’ingegnere Carla Poli, imprenditrice che ha raccontato la propria esperienza sul riciclo dei rifiuti a Vedelago nel corso di un incontro coi comitati. Secondo alcuni esperti basterebbe trasformare i sette ex Cdr campani (che sono tra i più moderni d’Europa, costati 270 milioni di euro) in impianti di trattamento meccanico biologico, macchine cioè in grado di effettuare la cosiddetta differenziata a valle, cioè di recuperare materiale da riciclare dai rifiuti indifferenziati. Secondo i loro calcoli sui costi e i tempi di realizzazione, per costruire due nuovi inceneritori e beneficiare degli incentivi Cip6 occorrerebbero quattro anni e cinque miliardi di euro...&lt;font style="font-style:italic;"&gt;continua&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3557437972460173455?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3557437972460173455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/rifiuti-lalternativa-possibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3557437972460173455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3557437972460173455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/rifiuti-lalternativa-possibile.html' title='RIFIUTI, L’ALTERNATIVA POSSIBILE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPi_aNJqgXI/AAAAAAAAAOE/d1gqXNRZTOY/s72-c/Taverna-del-re_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3973683220683578052</id><published>2010-12-03T01:32:00.000-08:00</published><updated>2010-12-03T02:41:41.523-08:00</updated><title type='text'>IL PICCOLO GORBACIOF CASERTANO</title><content type='html'>L’antidivo Toni Servillo presenta il suo film allo storico Cineclub Vittoria e si schermisce: «Ma perché mi fotografate? Mica sono Alba Parietti?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Valentina Sanseverino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPi8JWqBiGI/AAAAAAAAAN8/li5q22GYq1M/s1600/Toni-Servillo-intervistato-.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPi8JWqBiGI/AAAAAAAAAN8/li5q22GYq1M/s320/Toni-Servillo-intervistato-.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546389809993451618"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Reduce dai trionfi del Festival di Roma, acclamato come miglior attore italiano contemporaneo, cinque film all’attivo in una stessa stagione cinematografica e una tournée teatrale che sembra non voler finire mai.Toni Servillo è l’uomo d’oro del cinema italiano e il fiore all’occhiello di quella nuova rinascita culturale targata Caserta che, lontana da cliché musicali, blockbuster cinematografici e best seller letterari, sta monopolizzando la scena artistica nazionale.&lt;br /&gt;Accanto a lui, più timidi ma trainati da un carisma coinvolgente, una miriade di abili casertani: dal giovane attore teatrale Francesco Paglino e dalla costumista Ortensia De Francesco (Gorbaciof) al collega Marco D’Amore fino allo sceneggiatore “Premio Solinas 2003”, Filippo Guarino (Una vita tranquilla). In prima fila c’è lui, il Re Mida del cinema italiano, l’attore che rende prezioso qualsiasi film sfiori, l’interprete conteso da festival e&lt;br /&gt;produzioni di mezzo mondo. Eppure Toni Servillo, che la patina dorata da star se la scrolla di dosso con spontaneità, ha deciso di rimanere a Caserta, la provincia di tanti piccoli “Gorbaciof”, quella dove condurre una vita tranquilla, sempre con un piede sul palco e l’altro ben piantato a terra.Lo incontriamo al Cineclub Vittoria alla presentazione casertana proprio di Gorbaciof,piccolo gioiellino, quasi muto, che il fratello minore di casa Servillo regge con garbo e abilità, tutto sulle sue larghe spalle. «Ma perché mi fotografate? Mica sono Alba Parietti?&lt;br /&gt;Che mi fotografate a fare, io sto sempre qua, mi vedete tutti i giorni in giro per Caserta». Sdrammatizza il caos creato dalla sua presenza, scherza con i vecchi amici presenti in sala, invita tutti a sostenere i baluardi di cultura della provincia, poi prende per mano suo figlio e se ne va. «Sto’ film già l’ho visto cento volte – scherza con inconfondibile cadenza casertana – ci vediamo dopo».&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Da Montreal al Lido fino a Roma, nonostante il cinema la corteggi lei non trascura però il suo primo amore, il teatro. A Milano è già il tutto esaurito per la sua trilogia della villeggiatura e anche questo Gorbaciof, un piccolo Charlot metropolitano, è molto teatrale. È questo che l’ha spinta a scegliere di interpretarlo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le ragioni sono state tante. Tra i co-produttori del film, intanto, c’è anche la mia compagnia teatrale e quindi è un po’ come se il film fosse fatto con lo stesso spirito con cui faccio il teatro, la mia prima passione. L’equipe di collaboratori è la stessa: da Ortensia De Francesco ai costumi, a Pasquale Mari alla fotografia, a Nino Fiorito alla scenografia.Un’altra ragione è da ricercare nell’opera di Stefano Incerti. Amo molto il suo modo di raccontare Napoli, non banale. Soprattutto apprezzo il suo voler girare in luoghi della città non particolarmente celebri o frequentati. Dai suoi film emerge una Napoli grande sotto tutti i punti di vista, grande per stratificazione di storie, di segni, di mondi che si avvicendano, di vicende che si incrociano. Infine, semplicemente, perché ho amato questo piccolo racconto lirico dell’incontro tra due persone che per parlarsi devono ricorrere agli occhi, ai comportamenti piuttosto che alle parol,provenendo da paesi così diversi e lontani. L’insieme di tutti questi fattori mi ha spinto ad accettare di calarmi nei panni di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gorbaciof.Gorbaciof è la sua indiscussa consacrazione nell’albo d’oro degli attori di tutti i tempi: un personaggio estremamente complesso, che pronuncia la prima frase dopo ben ventinove minuti dall’inizio film, eppure irresistibile, coinvolgente, destinato a rimanere impresso per sempre nello spirito di uno spettatore. E a ben vedere tutti i personaggi che lei sceglie di interpretare sono emozionanti, attraenti, enigmatici, sebbene diversissimi tra loro. Ce n’è qualcuno che ha amato particolarmente o che le è venuto più “naturale” interpretare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non c’è mai un personaggio facile da interpretare se si rispetta questo mestiere: tutti hanno presentato delle difficoltà e tutti sono stati ugualmente emozionanti. Ognuno di essi rappresenta per me un’enorme gratificazione. È uno stimolo con il quale da sempre affronto il mio lavoro. È la magia dell’attore, guai a perderla di vista...&lt;font style="font-style:italic;"&gt;continua&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3973683220683578052?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3973683220683578052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/il-piccolo-gorbaciof-casertano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3973683220683578052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3973683220683578052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/12/il-piccolo-gorbaciof-casertano.html' title='IL PICCOLO GORBACIOF CASERTANO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TPi8JWqBiGI/AAAAAAAAAN8/li5q22GYq1M/s72-c/Toni-Servillo-intervistato-.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2271337267544650845</id><published>2010-11-05T05:31:00.000-07:00</published><updated>2010-11-05T05:44:21.851-07:00</updated><title type='text'>QUI CI VUOLE UNA SPINTARELLA…</title><content type='html'>Il sistema clientelare ammazza la competitività e la meritocrazia. Eppure sembra l’unica chance in Campania per ottenere un lavoro decente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Lina Pasca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP8Ecr8suI/AAAAAAAAAN0/Zza5BENRJYk/s1600/scuola4%5B2%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP8Ecr8suI/AAAAAAAAAN0/Zza5BENRJYk/s320/scuola4%5B2%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536045520318673634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Spetta alla Campania la maglia nera della disoccupazione con oltre il 20% dei senza lavoro. L’allarme arriva dalla Cgia, associazione artigiani e piccole imprese di Mestre, che ha calcolato i valori della situazione occupazionale utilizzando un ulteriore indicatore, quello dei cosiddetti inattivi. In tal modo ha ridefinito il tasso della disoccupazione reale in Campania, aggravando di 6 punti percentuali la stima del dato Istat che era del 14,3%.&lt;br /&gt;«Le persone che non cercano più lavoro sono in continua crescita – afferma Giuseppe Borolussi, segretario della Cgia – e determinano un fattore di errore nella stima in quanto non rientranti nelle categorie di occupati o in cerca di occupazione». Gli “sconfortati” sono tra quelli che non trovano occupazione né attraverso i canali ufficiali – i centri per l’impiego o i concorsi pubblici – né attraverso il para-sistema del clientelismo. Nel secondo caso ciò è possibile o perché si è tra gli ultimi esseri umani ad avere una morale, o perché non si hanno le conoscenze giuste.&lt;br /&gt;Una volta la chiamavano raccomandazione, oggi, nell’era post-tangentopoli, bandita dal dizionario la vetusta parola da Prima Repubblica mazzetta, la si usa definire “sistema clientelare”. Esso rappresenta il male oscuro del nostro Paese, più pericoloso forse della stessa crisi. «Il Nord è efficiente, il Sud è clientelare – ha dichiarato Ignazio Marino, senatore del Pd, presidente della Commissione parlamentare per l’efficienza del Servizio sanitario nazionale – ed è per questo che bisogna commissariare le Regioni». Marino ha illustrato come in Campania la sanità pubblica sia stata spesso considerata un luogo di occupazione clientelare, dove l’amicizia con il politico di riferimento ha prevalso sul merito: «I Direttori generali sono stati valutati non su base meritocratica – continua il senatore – ma nominati sulle basi delle appartenenze partitiche». Se non parliamo di redditi da 100 mila euro in su, ma della neo-diplomata contabile alla ricerca di un posto anche da addetta alle fotocopie, o del praticante avvocato laureato con tanto di lode, cambiano le forme e  gli stipendi  ma i contenuti restano gli stessi. Il problema è trovare lavoro e se ciò significa affidarsi al “mani in pasta” del momento, ben venga anche questo.  Meglio ancora se si è sotto elezioni: una cena con l’amministratore locale, magari con la partecipazione di un candidato alla Regione, più il parente del facoltoso imprenditore, e forse si riesce finalmente a prendere il posto. Il clientelismo diventa dunque l’alternativa, una sorta di ammortizzatore sociale, di male minore condiviso: «L’importante è portare a casa la pagnotta – dichiara Nando, fisioterapista specialista in tecniche di riabilitazione, impiegato presso un centro privato dell’Aversano –. Sì, è vero, una mano mi è stata data. Ma sono contento di averla chiesta. Se non fosse così, ora starei ancora a casa con mammà, invece a giugno del prossimo anno potrò finalmente sposarmi dopo dieci anni di fidanzamento. E poi l’importante è non rubare!». &lt;br /&gt;Continuiamo la nostra indagine tra persone in cerca di occupazione o neo-assunte, tutte comunque con un livello di scolarizzazione medio-alta, e ci imbattiamo in Ilaria: «Mi sono laureata col massimo dei voti in Architettura già da cinque anni e ho frequentato più di un master presso gallerie d’arte di mezz’Europa. Ora lavoro in uno studio ad Aversa, lo stipendio è basso ma almeno ho iniziato. Se non fosse stato per l’amico di mio zio, starei ancora a far domande». Il colloquio con Ilaria si fa più intenso quando le chiedo se ha mai pensato di spostarsi al nord: «Cosa devo fare – si oppone la ragazza – abbandonare una madre anziana e un papà invalido per guadagnare non tanto, ma ciò che mi spetterebbe? Purtroppo non posso, devo accontentarmi di ciò che mi danno qui, ma quel politico si sta già impegnando per farmi aumentare lo stipendio o per trovarmi un altro posto»...&lt;em&gt;continua &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2271337267544650845?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2271337267544650845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/11/qui-ci-vuole-una-spintarella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2271337267544650845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2271337267544650845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/11/qui-ci-vuole-una-spintarella.html' title='QUI CI VUOLE UNA SPINTARELLA…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP8Ecr8suI/AAAAAAAAAN0/Zza5BENRJYk/s72-c/scuola4%5B2%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5718930984296253050</id><published>2010-11-05T05:24:00.000-07:00</published><updated>2010-11-05T05:45:45.284-07:00</updated><title type='text'>«NON SIAMO NOI AD ELEGGERLI»</title><content type='html'>Sandro Ruotolo, giornalista di “Anno Zero”, traccia il quadro del degrado della politica e del trasformismo elevato a sistema. Ma il Sud non rappresenta un caso particolare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Pier Paolo De Brasi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP42ZTRPvI/AAAAAAAAANs/rLE9n7LoX54/s1600/ruotolo_piena.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 294px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP42ZTRPvI/AAAAAAAAANs/rLE9n7LoX54/s320/ruotolo_piena.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536041980356804338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il vecchio male della politica italiana è duro a morire. Centocinquant’anni di unità non lo hanno scalfito, anzi oggi sembra più giovane che mai. Perché il trasformismo ritrova vigore nella politica di questo inizio millennio, ipocrita, malsana, fatta di figuranti che si atteggiano a prime donne. Ne parliamo con il noto giornalista di “Anno Zero” Sandro Ruotolo, tentando di scorgere bagliori di speranza e ottimismo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ruotolo, forse la domanda è banale e scontata, ma qual è la differenza tra i trasformisti di ieri e quelli di oggi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto non siamo noi ad eleggere questi signori. Non ci sono più le preferenze e non ci sono più neanche i partiti, come li abbiamo conosciuti dal dopoguerra in poi. Solo la Lega assomiglia a un partito vecchio stampo, fatto di militanti presenti sul territorio. C’è sempre l’escamotage di dire che si rappresenta il popolo anche in un sistema maggioritario senza preferenze. Ma è chiaro che chi cambia casacca non ha l’impressione di tradire l’elettore. Adesso si aderisce prima al gruppo misto, per poi passare dall’altra parte. È inaccettabile, da un punto di vista etico e morale. Manca la politica con la “p” maiuscola. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chi cambia casacca spesso è un politico di basso livello. Lo fa anche per uscire dall’anonimato e avere il suo momento di gloria?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Non c’è dubbio. Ma ci sono altri casi di politici di bassa qualità. La Lega ha un ricambio generazionale molto forte. Diventano capigruppo dei signor nessuno che però contano molto sul territorio. Nel Pdl invece, tra veline e massaggiatrici, i parlamentari non contano nulla e votano solo per ratificare ciò che ha deciso il capo. Oggi mancano dei passaggi fondamentali nella vita di un politico giovane, ma che è già arrivato in Parlamento. Non inizi, come si faceva una volta, attaccando i manifesti per strada o partecipando attivamente al congresso e alla vita di sezione. Questo si può trovare solo nella Lega e, in alcune zone, nel Pd.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il carisma e la personalità di un leader, che si chiami Silvio Berlusconi, Umberto Bossi o chiunque altro, serve per attirare un politico da un partito a un altro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Detto molto tra virgolette, la Lega è un partito leninista. Presenza assidua sul territorio e leader indiscutibile. Dall’altra parte c’è la figura carismatica e televisiva che ha noia della politica. Berlusconi definisce teatrino della politica la partecipazione e la discussione, anche aspra, che alla fine porta al consenso. La vicenda di Gianfranco Fini è emblematica. Il dissenso non è accettato. Dopodiché, quando la politica diventa lobby, cricca, si sta sempre con chi garantisce di più la casta, chi ti promette la rielezione sicura.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;È solo un caso il fatto che, chi cambia partito, il più delle volte proviene dal Sud? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non farei la semplificazione del meridionale che si schiera con il vincente di turno. Certo, Clemente Mastella è un esempio che racchiude in sé questo concetto, ma il trasformismo è un fenomeno molto più ampio. Ci sono stati anche dei parlamentari del nord che hanno cambiato casacca per scopi di poltrona. Penso a Lamberto Dini e ancora di più a Carlo Giovanardi, che è di Bologna. Al contrario, ciò che sta avvenendo in Sicilia mi sembra abbia una dimensione politica più importante. Da una parte Gianfranco Micciché, che si stacca dal Pdl per andare contro Angelino Alfano e Renato Schifani. Gruppi di dirigenti che, nel momento in cui la politica è meno alta, si fanno la guerra tra di loro. Dall’altra Raffaele Lombardo, i finiani e il laboratorio politico con il Pd...&lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5718930984296253050?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5718930984296253050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/11/non-siamo-noi-ad-eleggerli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5718930984296253050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5718930984296253050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/11/non-siamo-noi-ad-eleggerli.html' title='«NON SIAMO NOI AD ELEGGERLI»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP42ZTRPvI/AAAAAAAAANs/rLE9n7LoX54/s72-c/ruotolo_piena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5625546870387921996</id><published>2010-11-05T05:02:00.000-07:00</published><updated>2010-11-05T05:46:24.520-07:00</updated><title type='text'>ECCO LA CARD ANTIRACKET</title><content type='html'>Tano Grasso lancia in tutta Italia la sua proposta di una certificazione per aziende ed esercizi commerciali liberati dal pizzo. Una buona idea per invertire la rotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP2SCmgmDI/AAAAAAAAANk/QOg5_HZY13w/s1600/tano_grasso.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 280px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP2SCmgmDI/AAAAAAAAANk/QOg5_HZY13w/s320/tano_grasso.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536039156764940338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una card antiracket per invogliare i consumatori a fare le loro compere solo negli esercizi commerciali che pubblicamente ammettono di non voler pagare il pizzo a nessuna delle associazioni criminali operanti in Italia e all’estero. Tano Grasso, presidente del Far (Fronte antiracket) è in tour in tanti centri del Meridione sia per esporre il progetto che è alla base della card, sia per continuare a sensibilizzare gli imprenditori a ribellarsi a ogni forma di estorsione. &lt;br /&gt;«Questa carta particolare serve a porre le condizioni basilari per creare un circolo virtuoso. Sono i semplici cittadini a optare per un’economia sana scegliendo di spendere presso quei negozi che escludono, in maniera categorica, di poter sottostare a ogni forma di pizzo. O che hanno già denunciato le minacce subite. Immagino che ci vorrà del tempo prima di inculcare bene questo concetto nella testa della gente ma, come testimonia il mio passato e quello dell’antiracket, tante missioni impossibili sono state realizzate».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dottore Grasso, al centro del dibattito politico c’è una possibile nuova normativa in materia di estorsione, che spacca in due l’opinione pubblica. C’è chi vorrebbe sanzionare penalmente gli imprenditori che non denunciano il pizzo e chi vorrebbe premiarli qualora denunciassero alle forze dell’ordine nomi e cognomi degli estorsori. Qual è il suo parere a tal proposito?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Credo si tratti di due ipotesi entrambe errate. Da un lato, si è visto già che neanche le accuse di favoreggiamento riescono a indurre commercianti e imprenditori a denunciare pubblicamente gli estorsori. Figuriamoci, dunque, se un tale effetto possa essere indotto dalla semplice minaccia di una sanzione penale. Dall’altro canto, favorire coloro che denunciano il racket significa esporli maggiormente a possibili ritorsioni. Una cosa, infatti, è che un imprenditore vada in un’aula di Tribunale e indichi un suo estorsore, il quale penserà, realisticamente, di subire un incidente di percorso nella sua mala-attività e si metterà l’anima in pace. Ben altra cosa, invece, sarebbe il caso in cui l’estorsore sappia che chi lo sta accusando non difende solo gli interessi legittimi della sue attività ma che, in qualche modo, trarrà vantaggi di ogni genere dall’atto di accusa che sta facendo. Ebbene, in casi come questi mafia, camorra e ’ndrangheta non perdonano. E i loro associati hanno una memoria lunghissima come quella degli elefanti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In che modo, dunque, si può tentare di arginare questo fenomeno inquietante?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io penserei ad almeno due ipotesi che mi sembrano estremamente efficaci. La prima: punire coloro che non denunciano le estorsioni con l’esclusione di queste ditte o società, per tre anni, da tutti gli appalti pubblici. Guardi bene che se entrasse in vigore una normativa del genere non si potrebbero ripetere quei grandissimi scandali economici che si chiamano autostrada Salerno-Reggio Calabria o ricostruzione post terremoto in Campania. Alla fine, tutte le grandi imprese sarebbero costrette a vuotare il sacco per evitare il loro crollo in borsa. La seconda ipotesi sensata è, per l’appunto, quella della card antiracket, che potrebbe mettere in rete tutti gli operatori economici dando loro la giusta visibilità e, soprattutto, la fiducia degli italiani onesti e perbene che restano, sine dubio, la stragrande maggioranza della nostra nazione...&lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5625546870387921996?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5625546870387921996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/11/ecco-la-card-antiracket.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5625546870387921996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5625546870387921996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/11/ecco-la-card-antiracket.html' title='ECCO LA CARD ANTIRACKET'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TNP2SCmgmDI/AAAAAAAAANk/QOg5_HZY13w/s72-c/tano_grasso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7252345001670210295</id><published>2010-10-01T04:40:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T04:42:16.211-07:00</updated><title type='text'>L’EMERGENZA È ANCORA QUI</title><content type='html'>Raccolta dei rifiuti bloccata in gran parte del territorio, impianti e siti insufficienti, comuni indebitati. Il rischio concreto di una nuova paralisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Antonio Puzzi e Vincenzo Viglione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXJDBgY2LI/AAAAAAAAANc/b0ZMHYaGGR4/s1600/rifiuti_012.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXJDBgY2LI/AAAAAAAAANc/b0ZMHYaGGR4/s320/rifiuti_012.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523041571820853426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Superata la stagione estiva, consueto teatro degli episodi più eclatanti inerenti&lt;br /&gt;la questione rifiuti, gli scenari che vanno ora delineandosi per Napoli e Caserta sembrano tutt’altro che incoraggianti. A partire dal capitolo occupazione.&lt;br /&gt;Sono già 167 i lavoratori licenziati dalla gestione consortile casertana e altri 424 a rischio cassa integrazione. Così, negli ultimi mesi, i dipendenti del Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta hanno, a più riprese, incrociato le braccia contro il mancato pagamento degli stipendi, mandando in tilt la macchina della raccolta. Mancanza di liquidità alla quale si somma la carenza, ormai cronica, di impianti necessari al completamento del ciclo integrato. Carenza che si traduce, a sua volta, in un ulteriore aggravio di spesa. Basti pensare ai 200 euro per tonnellata che si spendono per il trasporto fuori regione della frazione umida, stimata, nelle recenti Linee di piano regionali 2010-2013 per la gestione dei rifiuti urbani, in circa 2.500 tonnellate al giorno, per un ammontare complessivo che sfiora i 500mila euro quotidiani.&lt;br /&gt;Questi, e non solo, i fattori che hanno spinto nel luglio scorso gli amministratori provinciali a chiedere il rinvio dell’entrata in vigore della legge 26/2010, che fissa il termine per il passaggio dall’attuale gestione consortile a quella provinciale dei rifiuti al primo gennaio 2011.&lt;br /&gt;«Sarebbe sufficiente una proroga di sei mesi – spiega Umberto Arena, assessore all’Ambiente della Provincia di Caserta – per consentire l’ultimazione della discarica di Maruzzella 3 nel Comune di San Tammaro e l’avvio dei lavori di realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato e captazione del biogas, aspetti questi tra i più delicati della fase di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Per quanto riguarda il discorso raccolta – prosegue l’assessore Arena – parliamo di un ambito che al momento non è di stretta competenza provinciale, ma che fa capo ai singoli comuni tra i quali, sul fronte raccolta differenziata, si registrano numerose eccellenze che rappresentano l’orgoglio del nostro territorio, come nel caso di Camigliano, alle quali però si contrappongono numerosi casi in cui la macchina non è altrettanto efficiente e sui quali si sta lavorando».&lt;br /&gt;Lavoro, quello relativo alla raccolta differenziata, sul quale, come sottolineato dai responsabili di associazioni e comitati di cittadinanza attiva, occorre investire la maggior parte delle risorse disponibili, se si vuole raggiungere gli obiettivi sanciti dalla legge 123/2008, che fissa il limite minimo del 35% di raccolta differenziata entro la fine di quest’anno e del 50% entro il 2011.&lt;br /&gt;I rischi per una nuova paralisi si fanno, intanto, ancora più concreti. È risultata vera la notizia secondo la quale “Enerambiente”, società subappaltante di Asia, avrebbe bloccato la raccolta dei rifiuti dalle strade di Napoli, in quanto creditore di oltre 13 milioni di euro. I roghi di quest’estate nel comprensorio giuglianese hanno, poi, spinto le istituzioni a mobilitarsi. Il sindaco di Qualiano, Salvatore Onofaro, ha chiesto al nuovo Prefetto di convocare i primi cittadini dell’area, per discutere soluzioni efficaci, mentre Salvatore Perrotta, sindaco di Marano, ha invocato più poteri per affrontare la questione. A Giugliano, invece, l’amministrazione comunale è laconica: «Si tratta di un fenomeno vecchio e contro il quale non abbiamo strumenti per agire. La priorità ora è la bonifica del territorio». Il gruppo del Pd al Consiglio comunale ha, però, presentato un’interpellanza e si prepara ad organizzare una festa per l’ambiente. Con il passaggio dalla gestione regionale a quella comunale di otto ettari a Napoli Est è stato, intanto, impresso un colpo d’acceleratore alla costruzione del termovalorizzatore&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7252345001670210295?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7252345001670210295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/10/lemergenza-e-ancora-qui_01.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7252345001670210295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7252345001670210295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/10/lemergenza-e-ancora-qui_01.html' title='L’EMERGENZA È ANCORA QUI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXJDBgY2LI/AAAAAAAAANc/b0ZMHYaGGR4/s72-c/rifiuti_012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2910519327840362107</id><published>2010-10-01T04:38:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T04:40:03.019-07:00</updated><title type='text'>GENERAZIONE CASERTA</title><content type='html'>&lt;div&gt;Nasce nella nostra provincia il movimento che ha sostenuto Gianfranco Fini nello strappo con Berlusconi. Protagonisti i giovani militanti di An e il web&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Paolo Esposito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXIitYnKoI/AAAAAAAAANU/TfPn-fdWryI/s1600/bocchino-1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523041016663714434" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXIitYnKoI/AAAAAAAAANU/TfPn-fdWryI/s320/bocchino-1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Nasce il primo aprile, ma non è uno scherzo». È solo il 29 marzo, ma il sito internet di Gianmario Mariniello, consigliere comunale di Aversa e segretario particolare dell’onorevole Italo Bocchino, lancia in anteprima la notizia della costituzione di Generazione Italia. Solo qualche giorno dopo sarà lo stesso Bocchino, dalle colonne dell’omonimo web magazine diretto dallo stesso Mariniello, a precisare che non è un partito e non è una corrente: si tratta di qualcosa di più ambizioso e ha come obiettivo quello di aggregare giovani generazioni e stimolare un dibattito.&lt;br /&gt;«Il movimento Generazione Italia, associazione nata per iniziativa di Gianfranco Fini, veniva alla luce appunto come un laboratorio di idee di ispirazione liberale, le cui parole d’ordine dovevano essere militanza, partecipazione e forza di volontà». A parlare è Luigi Di Gennaro, 30 anni, responsabile di Generazione Giovani, movimento giovanile legato a GI e portavoce dell’onorevole Bocchino, col quale condivide tra l’altro lo stretto legame con la sua terra, Frignano. Lo raggiungiamo proprio nel corso principale del paese, è da poco rientrato da Roma dopo un intenso mese di battaglie politiche e tutti lo fermano per chiedergli della nuova avventura. «Sei finiano ora, vero?», gli chiede un amico al bar. «Berlusconi sta facendo di tutto per allontanare Fini», lo stuzzica ridendo un vecchio amico di famiglia. Poco distante da casa sua un circolo del Pdl e a due passi anche quello dell’Udc.&lt;br /&gt;Generazione Italia come aggregatore sociale? «Sì, uno strumento per avvicinare persone nuove, con particolare attenzione a queste realtà spontanee che sono la linfa vitale del nostro futuro. L’impostazione non vuole essere quella di un partito, non a caso abbiamo introdotto uno strumento innovativo, quello dell’iscrizione online, per disincentivare la politica vecchio stampo della vendita di pacchetti di tessere». Siamo al 29 aprile, giorno del primo scontro Fini-Berlusconi. Bocchino rassegna le proprie dimissioni da vicepresidente vicario del gruppo del Pdl alla Camera e dal sito di GI si sfoga contro la gestione del partito.&lt;br /&gt;«È a partire da quella data che abbiamo deciso di lanciare la campagna sul territorio – continua Luigi Di Gennaro – ci arrivavano numerose mail da parte di cittadini delusi che chiedevano di costituire nuclei cittadini e così, nel giro di una notte, abbiamo messo su un regolamento e dopo solo due ore, mentre noi eravamo a Roma, proprio qui a Frignano, su iniziativa di Alfonso Conte, nasceva il primissimo circolo territoriale di Generazione Italia». Oggi ci sono almeno 600 circoli dislocati su tutto il territorio nazionale e un seguito di 14mila persone, Campania in testa, mentre il web magazine del movimento conta 20mila visitatori unici al giorno.&lt;br /&gt;Come si inserisce Generazione Giovani in questo progetto? «È senz’altro il punto di forza della nostra idea, perché bisogna svecchiare i movimenti giovanili e consegnarli nelle mani dei giovanissimi che hanno voglia di impegnarsi in prima persona, anche in un territorio difficile come questo». Un territorio, a detta di Luigi Di Gennaro, in cui fare politica per i giovani è difficile, perché domina la vecchia impostazione del politico di turno che tende a chiudere e a stringere a sé la struttura del partito e a non proiettarla al futuro e soprattutto all’Europa. «Con Gianmario Mariniello veniamo da una lunga esperienza a livello locale, la politica l’abbiamo vissuta, abbiamo imparato ad inventarci le campagne e, forti di quella militanza nell’Agro aversano, abbiamo dato il nostro contributo a livello nazionale proponendo un nuovo modo di intendere la politica»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2910519327840362107?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2910519327840362107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/10/generazione-caserta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2910519327840362107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2910519327840362107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/10/generazione-caserta.html' title='GENERAZIONE CASERTA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXIitYnKoI/AAAAAAAAANU/TfPn-fdWryI/s72-c/bocchino-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3807796885749389547</id><published>2010-10-01T04:27:00.000-07:00</published><updated>2010-10-01T04:37:29.896-07:00</updated><title type='text'>«MA NON È COLPA DELLA PIOVRA!»</title><content type='html'>Remo Girone, l’indimenticabile sagoma di Tano Cariddi, commenta le uscite di Berlusconi sulla storica fiction che ha fatto conoscere la mafia nel mondo. Un episodio nella solita storia del potere che vuole mettere sotto controllo la cultura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXHu-BvYLI/AAAAAAAAANM/_Yu7xnqtkt8/s1600/remo_girone_originale.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 210px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523040127777988786" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXHu-BvYLI/AAAAAAAAANM/_Yu7xnqtkt8/s320/remo_girone_originale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come milioni di italiani abbiamo visceralmente odiato l’uomo che ci troviamo di fronte per l’intervista. D’altronde, non sarebbe stato possibile provare sentimenti diversi nei confronti di Tano Cariddi, il personaggio interpretato dall’attore Remo Girone che, nelle varie edizioni de La Piovra, incarnava il male assoluto. «All’epoca di questa riuscitissima fiction, che è stata poi esportata in mezzo mondo, mi resi immediatamente conto della grandissima popolarità che mi aveva conferito. La gente mi fermava per strada o fuori i teatri – e lo fa ancora oggi a tanti anni di distanza – per dirmi: lei è bravissimo, è un grande attore ma non ce ne voglia, ci sta davvero sullo stomaco! Ma mica è così cattivo anche nella vita privata?». No. Girone – oltre ad essere un attore di grandissima qualità – è un uomo tranquillo e disponibile, che parla a voce bassa, quasi sussurrando le parole. Se vogliamo, però, anche Tano Cariddi difficilmente alzava la voce, soprattutto quando impartiva gli ordini per gli omicidi più terrificanti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nonostante il suo grande successo, La Piovra, la fiction mafiosa di cui lei era uno dei protagonisti principali, è stata oggetto di innumerevoli critiche. Ultima – per ora – quella avanzata dal presidente Silvio Berlusconi, che vi accusa di aver dato un’immagine distorta e infelice degli italiani.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Guardi, conosco bene i rilievi mossi da Berlusconi. Ma non posso condividere, neanche minimamente, le sue perplessità sulla Piovra. E ciò, almeno per due valide ragioni. La prima: la nostra fiction, nonostante alcune scene terribili, era quasi una versione edulcorata di Cosa Nostra, che compiva stragi da noi mai simulate. La seconda: ritengo che sia compito degli artisti quello di riportare ciò che accade in un paese, in un determinato periodo storico, senza infingimenti e senza dover chiudere gli occhi sulla amara realtà che noi tutti abbiamo vissuto in quegli anni. E poi, diciamocela tutta, l’immagine di un’Italia mafiosa esisteva nel mondo molto prima della Piovra. Magari con il nostro incredibile successo l’abbiamo involontariamente amplificata. Ma non dobbiamo mai dimenticare i barbari assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tanti altri fedeli servitori dello Stato, uccisi perché indagavano troppo. Non voglio continuare a polemizzare con il leader del Pdl, ma accusarci di aver guastato l’idea della nostra nazione è un’affermazione ingiusta. Se poi mi permette, vorrei ricordare che ci sono stati anche altri illustri precedenti, ugualmente ingenerosi e immotivati, da parte del “potere” nei confronti del cinema italiano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ce ne può fare un esempio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Beh, pochi lo ricordano, ma perfino Giulio Andreotti, che pure non era uso a polemiche o a rimproveri fuori luogo, ebbe da ridire a proposito di Ladri di Biciclette, con motivazioni simili a quelle usate in seguito da Berlusconi: un film che infangava l’immagine del paese. Ma si rende conto: stiamo parlando di un capolavoro del cinema mondiale di tutti i tempi! La Piovra – per l’amor del cielo! – non era un capolavoro del genere. Piuttosto l’avrei definita un prodotto artigianale ben confezionato. Comunque sia, è innegabile che vi sia stato sempre un indebito tentativo di ingerenza da parte di chi comanda nei confronti di artisti, registi e attori. Tentavi, però, fortunatamente andati a vuoto. E, d’altro canto, se La Piovra ebbe tutto quel successo vuol dire che gli italiani l’avevano apprezzata ritenendola, in qualche modo, aderente alla realtà di quegli anni, non crede?...continua&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3807796885749389547?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3807796885749389547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/10/ma-non-e-colpa-della-piovra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3807796885749389547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3807796885749389547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/10/ma-non-e-colpa-della-piovra.html' title='«MA NON È COLPA DELLA PIOVRA!»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TKXHu-BvYLI/AAAAAAAAANM/_Yu7xnqtkt8/s72-c/remo_girone_originale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3781111289043111399</id><published>2010-08-27T03:08:00.000-07:00</published><updated>2010-08-27T03:18:21.583-07:00</updated><title type='text'>DOSSIER CALDORO, IL PDL CAMPANO FA SCUOLA</title><content type='html'>Ben prima della vicenda della casa di Montecarlo, la fantomatica P3 confezionava una relazione calunniosa sull’attuale presidente della Regione. Con la regia dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Lina Pasca e Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeQ4IWNNxI/AAAAAAAAAMw/gPIq2A2Md-g/s1600/cosentino_caldoro.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 209px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeQ4IWNNxI/AAAAAAAAAMw/gPIq2A2Md-g/s320/cosentino_caldoro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510031963098789650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Eviterei la santificazione. Sono un peccatore come tanti, ma non per i peccati che mi attribuiscono». Sorride ironico il governatore della Campania Stefano Caldoro, mentre nella prima seduta del consiglio regionale, dopo la bufera politico-giudiziaria della “P3”, allude al falso dossier sulle sue presunte tendenze omosessuali, che sarebbe stato redatto dal suo compagno di partito e avversario alla candidatura come presidente della Regione Campania Nicola Cosentino. «Ma quell’amico la relazione l’ha portata o no?». È Cosentino a chiederlo al telefono ad Arcangelo Martino, imprenditore legato alla cosiddetta “P3”, la presunta loggia segreta capeggiata dal faccendiere Flavio Carboni e che avrebbe avuto tra i suoi molteplici scopi anche quello di favorire la candidatura di Cosentino in Campania. «La relazione», secondo gli inquirenti, altro non sarebbe che un falso dossier da cui si dovevano evincere le tendenze omosessuali di Caldoro, peccato imperdonabile secondo le valutazioni di Cosentino, all’epoca dei fatti sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl. Di quel dossier se ne è persa traccia, il candidato vincente alla fine è risultato essere Caldoro e l’unico strascico di quella storia, fino all’intervento della magistratura, è un documento comparso su un blog, poi oscurato, che faceva riferimento all’esistenza di quel contenuto. «Non finisce così, non finisce qua, anche Nicola lo sa». Lo afferma il presidente della Regione Campania, riferendosi a Cosentino e ai falsi dossier su frequentazioni di transessuali che sarebbero stati costruiti su di lui. «Esistono delle dinamiche interne – commenta Caldoro – per le quali nessuno è sicuro di potere andare avanti». E se per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi i vertici della presunta loggia “P3”, che avrebbero tramato contro il suo candidato a presidente della Regione Campania, «sono solo quattro pensionati sfigati», Caldoro si dice curioso di sapere chi c’è dietro, chi diede le carte su di lui a Denis Verdini (uno dei coordinatori del Pdl e anch’egli coinvolto nella medesima inchiesta, ndr). Una curiosità che lui stesso è “obbligato” a smorzare: «Quando il rapporto è intermediato dalla politica – dichiara – certe curiosità devi controllarle. In ogni caso – continua Caldoro – non penso che i napoletani credano a questa roba». Alle accuse di aver in qualche modo pilotato il dossier, Cosentino risponde di aver agito quasi da “infiltrato” «per capire a quali rischi poteva essere esposta la campagna elettorale del Pdl e del suo candidato presidente». Ha poi aggiunto che «i rapporti tra lui e Caldoro non devono essere a tutti i costi buoni sul piano personale, ma di corretta interlocuzione istituzionale». Affermazione quest’ultima che non è piaciuta al leader di “Generazione Italia” Italo Bocchino, secondo cui tra Caldoro e Cosentino non vi può essere nemmeno un accenno di dialogo. «Dopo ciò che ha fatto Cosentino ai danni di Caldoro – dice Bocchino – il presidente della giunta regionale dovrebbe interrompere, da subito, ogni rapporto. Non dovrebbero neanche salutarsi, altro che interlocuzione istituzionale. Cosentino – conclude Bocchino – è un ostacolo oggettivo al funzionamento della giunta regionale». Ma il numero due di “Futuro e Libertà” va oltre, aggiungendo che «dopo l’estate Cosentino sarà costretto a lasciare il suo posto di direzione del Pdl campano e, in quel caso, avremo finalmente un coordinatore che andrà d’accordo con Caldoro. Aspettiamo che Berlusconi e i vertici di partito intervengano per rimuoverlo. È impensabile che Caldoro possa governare avendo come interlocutore il responsabile del principale partito di maggioranza che ha lavorato con notizie false e denigranti per eliminarlo dalla competizione elettorale&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3781111289043111399?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3781111289043111399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/dossier-caldoro-il-pdl-campano-fa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3781111289043111399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3781111289043111399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/dossier-caldoro-il-pdl-campano-fa.html' title='DOSSIER CALDORO, IL PDL CAMPANO FA SCUOLA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeQ4IWNNxI/AAAAAAAAAMw/gPIq2A2Md-g/s72-c/cosentino_caldoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5454181847702516415</id><published>2010-08-27T03:00:00.000-07:00</published><updated>2010-08-27T03:14:53.975-07:00</updated><title type='text'>QUEGLI OPERAI CHE NON SE NE VANNO</title><content type='html'>Tutti i giorni fuori ai cancelli di Melfi, i tre delegati Fiom allontanati dalla Fiat e reintegrati sul posto di lavoro dal giudice rappresentano un conflitto aperto nella grande industria del Sud,da Melfi a Pomigliano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;di Francesco Falco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeQCHGdapI/AAAAAAAAAMQ/k8gGh3jLKOU/s1600/operai.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeQCHGdapI/AAAAAAAAAMQ/k8gGh3jLKOU/s320/operai.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510031035051371154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finisce in tribunale il braccio di ferro tra la Fiat e tre lavoratori dello stabilimento di Melfi – Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli – licenziati dall’azienda poche settimane fa. E nemmeno, perché in tribunale questa storia non finisce, avendo un giudice stabilito il reintegro dei tre, con l’azienda che controreplica decidendo di non avvalersi delle loro prestazioni lavorative fino al 6 ottobre, giorno in cui verrà esaminato il ricorso della Fiat contro il reintegro stabilito dal giudice. Loro confinati, nel frattempo, in una saletta per consentire «l’esercizio dell’attività sindacale», con la Fiom che annuncia un’azione legale e gli appelli dei lavoratori al Presidente Giorgio Napolitano perché «venga ristabilita la democrazia in Italia». Una storia emblematica della conflittualità permanente che regna non solo nello stabilimento di Melfi, significativa se condensata in questa immagine: tre uomini che si recano al lavoro scortati dai Carabinieri e da un ufficiale giudiziario, la vigilanza interna dell’azienda che li blocca e li dirige verso la “saletta sindacale”. Giovanni Barozzino parla al telefono con noi di una vicenda che si rimodula, con nuovi accadimenti, anche ora mentre scriviamo. La voce bassa che fatica a ripetere quanto detto ai cronisti piovuti fuori allo stabilimento di Melfi da tutta Italia per raccontare una storia che non attiene più, ormai, solo ai loro destini individuali.&lt;br /&gt;Come si esce da una situazione come questa?&lt;br /&gt;Stiamo valutando con i legali del sindacato come meglio agire. La Fiom si sta muovendo legalmente, ha già presentato una denuncia penale. Per quanto ci riguarda, noi licenziati non vogliamo che ci tolgano la dignità. Ci viene detto di andare e non poter lavorare: che significa? Ma stiamo scherzando?&lt;br /&gt;La Fiat vi ha “confinato” in una saletta, sostenendo di voler fare a meno delle vostre prestazioni lavorative.&lt;br /&gt;È tutto paradossale: come possiamo, seppure volendo, fare attività sindacale in uno stanzino a quattro, cinquecento metri di distanza dai lavoratori? Me lo dica lei, come.&lt;br /&gt;Qual è lo scenario verosimile dei prossimi giorni?&lt;br /&gt;Noi andremo a lavorare, ci recheremo in azienda: non siamo parassiti, io voglio lavorare, andremo in azienda tutti i giorni finché non ci sarà consentito di lavorare. Noi non abbiamo fatto niente, assolutamente. E non lo dico solo io, che posso risultare interessato, ma un giudice che l’ha accertato dopo sedici ore di testimonianza, ascoltando tanto la parte aziendale quanto i lavoratori.&lt;br /&gt;Crede che l’atteggiamento di Fiat sia un pretesto per scelte aziendali future o per rimodulare accordi sindacali?&lt;br /&gt;Il sospetto c’è, è forte.&lt;br /&gt;C’è chi bolla la Fiom come estremista.&lt;br /&gt;Innanzitutto dico questo: la Fiom-Cgil chiede continuamente tavoli di trattativa e non le vengono concessi, si è mostrata disponibile a trattare su tutto – e dico tutto – tranne che sui diritti dei lavoratori sanciti nella Costituzione. Oltre a quello, lo domando io a lei, che cosa può fare un sindacato? E poi vorrei ricordare che soltanto due mesi fa Sergio Marchionne ha definito questo stabilimento come il punto d’eccellenza non d’Italia, ma d’Europa! Abbiamo festeggiato qui a Melfi i cinque milioni di vetture realizzate. Come si sarebbe potuto fare se il nostro sindacato non fosse stato serio e responsabile? Come avremmo raggiunto un risultato del genere?&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5454181847702516415?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5454181847702516415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/quegli-operai-che-non-se-ne-vanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5454181847702516415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5454181847702516415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/quegli-operai-che-non-se-ne-vanno.html' title='QUEGLI OPERAI CHE NON SE NE VANNO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeQCHGdapI/AAAAAAAAAMQ/k8gGh3jLKOU/s72-c/operai.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-1781623815922744536</id><published>2010-08-27T02:54:00.000-07:00</published><updated>2010-08-27T02:59:50.338-07:00</updated><title type='text'>«LA LOTTA PER IL LAVORO È LA NUOVA»</title><content type='html'>Antonio Ghirelli, leggendaria firma del giornalismo italiano, racconta i suoi anni con Pertini e i valori che li ispirarono. A partire dall’impegno per il Paese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeMfFOAjlI/AAAAAAAAAKw/50vepcDqYzc/s1600/anotnio_ghirelli.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 242px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510027134715858514" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeMfFOAjlI/AAAAAAAAAKw/50vepcDqYzc/s320/anotnio_ghirelli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Al porto di Genova quel giorno, siamo verso la fine degli anni Settanta, la tensione era alle stelle per l’assemblea dei Camalli, che venivano considerati tutti vicini alle Brigate Rosse. Io ero giunto nel grande magazzino un po’ prima di Sandro Pertini. Fino all’ultimo il prefetto ci sconsigliò di intervenire, ma Sandro fu irremovibile. Entrò nel salone, prese un megafono e disse: “Non vi parla il Presidente della Repubblica ma il compagno Pertini. Io ho conosciuto solo le Brigate Rosse della Resistenza che ho guidato contro i fascisti e contro i nazisti, ma questi qui che hanno in comune con dei democratici come voi?”. Pochi secondi dopo l’intera assemblea iniziò a battergli le mani e non la finivano più».&lt;br /&gt;L’io narrante di questo aneddoto si chiama Antonio Ghirelli, ottantotto anni portati alla grande e memoria storica italiana dagli anni Trenta in poi. E con lui è impossibile non parlare del Presidente della Repubblica più amato da sempre dagli italiani e dalle italiane: Sandro Pertini, di cui fu capo ufficio stampa nei sette anni che il mitico esponente socialista soggiornò al Quirinale. «Ancora oggi lo ripeto ai giovani che non erano ancora nati quando Sandro era Presidente. Era un uomo di grandissimo carisma, che definirei spirituale. Quando gli studenti delle scuole salivano al Colle, cacciava fuori i professori e gli accompagnatori e si faceva dare del tu dai ragazzi. Per me è stato anche più popolare di Diego Maradona, pur non avendo l’età giusta per giocare a calcio».&lt;br /&gt;Professore, immagino che sette anni di lavoro fianco a fianco con Pertini restino indelebili nella sua mente. Del Presidente si è detto e scritto di tutto, prima e dopo il suo decesso. Lei che lo ha conosciuto bene come può raccontarlo alle nuove generazioni?&lt;br /&gt;Era un personaggio eccezionale già molti anni prima che succedesse a Giovanni Leone. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo molto presto. Per spiegare ai giovani di oggi di quale tempra fosse fatto Pertini sono costretto a raccontarle degli aneddoti. Il primo: poco dopo la Liberazione di Roma, Sandro si incontra con Pietro Nenni il quale gli dice: «Ora che è tutto finito tieniti pronto che sarai nominato ministro degli Esteri del governo che si insedierà prossimamente». Al che Pertini non fa una piega e gli risponde: «Mi piacerebbe molto accettare ma non posso. Tra poco devo incontrare un capitano della Raf che mi farà paracadutare in Alta Italia dove devo guidare le truppe della Resistenza nella battaglia finale». Capito che razza d’uomo era?&lt;br /&gt;E il secondo aneddoto?&lt;br /&gt;Sandro Pertini, nonostante avesse due lauree, per sfuggire ai fascisti si era rifugiato a Nizza dove sopravviveva facendo il manovale. Siccome apparteneva a una famiglia molto benestante aveva ricevuto in dono venti milioni di lire che, all’epoca, rappresentavano una cifra esorbitante. Naturalmente, Sandro non pensò minimamente di mettere in banca questo patrimonio ma lo devolse per la costruzione di una stazione ricetrasmittente in modo tale che anche i compagni socialisti potessero far sentire la loro voce in quei mesi terribili. Lui, infatti, era geloso delle capacità che avevano i comunisti di propagandare le loro idee e, stanziando quei venti milioni di lire, pensava di pareggiare il conto. Peccato, però, che fu subito convocato dalla gendarmeria francese che gli impose di chiudere immediatamente la mini stazione radiofonica. I francesi comunque furono gentili con Pertini, tanto che il funzionario gli disse: «Lei ha commesso un reato per cui dovrebbe essere arrestato. Per molto meno ai polsi di chiunque sarebbero scattate la manette, ma per la Francia sarebbe un disonore arrestare Sandro Pertini. Per favore esca da qui immediatamente!».&lt;br /&gt;Al di là delle invidie propagandistiche, sembra che Pertini avesse buoni rapporti con i comunisti…&lt;br /&gt;Sì, soprattutto con Enrico Berlinguer. Anzi, ad essere sincero tanto poco sopportava Bettino Craxi quanto adorava il numero uno di Botteghe Oscure, che era caratterialmente il suo opposto. Così come era sanguigno e impulsivo Pertini, tanto era riflessivo e schivo Enrico. Si ricorda le polemiche dopo che era andato a prendere la salma di Berlinguer con l’aereo presidenziale?&lt;br /&gt;I socialisti non gradirono affatto quel grande gesto umanitario…&lt;br /&gt;Sì, e incautamente Claudio Martelli ebbe l’ardire di criticare pubblicamente Pertini dopo che il gesto a cui si riferisce costò a noi socialisti la bellezza di trecentomila voti. Sandro andò su tutte le furie e rispose al vice di Bettino dalle colonne dei giornali: «Caro Claudio – disse – fa una cosa, suicidati sulla tomba di Giulietta a Verona che poi vengo con l’aereo presidenziale a recuperare il tuo cadavere e vedremo quanti voti recupereremo»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-1781623815922744536?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/1781623815922744536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/la-lotta-per-il-lavoro-e-la-nuova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1781623815922744536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1781623815922744536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/la-lotta-per-il-lavoro-e-la-nuova.html' title='«LA LOTTA PER IL LAVORO È LA NUOVA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/THeMfFOAjlI/AAAAAAAAAKw/50vepcDqYzc/s72-c/anotnio_ghirelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5811790469633652566</id><published>2010-08-06T03:15:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T03:55:13.253-07:00</updated><title type='text'>GLI ULTIMI GIORNI DELL’IMPERATORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFvhioYyjII/AAAAAAAAAJ4/uyij8NyZU0k/s1600/amanda_sandrelli.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo lo scandalo P3, Nicola Cosentino è alle corde. Potrebbe lasciare il coordinamento del Pdl a breve. Il fedelissimo Landolfi: «È finito un ciclo»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFviXwAUCXI/AAAAAAAAAKQ/l3kHFHLRkRo/s1600/cosentino.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 237px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502240267414276466" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFviXwAUCXI/AAAAAAAAAKQ/l3kHFHLRkRo/s320/cosentino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nonostante sia piena estate, l’aria che si respira nel Popolo della libertà è gelida. La bomba scoppiata dopo la pubblicazione delle vicende legate all’inchiesta dell’eolico in Sardegna ha provocato vittime anche in Campania, dove la cricca, che sarebbe guidata da Nicola Cosentino (nella foto), è stata messa a nudo dai pubblici ministeri, grazie al prezioso ausilio delle intercettazioni telefoniche.&lt;br /&gt;Secondo le indagini della magistratura, Cosentino, insieme al dimissionario assessore all’Agricoltura Ernesto Sica e ad altri fedelissimi, nell’ultimo anno avrebbe dato vita a una loggia segreta (definita P3) utilizzata, tra l’altro, per impedire ai vertici del Pdl di candidare Stefano Caldoro a presidente della Regione Campania.&lt;br /&gt;Le pressioni sarebbero state forti a tal punto da mettere in piedi un dossier a luci rosse confezionato per convincere l’attuale governatore della Campania a ritirarsi dalla corsa alle ultime regionali. A poco più di un mese dallo scandalo campano, ciò che resta è un partito allo sbando.&lt;br /&gt;Cosentino, dopo essere stato costretto alle dimissioni da sottosegretario all’Economia, potrebbe presto abbandonare anche la carica di coordinatore regionale.&lt;br /&gt;I malumori nel Pdl regionale, infatti, sono ai livelli massimi: basti pensare alle posizioni critiche di Italo Bocchino e di tutti i finiani, ma anche alle parole del sottosegretario Pasquale Viespoli, che ha sollecitato un gesto di disponibilità da parte dell’oligarchia che ha in mano il partito, in quanto «si rischia di determinare una criticità rispetto all’autorevolezza del Pdl nella dialettica partito-governo regionale».&lt;br /&gt;Ma non è tutto, anche il governatore della Campania, dopo aver estromesso Ernesto Sica dalla giunta e ottenuto la fiducia da parte della giunta e del consiglio, è pronto a prendersi la rivincita sfrerrando l’attacco finale nei confronti di Cosentino. Il coordinatore del Pdl campano, a quanto pare, è stato abbandonato anche dal suo vice Mario Landolfi, secondo cui ormai si è chiuso un ciclo: «Dobbiamo prenderne atto – ammette –. Ora bisogna aprire una riflessione all’interno del partito.&lt;br /&gt;Serve un cambio di passo. La classe dirigente che ha compiuto questo percorso deve chiedersi, a cominciare da me, se è in grado o meno di guidare un nuovo corso».&lt;br /&gt;Lo scenario che si profila per Cosentino è terrificante, l’ex zar del Pdl campano è stato sopraffatto dalla sua smania di controllare tutto e tutti, dapprima eliminando la famiglia Martusciello dalla guida di Forza Italia, poi facendo fuori i fedelissimi di Italo Bocchino ed, infine, puntando i piedi per evitare la candidatura di Mimì Zinzi alla provincia di Caserta, una decisione che provocò anche le dimissioni, immediatamente revocate, dalla guida del partito in Campania.&lt;br /&gt;Dopo essere stato indotto a gettare la spugna sugli incarichi di governo, Cosentino, non appena terminerà l’estate, sarà inevitabilmente costretto a dire addio anche alla guida del partito campano, un addio che non sarà semplice né indolore...&lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5811790469633652566?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5811790469633652566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/gli-ultimi-giorni-dellimperatore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5811790469633652566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5811790469633652566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/gli-ultimi-giorni-dellimperatore.html' title='GLI ULTIMI GIORNI DELL’IMPERATORE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFviXwAUCXI/AAAAAAAAAKQ/l3kHFHLRkRo/s72-c/cosentino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-1371189552132618352</id><published>2010-08-06T03:12:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T03:21:18.079-07:00</updated><title type='text'>LA DERIVA DEI DEMOCRATICI</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il coordinatore provinciale del Pd Enzo Iodice abbandona il partito dopo il commissariamento. È polemica sulla nomina del dirigente Ciro Cacciola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFviFQOBmQI/AAAAAAAAAKI/08srZo4FA5Q/s1600/Enzo-Iodice_1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502239949644208386" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFviFQOBmQI/AAAAAAAAAKI/08srZo4FA5Q/s320/Enzo-Iodice_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non c’è pace per il Pd in provincia di Caserta, che tra liti, tesseramenti gonfiati, fughe dal partito, primarie annullate e risultati elettorali poco esaltanti, è giunto al capolinea con le dichiarazioni al vetriolo dell’ex coordinatore provinciale Enzo Iodice, il quale, dopo le dimissioni causate dal flop del risultato elettorale di marzo, ha deciso di abbandonare il partito per approdare in lidi più tranquilli (si pensa all’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli).&lt;br /&gt;«In oltre quindici anni di esperienza politica – afferma Iodice – sono sempre stato coerente nelle mie scelte, come si suol dire, tirando la carretta e lavorando per il bene del centrosinistra casertano. Però, dopo la decisione di commissariare il coordinamento provinciale del Pd, sono venute meno le motivazioni che mi hanno spinto in questo percorso. Mi dispiace per come sono andate le cose, perché ho sempre creduto nel Pd ancor prima della sua nascita, però non posso continuare a stare in un partito che di fatto non è mai nato. Pur nutrendo profonda stima per il commissario Ciro Cacciola, non posso esimermi dal dire che la sua presenza è il vero segno della crisi di questo partito».&lt;br /&gt;L’ex coordinatore provinciale, nominato nel 2006 grazie ad un accordo trasversale e fortemente voluto da Antonio Bassolino, è riuscito nella non facile impresa di portare il Pd casertano alla deriva, con la fuga di decine di iscritti e un magro 12% ottenuto alle elezioni provinciali. Le principali colpe di Enzo Iodice sono da imputare al fatto di non essere riuscito a trovare un filo comune per poter accontentare tutte le correnti interne al partito.&lt;br /&gt;Basti pensare che la selezione del candidato alla guida della provincia è avvenuta ad appena un mese delle elezioni. Una scelta che non ha prodotto i risultati sperati, inducendo alcuni big addirittura ad abbandonare il partito, come Pasquale De Lucia e Lorenzo Diana, che hanno scagliato verso Iodice e gli altri dirigenti un pesantissimo atto d’accusa.&lt;br /&gt;I risultati delle elezioni provinciali non hanno fatto altro che condurre il partito alla resa dei conti. Così mentre è continuato il tutti contro tutti, Pierluigi Bersani ha ben pensato di commissariare il partito provinciale affidandolo al “bassoliniano” Cacciola. «Faremo in modo che questo periodo di transizione duri il meno possibile – sono state le parole del neo commissario – ma gli obiettivi prioritari che ci poniamo sono altri. È indispensabile, soprattutto, ricucire i rapporti all’interno della coalizione di centrosinistra e sanare tutte le incomprensioni con gli alleati».&lt;br /&gt;Il compito di Cacciola è molto complesso. Una scelta che, come evidenzia Iodice, ha condotto il partito in una crisi ben più grave, basti pensare alla situazione di Santa Maria Capua Vetere, dove il sindaco Giancarlo Giudicianni ha abbandonato il Pd in aperto contrasto con le scelte dirigenziali, o a Caserta, dove oltre la metà dei consiglieri in quota Partito democratico hanno cambiato casacca...&lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-1371189552132618352?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/1371189552132618352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/la-deriva-dei-democratici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1371189552132618352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1371189552132618352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/la-deriva-dei-democratici.html' title='LA DERIVA DEI DEMOCRATICI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFviFQOBmQI/AAAAAAAAAKI/08srZo4FA5Q/s72-c/Enzo-Iodice_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3813832389946891163</id><published>2010-08-06T03:09:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T03:20:13.325-07:00</updated><title type='text'>«A TEATRO SONO SOLO ME STESSA»</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFvh2Nh-cfI/AAAAAAAAAKA/pJr5wNhI_0o/s1600/amanda_sandrelli.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 216px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502239691224543730" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFvh2Nh-cfI/AAAAAAAAAKA/pJr5wNhI_0o/s320/amanda_sandrelli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amanda Sandrelli, figlia d’arte, si racconta. Dal debutto con Massimo Troisi e Roberto Benigni fino alla tournée con uno spettacolo sui politici italiani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;«Quando arrivai sul set del film, Roberto mi venne incontro saltellando e, con il suo inconfondibile accento toscano, continuava a ripetermi: “Il tuo è un ruolo non grande... non piccolo… è una parte non piccola, ma non grande...”, fino a quando Massimo, fingendosi spazientito, iniziò a urlare: “Robe’ è un ruolo medio! Non esistesse la parola… ma esiste: medio!”. Io iniziai a ridere piegandomi in due e ho continuato a ridere per tutta la durata delle riprese. Anche il mio tormentone – che ancora oggi ricordano tutti quelli che hanno visto la pellicola – iniziò per caso quando Massimo mi disse: “Fai ‘na cosa, dì sempre la stessa parola fino a quando non te schiatte ‘e risate tu stessa prima di dirla nuovamente”». Correva l’anno 1984 e un’acerba Amanda Sandrelli (all’epoca diciannovenne, anche se dimostrava qualche anno in meno) si imbatte – sul set di Non ci resta che piangere – in Roberto Benigni e Massimo Troisi, in un periodo di grande grazia artistica. Non male, dunque, per il debutto della figlia di Gino Paoli e Stefania Sandrelli, che è oggi una delle lady indiscutibili del teatro italiano. «Se Massimo avesse vissuto ancora sono sicura che lui e Roberto si sarebbero rincontrati. E mi sarebbe piaciuto da morire ritrovarmi di nuovo sul set insieme a questi due fenomeni. Uno (Benigni) un vero e proprio clown, l’altro (Troisi) dotato di una irresistibile malinconia mista ad allegria. Del film esisteva solo il canovaccio di base. Tutto il resto lo inventarono loro due, a mano a mano che le riprese continuavano».&lt;br /&gt;Amanda, si può dire che tu già avevi dimestichezza con i grandi artisti, essendo la figlia di Gino Paoli e di Stefania Sandrelli. A proposito, è un vantaggio o un handicap entrare a far parte del mondo dell’arte e dello spettacolo come prole di cotanti genitori?&lt;br /&gt;Inizialmente è un vantaggio, un grande vantaggio, in quanto hai delle opportunità che molto difficilmente – come nel mio caso ad appena diciannove anni – possono avere i giovani. Una cosa è se ti presenti da perfetta sconosciuta; ben altra cosa è se sei la figlia di una coppia famosa. Detto questo, c’è anche il rovescio della medaglia: i paragoni continui con mamma e papà. E forse io ho iniziato a fare teatro proprio per sottrarmi inconsciamente a questi paragoni. Papà Gino canta e io non canto; mamma Stefania gira film e io di film ne ho fatti pochini. Insomma, molto meglio il teatro: lì la gente viene a congratularsi nei camerini, se è piaciuto loro lo spettacolo, non perché sei la figlia di persone famose.&lt;br /&gt;Fare teatro, così come per ogni altra attività artistica, è diventato davvero duro nell’Italia dei tagli economici. Non parliamo poi di quanto sia difficile imporsi per chi è nato a Napoli o a Caserta...&lt;br /&gt;Sì, è molto difficile continuare a fare teatro in questo nostro martoriato Paese. Eppure io resto convintissima che la cultura non sia e non debba mai essere un optional. Anzi, aumentare il tasso di cultura di una nazione aiuta tutti a vivere meglio. Peccato che questo concetto non sia affatto di gradimento al nostro amatissimo premier.&lt;br /&gt;Non ti piace proprio Silvio Berlusconi...&lt;br /&gt;Sinceramente no, neanche un poco. Le sue esternazioni – ad essere ancora più sincera – a volte mi lasciano basita. Tu prendi la sparata che ha fatto contro la Piovra e contro Gomorra. Secondo lui parlare di queste fenomenologie malavitose danneggerebbe l’immagine dell’Italia all’estero. Io, invece, sono convinta del contrario. E sono altrettanto convinta che non parlarne sarebbe peggio. Personalmente a Roberto Saviano costruirei un monumento: è giovane, è bravo ed è costretto per le scelte che ha fatto a vivere una vita marginale e blindata, ventiquattro ore su ventiquattro. Non so se io al suo posto avrei avuto lo stesso coraggio. Anzi, diciamocela tutta: avrei avuto paura, non mi sarei mai esposta in questo modo e, alla fine, sarei fuggita dalla Campania come fanno in tanti. Per me il vero problema non è Saviano, che parla di queste terre che, come Caserta, nonostante i mali radicati, hanno potenzialità infinite. Il vero e unico problema è chi cerca di mettere il bavaglio a tutti coloro che non la pensano come lui...&lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3813832389946891163?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3813832389946891163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/amanda-sandrelli-figlia-darte-si.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3813832389946891163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3813832389946891163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/08/amanda-sandrelli-figlia-darte-si.html' title='«A TEATRO SONO SOLO ME STESSA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TFvh2Nh-cfI/AAAAAAAAAKA/pJr5wNhI_0o/s72-c/amanda_sandrelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2893189364838910270</id><published>2010-07-02T04:10:00.000-07:00</published><updated>2010-07-02T04:14:43.425-07:00</updated><title type='text'>IN CAMPANIA, SOGNANDO IL DOLCE FAR NIENTE</title><content type='html'>&lt;div&gt;Beauty farm e stazioni termali con trattamenti innovativi, come il percorso "kneipp" e i massaggi con l’olio d’oliva. Itinerari del benessere a due passi da casa&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilena Mincione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3KEeiohJI/AAAAAAAAAJw/1PNOHPPOUkA/s1600/beauty_farm_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489265699101115538" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3KEeiohJI/AAAAAAAAAJw/1PNOHPPOUkA/s320/beauty_farm_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Ritrova il tuo benessere psicofisico. Lasciati tentare da una vacanza all’insegna del relax». L’invitante messaggio di posta elettronica promozionale arriva nel mezzo di una ricerca sulla vacanza più rilassante e rigenerante possibile: la vacanza del turismo del benessere, in gergo "wellness". La mail – riferita a un hotel terme di Ischia – presenta scenari di acque termali (grazie a cinque piscine apposite), massaggi, aree benessere con sauna, bagno turco, idromassaggi e palestra. Non solo spiaggia privata dunque – pure prevista – ma anche gli ingredienti tipici di un soggiorno totalmente antistress, compresa la possibilità di intrattenere eventuale prole in un enorme parco giochi con animazione gratuita. Lo scenario, però, diventa ancora più intrigante quando propone, come continua la mail, «docce emozionali e percorso "kneipp"». Superata la superbia di arrivarci per associazione di idee, proviamo a informarci su cosa siano le prime e ci tuffiamo, con l’immaginazione, in mini percorsi di benessere che offrono diverse funzioni in poco spazio. L’obiettivo è stimolare i cinque sensi con un gioco di colori, profumi, essenze oleose e suoni che cambiano a seconda del tipo di doccia: esistono docce fredde "brezza" o calde "tropicali" con colori (blu per la prima, ambra per quella calda) ed essenze specifiche. L’acqua è la protagonista anche nel percorso "kneipp": giocando sul contrasto freddo-caldo, si aiuta la circolazione sanguigna di piedi e gambe – camminando anche su sassi di fiume levigati e adeguatamente posizionati – proprio alla maniera degli antichi romani.&lt;br /&gt;Ischia, Capri e Procida, insieme alla costiera amalfitana, alla penisola sorrentina e ad alcune zone del litorale flegreo, sono le mete preferite per chi cerca in Campania i benefici dei centri benessere e delle beauty farm, di cui moltissimi alberghi – intuendone i vantaggi – si sono attrezzati. Ma anche – Ischia in primis – delle terme, che in genere vengono associate a Contursi, Agnano e Pozzuoli.&lt;br /&gt;Eppure strutture – beauty farm in particolare – che coccolano il cliente con trattamenti estetici, dimagranti e termali si possono trovare in tutta la regione. La Campania, del resto – insieme a Veneto, Toscana ed Emilia Romagna – è tra le destinazioni preferite degli italiani che scelgono le vacanze benessere termali. Lo dicono i dati dell’Osservatorio nazionale del turismo, per il quale gli italiani avrebbero svolto nel 2009 oltre un milione di vacanze "antistress". Le località termali e del turismo del benessere accolgono il 4,2% delle presenze turistiche stimate nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere nel nostro Paese, ovvero oltre 15 milioni di presenze all’anno (vi è una leggera prevalenza di clientela internazionale). Tra le principali motivazioni prevale la voglia di benessere e fitness (46%), il desiderio di trascorrere una vacanza rilassante (35%) in un ambiente naturale di pregio (30%), infine gli interessi enogastronomici (21%). Nel corso della vacanza uno su due visita Spa (Stabilimenti termali) e centri benessere; il 37% pratica attività sportive&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2893189364838910270?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2893189364838910270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/07/in-campania-sognando-il-dolce-far.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2893189364838910270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2893189364838910270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/07/in-campania-sognando-il-dolce-far.html' title='IN CAMPANIA, SOGNANDO IL DOLCE FAR NIENTE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3KEeiohJI/AAAAAAAAAJw/1PNOHPPOUkA/s72-c/beauty_farm_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2801527727222404144</id><published>2010-07-02T04:05:00.000-07:00</published><updated>2010-07-02T04:07:43.674-07:00</updated><title type='text'>«NOI SIAMO USCITI DALLA CRISI»</title><content type='html'>Lo afferma Carlo Benigno, presidente di Unica, il polo calzaturiero di Carinaro-Teverola che registra una crescita lenta ma costante di commesse. Ecco il nuovo Made in Italy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Cenni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3IYAgk-GI/AAAAAAAAAJo/GzUYDHvdWzo/s1600/calzaturiero_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489263835613558882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3IYAgk-GI/AAAAAAAAAJo/GzUYDHvdWzo/s320/calzaturiero_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Carlo Benigno, imprenditore, presidente di Unica, non dimentica le sue origini. Nel 1987, i suoi 300 metri quadri d’industria fruttavano 18 miliardi di lire. Più di dieci anni prima, nel ’72, suo padre, con duecentocinquanta dipendenti a regime, aveva intuito la necessità della specializzazione: tagliatore, orlatore, montatore. Ad ognuno il suo. «Fino a quando conoscerai i nomi di tutti loro» gli rammentava il padre «potrai dire di conoscere bene la tua fabbrica». E guai a chiamarli dipendenti, Benigno ci corregge subito: «Ho 40 collaboratori: io mi preoccupo di far star bene loro e loro fanno altrettanto. Loro sono dei veri e propri artisti».&lt;br /&gt;Siamo al Polo Unica di Carinaro. Un consorzio, all’origine, di 24 imprenditori del settore calzaturiero. Trecentomila metri quadrati, un’area divenuta propulsiva per l’affermazione del Made in Italy nel mondo. Ma non ci troviamo nel Varesotto o nel Veneto. Siamo a Carinaro, in Terra di Lavoro. Siamo a 10 chilometri da Casal di Principe. Eppure la crisi, per Carlo Benigno, è acqua passata. «L’abbiamo subita dieci anni fa e ne siamo usciti – ci racconta – come dalla sala di rianimazione: con le ossa rotte, certo. Ma ci siamo evoluti, abbiamo cambiato pelle e ora stiamo investendo».&lt;br /&gt;Ricostruisce l’ultimo ventennio, dall’ascesa nel tessile e nel calzaturiero del "Far East". La chiamiamo Cina, ma l’effetto non cambia: «Nel ’98 si producevano 600 milioni di scarpe. Fatturato? Uguale a quello cinese, che però ne produceva 5 miliardi. La qualità era scarsa, il loro mercato era l’Africa, l’America del sud. Poi l’accelerazione, spaventosa». Passeggiamo tra gli operai al lavoro. Tecnologia e manodopera di qualità, padri di famiglia e catena di montaggio. Molti i giovani, le donne. «Il trend di assunzione è in ascesa. Abbiamo contattato tanti giovani già formati, rimasti senza lavoro per via della crisi» ci spiega. «Altri li abbiamo formati a spese nostre, li abbiamo seguiti noi. Formazione applicata, direttamente sulle macchine. Ci vogliono dieci anni, forse anche di più, per aver un buon artigiano».&lt;br /&gt;Continuiamo il giro, tra gli artigiani al lavoro. Sembrano sul serio una famiglia e molti lo sono: Benigno ha assunto anche figli e nipoti di dipendenti, decisi a seguire la tradizione. Ma torniamo alla Cina, alla sua accelerazione negli anni ’90. «Si sono avvalsi di tecnici europei – racconta – nello specifico: italiani. Nel nostro settore l’avevamo intuito prima degli altri, ma nessuno voleva crederci. Ora non possiamo più contrastare la Cina: hanno occupato il mercato. Dobbiamo cambiare rotta». E riecco il Made in Italy. Contenere costi, produrre molto, mantenere la qualità alta. Un gioco d’equilibrio, di incastri. «Facciamo l’equivalente di una Porsche, di una Bmw. Non proprio una Rolls Royce, ecco, ma sempre un prodotto fatto a mano, con stile, unico nel suo genere. E abbiamo un rapporto diretto, quasi quotidiano con i nostri clienti». In questo settore, fiere ed esposizioni internazionali sono la manna dal cielo. «Per questo dobbiamo inserirci nelle vetrine importanti. In Germania, in Giappone, in Spagna. Persino a Miami. I costi sono alti, ma bisogna investire, inviare lì i nostri uomini ad esporre i nostri prodotti, a darci visibilità». La ricetta, secondo Benigno: «Diciamo ai clienti: ci dia un ora del suo tempo con il suo direttore d’acquisto. E così, anche tirandogli un po’ la giacca, abbiamo chiuso un contratto in Giappone». Poi si aiuta con il gergo calcistico: «Marchiamo a uomo, non a zona». Evita polemiche Benigno, anche se «non mi spiego come mai da dieci anni chiediamo di esporre al "Pitti Uomo" senza risultati. Forse le cose cambieranno». E proprio dieci anni fa, ad una giornalista de "la Repubblica", Carlo Benigno confessò: «Quando sento un elicottero della polizia sono contento»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2801527727222404144?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2801527727222404144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/07/noi-siamo-usciti-dalla-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2801527727222404144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2801527727222404144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/07/noi-siamo-usciti-dalla-crisi.html' title='«NOI SIAMO USCITI DALLA CRISI»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3IYAgk-GI/AAAAAAAAAJo/GzUYDHvdWzo/s72-c/calzaturiero_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-807229113856911359</id><published>2010-07-02T03:58:00.000-07:00</published><updated>2010-07-02T04:09:37.727-07:00</updated><title type='text'>«BORSELLINO ERA UN UOMO COMUNE»</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3Hon8_CrI/AAAAAAAAAJg/jbCepaIrWcE/s1600/rita_borsellino[2].jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Rita, sorella del magistrato ucciso diciotto anni fa dalla mafia, spiega perché la lotta alla criminalità non ha bisogno di eroi. Ma per contrastare la camorra serve tensione civile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco e Mariella Cozzolino&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3Hiz9RzrI/AAAAAAAAAJY/YnksXpB0Tt8/s1600/rita_borsellino[2].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489262921711210162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3Hiz9RzrI/AAAAAAAAAJY/YnksXpB0Tt8/s320/rita_borsellino%5B2%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;«La morte di Paolo non è stata un evento imprevisto, è stato un assassinio annunciato da tempo. Lui diceva sempre: "Se uccidono Giovanni Falcone, che è il mio scudo, poi elimineranno anche me". E, nonostante il pensiero di Paolo fosse a tutti noto, nessuna autorità volle incrementare le misure precauzionali nei suoi confronti. Ancora oggi, però, mi chiedo: chi poteva conoscere così bene gli spostamenti di mio fratello da ordire un attentato sotto casa di nostra madre, l’unico posto dove, anche a costo di mettere a repentaglio la sua vita, si sarebbe sicuramente recato?». Rita Borsellino (nella foto), oggi eurodeputata, è una signora non più giovanissima, che trasuda dolcezza in ogni atteggiamento e in ogni parola. Potrebbe usare toni più forti contro i mandanti e i killer di suo fratello Paolo, eppure non si scorge risentimento nella sua voce. Piuttosto una duplice preoccupazione: conoscere chi poteva avere reali interessi dalla scomparsa del fratello e, soprattutto, fare in modo che il suo sacrificio divenga esempio per le future generazioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Signora Borsellino, quale dei ricordi di suo fratello l’ha maggiormente colpita, dopo diciotto anni dalla barbara strage di via D’Amelio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questi anni, tantissime personalità e tantissima gente comune ha avuto apprezzamenti per la memoria di Paolo. Molti di questi erano sicuramente sinceri; altri sono stati avanzati con colpevole ritardo. Detto questo, credo che il miglior complimento che sia stato fatto a mio fratello è quello del suo capo, il giudice Antonino Caponnetto, quando affermò che Paolo Borsellino, prima di amministrare la giustizia, la viveva. Parole che meglio di ogni altro discorso rappresentano ciò che è stato mio fratello. Parole ancora più importanti perché pronunciate da un autentico galantuomo quale era Caponnetto. Se mi permette io preferirei ricordare l’uomo Borsellino, non l’eroico magistrato ucciso perché voleva distruggere Cosa Nostra. Neanche a lui sarebbe piaciuto essere ricordato come un superuomo, in quanto era ben consapevole che, in questo modo, sarebbe stato presto archiviato come una eccezione irripetibile; mentre per sconfiggere le mafie non ci vogliono eroi, ma uomini perbene che facciano il loro dovere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come apprese dell’omicidio di suo fratello e degli uomini della scorta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come milioni di italiani lo venni a sapere dalla televisione. Mi recai immediatamente in via D’Amelio, sotto casa di nostra madre, e vedendo quei poveri corpi dilaniati, quei quasi cento appartamenti distrutti, gridai forte che lì non ci avrei mai più messo piede. Fu mio figlio a scuotermi, quasi con forza, e a farmi ritornare in me. Non riuscivo neanche a piangere, né ci riesco oggi dopo diciotto anni. Ma in tutto questo tempo ho sempre continuato a chiedermi: chi conosceva così bene gli spostamenti di mio fratello? Perché chi aveva il dovere di proteggerlo non aumentò le misure di sicurezza dopo l’omicidio di Giovanni Falcone? Perché qualcuno si distrasse in un periodo così delicato della nostra storia repubblicana? A volte, per consolarmi, penso che forse era già tutto scritto. Paolo, spesso, mi diceva che lavorava anche diciotto ore al giorno perché il suo tempo stava per finire. Mi auguravo – ma dentro di me sapevo che così non era – che si riferisse al tempo degli atti giudiziari. E, invece, sapeva che stava per terminare il suo tempo terrestre.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tanti anni dopo, le metastasi mafiose non sono state ancora debellate. Giovanni Falcone diceva che, come tutti i fenomeni umani, Cosa Nostra un giorno sarà azzerata. Intanto la lotta continua…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La lotta alle mafie deve essere innanzitutto un movimento culturale, che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Solo se un giorno la maggioranza degli italiani condividerà questo messaggio potremmo dire di aver sconfitto i boss e i loro famelici clan. Molto è compito dello Stato, che nel Meridione non è mai riuscito a incidere sul tessuto sociale. Se, infatti, non c’è lavoro e non ci sono prospettive di vita per i nostri giovani è facilissimo che alcuni di loro cadano nella rete degli uomini di Cosa Nostra. Ed è ai giovani che mi rivolgo, è a loro che vorrei far conoscere l’uomo Paolo Borsellino, con tutte le sue debolezze e i suoi difetti, perché lo vedano come un personaggio non irraggiungibile, ma come una persona che ha creduto sempre nel lavoro che svolgeva&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-807229113856911359?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/807229113856911359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/07/borsellino-era-un-uomo-comune.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/807229113856911359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/807229113856911359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/07/borsellino-era-un-uomo-comune.html' title='«BORSELLINO ERA UN UOMO COMUNE»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TC3Hiz9RzrI/AAAAAAAAAJY/YnksXpB0Tt8/s72-c/rita_borsellino%5B2%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2510759490654623181</id><published>2010-06-04T02:34:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T02:45:37.402-07:00</updated><title type='text'>FEDERALISMO, LA CAMPANIA È IN DEFICIT</title><content type='html'>&lt;div&gt;Quando entrerà in vigore il nuovo sistema approvato dal Governo in carica, scopriremo un ammanco di circa sette miliardi. I servizi costeranno mille euro in più per famiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjLN23WaNI/AAAAAAAAAJQ/3c6zlpCcJaw/s1600/mercato_001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478852385622616274" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjLN23WaNI/AAAAAAAAAJQ/3c6zlpCcJaw/s320/mercato_001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Una giornata storica», afferma il Ministro dell’Interno Roberto Maroni nell’aula del Senato mentre l’intero popolo della Lega Nord, ebbro di gioia, festeggia. I numeri della "vittoria leghista": 154 voti a favore, 6 contrari e 87 astenuti, segnano l’introduzione nel nostro ordinamento del federalismo fiscale; era il 22 aprile del 2009. «Il provvedimento farà sì che i soldi delle tasse resteranno sul territorio e nessuno più deciderà a Roma come saranno spesi», dichiarava il capogruppo al Senato Federico Bricolo, distante solo qualche passo dall’ufficio di Rosi Mauro, vicepresidente di Palazzo Madama, dove si degustavano ottimi biscottini colorati di verde. Decisamente più cauto il Pd che, con Marco Follini, faceva notare: «Segnalo ai cultori del federalismo che la sua rigorosa osservanza richiederebbe di partire da quello istituzionale e non da quello fiscale».&lt;br /&gt;Da allora è trascorso un anno, poco o nulla è cambiato, il provvedimento per entrare in vigore necessita dei decreti attuativi del Governo riguardanti l’armonizzazione dei sistemi di calcolo dei bilanci pubblici da emanarsi entro il 2011, ma già ci si interroga su quale possa essere l’impatto sull’economia delle diverse regioni. Nel nostro caso, della Campania.&lt;br /&gt;Secondo l’assessore regionale al Bilancio uscente, Mariano D’Antonio, il federalismo fiscale «potrà essere da stimolo al buon governo, ma nell’immediato sarà senz’altro una medicina molto amara se non indigesta». Seguendo il ragionamento di D’Antonio: «La riforma fiscale farebbe sì che ogni territorio trattenga per la spesa tutte e solo le entrate pubbliche che è capace di alimentare ma, così facendo, nel centro-nord la spesa pubblica balzerebbe verso l’altro e nel Mezzogiorno dovrebbe scendere ancora più in basso, a meno che le entrate pubbliche non aumentino al sud più di quanto è necessario. Nella versione più morbida – argomenta ancora l’economista – il federalismo fiscale manterrebbe qualche redistribuzione delle entrate riscosse al centro-nord perché siano dirottate a finanziare la spesa pubblica nel Mezzogiorno.&lt;br /&gt;Ma a quanto ammonterebbe la redistribuzione e come sarebbe dirottata al sud è materia tutta da esplorare».&lt;br /&gt;Ma qual è lo stato dell’economia della Campania? Siamo in grado di reggere l’impatto brutale con il nuovo sistema? A leggere le cifre c’è davvero poco di cui stare allegri. Attualmente il residuo fiscale, ossia la differenza tra quanto i contribuenti della Regione versano allo Stato e il denaro che torna a Palazzo Santa Lucia per essere utilizzato al servizio della collettività, è in negativo. La Campania versa circa 47 miliardi e ne riceve 53,5, con una differenza di circa sette miliardi.&lt;br /&gt;Non va meglio per il dato pro capite. Ogni contribuente versa ottomila euro e lo Stato ne spende novemila, con una differenza di mille euro per famiglia. È messa peggio della Campania solo la Sicilia, che presenta un passivo di 13 miliardi mentre sette soltanto sono le Regioni che vantano un saldo positivo: tra queste svetta la Lombardia con 38 miliardi&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2510759490654623181?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2510759490654623181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/06/federalismo-la-campania-e-in-deficit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2510759490654623181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2510759490654623181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/06/federalismo-la-campania-e-in-deficit.html' title='FEDERALISMO, LA CAMPANIA È IN DEFICIT'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjLN23WaNI/AAAAAAAAAJQ/3c6zlpCcJaw/s72-c/mercato_001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8042419802182414903</id><published>2010-06-04T02:31:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T02:43:26.574-07:00</updated><title type='text'>«SULLE INTERCETTAZIONI NON DICONO LA VERITÀ»</title><content type='html'>Antonio Ingroia, Procuratore antimafia a Palermo, spiega perché il provvedimento provocherà una battuta d’arresto alla lotta alla mafia. Anche perseguire i clan campani sarà più difficile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjKlVCSIyI/AAAAAAAAAJI/TXZq6AUIeFc/s1600/ingroia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478851689346900770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 247px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjKlVCSIyI/AAAAAAAAAJI/TXZq6AUIeFc/s320/ingroia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Sì, penso proprio che la mafia continuerà a percorrere – anche dopo la cattura di Bernardo Provenzano – la strada dell’inabissamento, che non prevede omicidi eclatanti e che dà modo ai colletti bianchi di continuare a fare business fuori dal territorio siciliano. Adesso, la vera sfida non è più solo quella di individuare e arrestare vecchi e nuovi boss, ma consiste, soprattutto, nella ricerca dei colletti bianchi, imprenditori e politici che sono conniventi con le organizzazioni criminali. In quest’ottica, la limitazione dell’uso delle intercettazioni sarà devastante».&lt;br /&gt;Antonio Ingroia (nella foto), pupillo di Paolo Borsellino, oggi procuratore aggiunto antimafia a Palermo, ha da poco pubblicato un libro dal titolo emblematico: C’era una volta l’intercettazione. Lo abbiamo intervistato in occasione di una sua recente visita nel Casertano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dottor Ingroia, quali sono le motivazioni che la inducono ad affermare che la limitazione delle intercettazioni ai soli casi di gravi indizi di reato potrebbe essere devastante nella lotta alle associazioni criminali?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Guardi, in tantissimi casi da me seguiti, la matrice mafiosa degli atti illeciti non è che sia stata trovata immediatamente. Spiego meglio: in moltissime indagini abbiamo capito che a muoversi era la mafia solo a seguito di intercettazioni a carico di elementi che non appartenevano alle famiglie mafiose, ma che erano con esse in contatto. Le intercettazioni, sia telefoniche sia ambientali, furono quindi essenziali per capire chi erano i soggetti reali che giravano intorno a determinati interessi. Detto questo, se la limitazione dell’uso delle intercettazioni telefoniche diverrà legge saremo in grossi guai per un semplicissimo motivo, di cui i legislatori non hanno voluto tenere conto. Potremmo intercettare solo i soliti noti ma non i soliti ignoti. Nel senso che saremmo tutti autorizzati a intercettare, faccio per dire, Totò Riina, se uscisse dal carcere, ma non i colletti bianchi, non gli imprenditori conniventi, non i politici amici degli amici che indirizzano e propongono gli affari di Cosa nostra. E mi permetto di aggiungere altro: sa come si arrivò al maxi processo e all’estradizione di Tommaso Buscetta? Tramite un’intercettazione telefonica tra alcuni esponenti della sconfitta famiglia mafiosa dei Bontade, che telefonarono in Brasile a Buscetta per chiedere aiuto e consigli. Solo così capimmo chi era davvero Buscetta e il peso che aveva all’interno di Cosa nostra…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si dice, però, che in Italia si faccia un uso esagerato e distorto delle intercettazioni. Per non parlare poi dei costi astronomici…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ecco, quello che lei riferisce è l’asse portante di un’opera di disinformazione mediatica tesa a depotenziare il ruolo della magistratura, con la scusa banale delle intercettazioni. Allora, iniziamo subito a precisare che non è affatto vero che l’Italia sia un Paese poco garantista: fra le nazioni europee siamo i più garantisti di tutti. Per quanto riguarda i costi, che pure ci sono, si tratta di cifre accettabilissime a carico dei contribuenti. Si pensi solo a quanto economicamente si recupera per la collettività in termini di confische, sequestri e prevenzioni. Insomma, bisognerebbe aver maggior rispetto dei magistrati anche perché la storia italiana del dopoguerra è strettamente legata alla storia criminale del paese. Inoltre, lo dico con molta amarezza personale, pare che non si voglia tenere in nessun conto il sangue versato da tanti miei colleghi e da tanti esponenti delle forze dell’ordine per garantire civiltà e democrazia.&lt;br /&gt;Oggi – per quanto paradossale possa sembrare – pare che l’unico problema nazionale sia quello della giustizia e dell’uso delle intercettazioni. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe davvero da ridere nell’Italia del 2010&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8042419802182414903?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8042419802182414903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/06/sulle-intercettazioni-non-dicono-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8042419802182414903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8042419802182414903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/06/sulle-intercettazioni-non-dicono-la.html' title='«SULLE INTERCETTAZIONI NON DICONO LA VERITÀ»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjKlVCSIyI/AAAAAAAAAJI/TXZq6AUIeFc/s72-c/ingroia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6475648428358867383</id><published>2010-06-04T02:25:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T02:42:13.502-07:00</updated><title type='text'>«MA NAPOLI PUÒ RISORGERE»</title><content type='html'>Il porto potrebbe trasformare la città nella capitale del Mediterraneo, il consorzio delle cinque università darebbe lustro al Meridione. Ecco le idee del filosofo partenopeo Aldo Masullo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Silvia De Geronimo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjKK2qzXvI/AAAAAAAAAJA/qJknxsr6gqc/s1600/masullo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478851234518753010" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjKK2qzXvI/AAAAAAAAAJA/qJknxsr6gqc/s320/masullo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il filosofo Aldo Masullo (nella foto), figura di prestigio del panorama culturale campano e italiano, ha accettato di rilasciare un’intervista esclusiva a "Fresco di Stampa".&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Professore, cosa è oggi la regione Campania?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non si può fare altro che sottolinearne lo stato di decadenza e, purtroppo, non si tratta di un’interpretazione, ma di un ritratto oggettivo, tracciato con gli studi dei grandi istituti di ricerca economica. Dalle loro statistiche si rileva che negli ultimi cinquant’anni le diverse zone sottosviluppate interne agli Stati europei hanno tutte raggiunto i livelli di quelle che un tempo le distanziavano. Tutte tranne l’Italia meridionale, e in particolare la Campania, e ciò nonostante l’imponente somma dei finanziamenti aggiuntivi ottenuti. A questo si accompagna una sensazione diffusa di disgregazione del tessuto sociale e civile, di cui la frantumazione politica è al tempo stesso effetto e causa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E le province di Napoli e Caserta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Napoli è certamente una città che ha grandi risorse. Penso al porto, penso ad una certa cultura tecnologica: abbiamo antiche università ed insegnamenti scientifici di alto livello, abbiamo cioè degli strumenti che possono essere utilizzati per un cambiamento di carattere economico. Ciò che manca è una classe dirigente che abbia mentalità imprenditoriale. Caserta poteva invece seguire la sua tradizione, poteva svilupparsi sull’allevamento del bestiame, però anche lì non c’è stata una vera e propria iniziativa.&lt;br /&gt;D’altra parte questo mancato sviluppo ha costituito il vuoto nel quale ha trovato facile collocazione l’industria criminale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storicamente questa carenza di dinamismo economico dove affonda le radici?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso questa mancanza dipende da un momento storico preciso, cioè dal fatto che il Regno di Napoli ha conosciuto l’iniziativa economica statale molto prima della fondazione dell’Iri e ciò ha dissuaso a monte l’iniziativa privata.&lt;br /&gt;Questo significa che, alla fine del ’700, da una parte Carlo III promuoveva una serie di sviluppi urbanistici e industriali di altissimo livello, dall’altra i nostri proprietari terrieri se ne stavano tranquillamente a fare i cortigiani del re.&lt;br /&gt;Nel frattempo i loro colleghi del nord si andavano trasformando da sfruttatori di contadini in imprenditori.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come descriverebbe la parabola politica dell’ex presidente Antonio Bassolino, a partire da quella che fu la sua "primavera" del ’93, in qualità di sindaco?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La primavera bassoliniana fu un’illusione e una delusione: non è con il Maggio dei monumenti che si ricostruisce un’economia, non è con le riverniciature dei centri storici che si recuperano aree come Scampia. Bassolino ha inoltre perduto l’occasione di promuovere un rilancio democratico, di costruire un tramite tra cittadini e istituzioni. Questo elemento di insufficienza democratica si lega, tra l’altro, al mancato sviluppo economico perché, per esempio, discutendo apertamente con la cittadinanza riguardo la gestione dei finanziamenti europei, si sarebbe potuto costruire un progetto ben definito e funzionale a una ripresa complessiva, anziché spendere a pioggia&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6475648428358867383?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6475648428358867383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/06/ma-napoli-puo-risorgere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6475648428358867383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6475648428358867383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/06/ma-napoli-puo-risorgere.html' title='«MA NAPOLI PUÒ RISORGERE»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/TAjKK2qzXvI/AAAAAAAAAJA/qJknxsr6gqc/s72-c/masullo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5195242169631915746</id><published>2010-04-30T03:51:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T03:59:17.194-07:00</updated><title type='text'>AFFONDA LA NAVE DEI CONSULENTI</title><content type='html'>Con il tramonto del sistema Bassolino, sono almeno 700 i professionisti campani che&lt;br /&gt;rimarranno all’asciutto. 30 milioni di euro il costo degli incarichi esterni: ci sono quelli che&lt;br /&gt;classificano vocaboli tedeschi e quelli che organizzano banchetti per lo sviluppo rurale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q38IuKTuI/AAAAAAAAAI4/zybqFcSciOY/s1600/bassolino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465883341528649442" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q38IuKTuI/AAAAAAAAAI4/zybqFcSciOY/s320/bassolino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Uno solo, poi due, infine tre. È il numero dei mezzi di trasporto pubblico da utilizzare per mandare a casa i consulenti inutili della Regione Campania. Durante la recente campagna elettorale per le elezioni regionali sembrava un dato talmente volubile da essere aggiornato di giorno in giorno. Ammantato da un sano e vigoroso repulisti, il candidato del Pd, Vincenzo De Luca tuonava: «Avevo detto che avrei mandato due pullman per caricare tutti i consulenti, è cambiato solo il numero: ne manderò tre e caricheremo anche i nuovi».&lt;br /&gt;Il numero esatto degli autobus necessari rimarrà, però, un piccolo mistero. A Palazzo Santa Lucia è stato eletto il suo sfidante, il pidiellino Stefano Caldoro, di certo non meno tenero, ma che a un linguaggio concreto e colorito ha preferito un eloquio meno tranchant. «I consulenti inutili e assunti solo per ragioni di partito andranno via tutti». Ma a quanto ammonta il numero delle persone, dalle più svariate competenze, volute dalla giunta uscente guidata da Antonio Bassolino e pagati con i soldi dei cittadini campani? Secondo i dati del 2008, diffusi dal ministero della Funzione Pubblica, nel mese di febbraio, sono 700 con un costo pari a circa 30 milioni di euro. A dir poco esorbitante poi la forbice delle parcelle elargite ai consulenti. Si va dai 270 mila euro della consulenza meglio remunerata ai 93 di quella pagata meno. Non mancano le curiosità: ben 15 mila gli euro spesi per «l’individuazione di metodiche per test di algoritmi di controllo integrato con sistemi informativi» e 4 mila quelli impiegati per la schedatura di vocaboli tedeschi. Numeri che, sebbene non lascino indifferenti, risultano ben poca cosa in confronto all’idea partorita dalla Se.S.I.R.C.A. (Settore sperimentazione, informazione, ricerca e consulenza in agricoltura, facente capo al relativo assessorato, all’epoca guidato da Gianfranco Nappi, ndr) che nei primi mesi dell’anno indice una procedura per «l’affidamento triennale della realizzazione di eventi quali: convegni, conferenze stampa e seminari, comprensivo di tutte le relative prestazioni», per la modica cifra di 240 mila euro. Somma che, lungi dall’essere all inclusive, comprende semplicemente una mera attività di consulenza; per meglio dire, compito della società o del gruppo di professionisti aggiudicatari dell’appalto è semplicemente quello di stilare dei preventivi economici per i vari banchetti organizzati dalla Regione, a margine degli incontri per le presentazioni del nuovo Psr (Programma di sviluppo rurale 2007-2013, ndr). Consulenze d’oro per banchetti, ma non solo. È proprio delle settimane scorse la richiesta di rinvio a giudizio da parte del giudice per l’udienza preliminare di Napoli, Vincenzo Alabiso, ai danni dell’ex governatore Antonio Bassolino&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5195242169631915746?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5195242169631915746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/affonda-la-nave-dei-consulenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5195242169631915746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5195242169631915746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/affonda-la-nave-dei-consulenti.html' title='AFFONDA LA NAVE DEI CONSULENTI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q38IuKTuI/AAAAAAAAAI4/zybqFcSciOY/s72-c/bassolino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2911798080478974135</id><published>2010-04-30T03:49:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T03:57:25.724-07:00</updated><title type='text'>«IN CAMPANIA L’ERRORE DEL COMPROMESSO»</title><content type='html'>Per Nichi Vendola, unico leader della sinistra che vince sul territorio, la coalizione deve&lt;br /&gt;ricominciare a occuparsi del lavoro. E sogna le nuove "case del popolo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Falco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q3fMa5lgI/AAAAAAAAAIw/9j3XYjf5A4o/s1600/vendola_nichi_-_foto_giovan.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465882844305397250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 273px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q3fMa5lgI/AAAAAAAAAIw/9j3XYjf5A4o/s320/vendola_nichi_-_foto_giovan.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Riconfermato presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola ha rappresentato, nelle recenti elezioni regionali, l’unico argine a sinistra in grado di arrestare l’avanzata del centrodestra. C’è chi ora evoca, per lui, possibili responsabilità a livello nazionale nel campo del centrosinistra e chi lo lancia già apertamente per le primarie del 2013 come candidato premier. Di sicuro in molti sperano in lui perché la sinistra italiana possa ritornare a fare il proprio mestiere: essere al fianco delle fasce sociali meno garantite.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presidente, la sinistra vince in Puglia, ma altrove sembra liquefarsi, vincendo con alleanze molto larghe oppure capitolando di fronte alla destra e al leghismo. Che sta succedendo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Succede che il centrosinistra non riesce a presentarsi sotto la forma di un cantiere di alternativa: politica, sociale e culturale. Non è in grado di insinuarsi nelle contraddizioni e nelle crepe dell’egemonia culturale berlusconiana e, complessivamente, appare come un ceto politico orfano di una forte strategia di cambiamento. Le ultime elezioni hanno segnato un ulteriore spostamento a destra dell’asse politico del Paese. L’anomalia pugliese è leggibile solo a condizione di intendere che, in questo pezzo di Mezzogiorno d’Italia, è stato sperimentato un vero laboratorio di innovazioni che hanno reso credibile la nostra azione governo e la nostra proposta politica.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conciliare la capacità di governo con l’attenzione verso i cittadini, quando chi governa – destra o sinistra – sembra spesso dimenticare i cittadini medesimi. Come si fa?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Si fa non puntando sulla delega in bianco, su un rapporto fideistico tra governati e governanti, ma introducendo una riforma della macchina amministrativa e della pubblica amministrazione che consenta ai cittadini di esercitare un quotidiano potere di controllo, che renda la trasparenza non una virtù eccezionale, ma un codice di comportamento fisiologico nel controllo dei pubblici poteri. Si fa soprattutto facendo vivere la proposta politica in un rapporto di osmosi forte con le istanze dell’associazionismo, del volontariato e di tutte quelle esperienze di autentica cittadinanza attiva.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In Campania il centrosinistra ha perso, ed era prevedibile. Come giudica i quindici anni di governo Bassolino?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Antonio Bassolino ha rappresentato una rottura importante nella storia delle classi dirigenti meridionali.&lt;br /&gt;La sua sindacatura ha coinciso con il ritorno di quella grande città che è Napoli a capitale del Mediterraneo. Anche con la sua prima esperienza in Regione ha guadagnato molti punti, sul terreno dell’innovazione e delle politiche sociali. La seconda esperienza è stata invece segnata dal compromesso con i vecchi potentati democristiani – Ciriaco De Mita e Clemente Mastella – ma, se posso essere sincero, questa non è una esclusiva responsabilità di Bassolino, quanto di tutto il gruppo dirigente degli allora Ds, che imposero quel compromesso. Quello stesso pezzo di potere che ha gestito i punti più delicati della regione, e che si è trasferito armi e bagagli nel centrodestra e ora governa con Stefano Caldoro&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2911798080478974135?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2911798080478974135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/in-campania-lerrore-del-compromesso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2911798080478974135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2911798080478974135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/in-campania-lerrore-del-compromesso.html' title='«IN CAMPANIA L’ERRORE DEL COMPROMESSO»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q3fMa5lgI/AAAAAAAAAIw/9j3XYjf5A4o/s72-c/vendola_nichi_-_foto_giovan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6450530450391383365</id><published>2010-04-30T03:44:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T03:56:00.828-07:00</updated><title type='text'>NAPOLI, LA CITTÀ INGUARIBILE</title><content type='html'>A cinque anni dal suo instant book sulla metropoli partenopea, Giorgio Bocca spiega perché non si concede alla speranza. E invita i giovani a scappare via&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q3GR5pYBI/AAAAAAAAAIo/2Jr-D_CzL_M/s1600/giorgio_bocca_completo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465882416279805970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q3GR5pYBI/AAAAAAAAAIo/2Jr-D_CzL_M/s320/giorgio_bocca_completo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;«La Napoli delle persone perbene c’è ancora e pensa alla camorra con sdegno e vergogna. Ma sono, volenti o nolenti, compagni di strada della Napoli senza leggi». È il gennaio del 2006 quando Napoli, appena uscita dalle faide di camorra tra gli scissionisti e i Di Lauro, scopre in libreria Napoli siamo noi, la visione della città dura e dissacrante di un grande vecchio del giornalismo italiano: Giorgio Bocca.&lt;br /&gt;Da allora sono trascorsi quattro anni, ma un interrogativo continua ancora a scuotere le coscienze: Napoli è cambiata da allora?&lt;br /&gt;Raggiunto al telefono nella sua casa milanese, Giorgio Bocca, dall’alto della sua carriera ultrasessantennale che lo ha portato a collaborare con le maggiori testate del Paese, da "la Repubblica" a "l’Espresso" passando per "l’europeo" e "il Giorno", sebbene si mostri cortese e disponibile al dialogo, non manca di lanciare i suoi proverbiali strali contro il malcostume della città: «Napoli è una megalopoli inguaribile. Non c’è alcuna possibilità di curare una città così». Qualche istante di pausa e riprende: «Vede, l’Italia intera oramai è tutta come Napoli: il denaro come unico valore sta segnando la fine della morale non solo dalle vostre parti, ma in tutto il paese». In una città amorale e priva di valori, il ricorso all’apporto che gli uomini di cultura potrebbero dare per favorire il risanamento sembrerebbe immediato, ma non per lui: «Quelli che lei chiama uomini di cultura fanno di tutto per rendere la città peggiore. Di intellettuali che si impegnano civilmente – sottolinea – ne conosco davvero pochi». Le sue opinioni tranchant non mutano neppure quando facciamo riferimento ai giovani di queste terre: «Per loro non c’è nessuna prospettiva, non a caso vanno via tutti. Anch’io, se fossi giovane e vivessi lì, scapperei; si va dove c’è lavoro e dove ci sono possibilità di vita migliore». Del tutto inutile anche il far notare come sarebbe più opportuno, specie da parte delle giovani generazioni, rimanere qui e impegnarsi perché qualcosa migliori: l’ancestrale pragmatismo piemontese di Bocca ha la meglio su tutto: «Opportuno sì, ma è un sacrificio – una pausa e riprende con maggior vigore – per queste cose qui però è inutile fare i moralisti; i giovani – afferma – hanno diritto di trovare le strade migliori per la loro vita». Una durezza di pensiero che non si scalfisce neanche quando gli opponiamo le feroci critiche dei suoi detrattori, che sovente vedono in lui il portatore di un pessimismo asfittico e privo di intenti propositivi. «Cosa vuole che proponga, non è mica semplice! Io sono pessimista nel senso che voglio vedere le cose come stanno». Dialogare con un pezzo di storia del giornalismo italiano non è mai un’impresa semplice, specie quando dall’altra parte ti ritrovi chi a un vissuto da partigiano ha affiancato l’esperienza del mestiere; a farla da padrone sono un pensiero granitico e un’estrema capacità di sintesi che nulla o quasi concede ai sentimenti&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6450530450391383365?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6450530450391383365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/napoli-la-citta-inguaribile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6450530450391383365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6450530450391383365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/napoli-la-citta-inguaribile.html' title='NAPOLI, LA CITTÀ INGUARIBILE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S9q3GR5pYBI/AAAAAAAAAIo/2Jr-D_CzL_M/s72-c/giorgio_bocca_completo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-320048592946135406</id><published>2010-04-09T03:13:00.000-07:00</published><updated>2010-04-09T03:16:05.186-07:00</updated><title type='text'>«IO POPULISTA? UN PAIO DI BALLE!»</title><content type='html'>Anche stavolta Beppe Grillo non la manda a dire: e sbeffeggia i politici che festeggiano la vittoria&lt;br /&gt;elettorale, dopo aver sommerso la Campania con rifiuti e cemento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S77-RAHy_OI/AAAAAAAAAIY/aLBL9H4d91Q/s1600/gri.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458079366463552738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S77-RAHy_OI/AAAAAAAAAIY/aLBL9H4d91Q/s320/gri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«I camorristi sono dei veri imprenditori che offrono servizi e, a differenza degli industriali in giacca e cravatta, sono persone serissime. Una volta ebbi modo di parlare con uno di loro che chiedeva duemila e cinquecento euro tra pizzo e protezione a un commerciante. Ebbene, diceva che di meno non poteva chiedere. Con tutti i servizi che offriva al cliente non sarebbe rientrato nelle spese».&lt;br /&gt;Beppe Grillo è un provocatore nato, un dissacratore di luoghi comuni e di stereotipi. Riesce, nello stesso momento, a generare apprezzamento e sconcerto in chi lo ascolta. L’occasione propizia per fare due chiacchiere è un caffè da sorseggiare al banco di un noto bar casertano. Lo show – stavolta sotto forma di intervista – può iniziare…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Senta Grillo, ma paragonare i camorristi agli imprenditori è uno scherzo? Una provocazione? Un modo per disorientare chi la sta intervistando?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Guardi, non sono mai stato più serio. E le dico di più: socialmente è molto più pericoloso l’imprenditore vestito di tutto punto, che il Casalese di turno, il quale rischia di essere ammazzato o di andare diritto in galera. È inutile che ci giriamo attorno. Oggi la vera grande delinquenza è quella dell’economia, che ha distrutto la nostra nazione. È quella dei camion contenenti rifiuti radioattivi che vengono fermati da queste parti, ma che il carico lo hanno imbarcato, che ne so, a Piacenza o a Monza. Peggio di costoro c’è solo il Parlamento italiano. Facemmo una battaglia per espellere gli inquisiti e i condannati da Camera e Senato. Tutti ci dissero: bene, bravi! Morale della favola: ora ce ne sono due in più rispetto a ieri.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tornando alla camorra…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credo che, rispetto alla delinquenza dell’attuale pseudo-politica, abbia due attenuanti. La prima è che si tratta di un fenomeno che ha tanti secoli di storia alle spalle ed è strettamente collegato allo Stato, che nel Meridione, oltre alle clientele, non ha mai prodotto nulla. La seconda è che i Casalesi, così come la ’Ndrangheta e Cosa nostra, sono delle aziende capaci anche di trasformarsi nel corso degli anni: prima c’era il contrabbando, oggi lo spaccio e la distribuzione della cocaina. E poi i camorristi sono persone intelligenti, tanto da fare investimenti mirati in Spagna, in Inghilterra, nei Paesi dell’Est.&lt;br /&gt;Forse è meglio ritornare alla politica…&lt;br /&gt;Alt! Ma lei ha visto i manifesti murali di questi candidati improbabili che hanno partecipato alle ultime elezioni, su cui è scritto che si impegneranno a risolvere i problemi della comunità? Per me sono dei bugiardi che non potranno mantenere nemmeno un millesimo delle loro promesse. Sa perché?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Me lo dica lei.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Perché sono loro i veri problemi. Questa "gentaglia" che vive blindata dalla gente comune, che non ha mai accompagnato i figli a scuola, che non è mai andata a fare la spesa e che vengono scorazzati, ventiquattro ore su ventiquattro, sulle famose auto blu. Lo sa che in Italia di auto blu se ne contano seicentoventimila? Sa che in Francia o in Spagna non arrivano a trentamila? E questi politici pretenderebbero pure di essere credibili? Hanno distrutto la Campania che è una delle più belle regioni del Mediterraneo; hanno iniziato ad avvelenare la gente con gli inceneritori quando bisognava fare una raccolta differenziata seria; hanno azzerato le città che sono diventate luoghi invivibili senza piste ciclabili e senza asili nido; hanno creato un debito pubblico che rappresenta il 30% di quello complessivo europeo e lo hanno fatto solo ed esclusivamente in nome del dio denaro. Allora, ho ragione io quando affermo che è meglio un camorrista che un politico, o no?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo sa che l’accusano di essere demagogo, populista e qualunquista, vero?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io populista e qualunquista? Un paio di balle! Ma come, si scandalizzano di quello che riesco a dire io nell’ambito di una informazione di regime e non si scandalizzano della politica di Montecitorio con nani, ballerine e un po’ di zoccole? A proposito di zoccole, una volta dissi che nel Parlamento italiano c’erano questi strani roditori e mi beccai venti denunce: diciannove da parte di donne e una da un uomo&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-320048592946135406?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/320048592946135406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/io-populista-un-paio-di-balle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/320048592946135406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/320048592946135406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/io-populista-un-paio-di-balle.html' title='«IO POPULISTA? UN PAIO DI BALLE!»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S77-RAHy_OI/AAAAAAAAAIY/aLBL9H4d91Q/s72-c/gri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7117442901497386222</id><published>2010-04-09T02:54:00.000-07:00</published><updated>2010-04-09T03:17:42.387-07:00</updated><title type='text'>È FINITA L’ERA DI ANTONIO BASSOLINO</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il centrodestra di Stefano Caldoro vince a man bassa. Ora dovrà gestire il rapporto con De Mita (al 10%) e affrontare gli enormi problemi della regione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S77-tHPmIiI/AAAAAAAAAIg/MccPEo9wYro/s1600/cal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458079849411650082" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S77-tHPmIiI/AAAAAAAAAIg/MccPEo9wYro/s320/cal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;54,25% a 43,04%. Un risultato senza precedenti per il centrodestra campano, soprattutto se confrontato con i risultati ottenuti nel 2005, quando l’allora presidente Antonio Bassolino fu riconfermato con il 61,5% dei voti, contro il 34,3% di Italo Bocchino. In una campagna elettorale anomala, caratterizzata dalla presenza di due candidati "esterni" agli apparati dei due maggiori partiti, Stefano Caldoro è riuscito non solo a battere il "Sistema Bassolino", ma anche ad affrontare una serie di ostacoli che si erano presentati uno dopo l’altro: basti pensare alla candidatura di Roberto Conte, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; all’aumento della tensione tra Nicola Cosentino e Italo Bocchino e, soprattutto, allo scoppio di una nuova emergenza rifiuti che, a pochi giorni dal voto, aveva fatto pensare ad un recupero di Vincenzo De Luca. Diverso il discorso per la coalizione di centrosinistra, vittima di un crollo verticale che è andato ben oltre le previsioni elettorali. Dopo diciassette anni di governo, la debacle era nell’aria, ma i vertici locali del Partito democratico speravano almeno nel voto disgiunto a favore di De Luca. Il candidato del centrosinistra, in effetti, ha ottenuto ben quattro punti e mezzo percentuali in più rispetto alla coalizione in suo sostegno, un segnale che, alla luce dei risultati, oltre ad indicare la forza di De Luca, ha evidenziato la debolezza della coalizione in suo sostegno. Basti pensare che in provincia di Salerno, il candidato del centrosinistra ha ottenuto addirittura il 10% in più dei propri consiglieri in pectore. Il sindaco di Salerno ha pagato il fallimento del Partito democratico, giunto al 21,42% (sotto il 16% in provincia di Caserta), ma soprattutto l’immobilismo del centrosinistra che non ha saputo approfittare del caso Cosentino. Il Pd, tra dichiarazioni, smentite, accordi, litigi, compromessi ed interventi di dirigenti nazionali si è trovato in una situazione di caos che nell’elettorato ha prodotto solo disorientamento e sconforto. Enzo Amendola, da tutti indicato come l’uomo del risorgimento del centrosinistra campano, non è riuscito a dare un senso a questo partito che, solo a febbraio, è arrivato alla scelta (poco) condivisa di candidare De Luca. Una sconfitta da considerare salutare per un partito che, dopo il fallimento del governo Bassolino e l’evidente incapacità dei dirigenti locali, difficilmente potrà ottenere un risultato peggiore di quello del 29 marzo. Fallimento totale anche per la Federazione della Sinistra, l’ex ministro Paolo Ferrero ha ottenuto a stento l’1,3% dei voti, come Roberto Fico appoggiato dal "Movimento 5 stelle – Beppe Grillo". La Federazione della Sinistra paga sia la decisione di correre in solitaria, sia la difficoltà di non saper esprimere una nuova classe dirigente locale, a tal punto da presentare il piemontese Ferrero: una candidatura di bandiera, in un tempo in cui le bandiere non commuovono più nessuno. I vertici dei comunisti, visti anche i risultati nazionali, avranno molto da riflettere.&lt;br /&gt;Gli unici a gioire sono i partiti della coalizione di centrodestra: il Pdl ha superato la soglia psicologica del 30%, mentre l’intera coalizione è giunta al 58,60% dei voti, ottenendo il 4,5% in più di Stefano Caldoro, un risultato che sicuramente peserà per i prossimi cinque anni di governo. Caldoro, oltre alle pressioni interne al Pdl, dovrà tener conto anche dell’exploit dell’Unione di Centro di Pierferdinando Casini&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7117442901497386222?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7117442901497386222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/e-finita-lera-di-antonio-bassolino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7117442901497386222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7117442901497386222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/e-finita-lera-di-antonio-bassolino.html' title='È FINITA L’ERA DI ANTONIO BASSOLINO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S77-tHPmIiI/AAAAAAAAAIg/MccPEo9wYro/s72-c/cal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-223820537984950418</id><published>2010-04-09T02:50:00.000-07:00</published><updated>2010-04-09T02:54:07.297-07:00</updated><title type='text'>ITALIA, CARA TERRA MIA…</title><content type='html'>&lt;div&gt;Pane, latte e generi di prima necessità sono più costosi al nord. Ma il paniere del cittadino&lt;br /&gt;meridionale diventa maggiormente oneroso se si considerano assicurazioni, carburante e servizi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S775IpI9-ZI/AAAAAAAAAIQ/MOqOghOtNq0/s1600/aa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458073725297359250" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 290px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S775IpI9-ZI/AAAAAAAAAIQ/MOqOghOtNq0/s320/aa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Il costo della vita al sud è del 16,5% inferiore rispetto al nord. Chiedo che le buste paghe siano parametrate». L’agosto del 2009 era appena iniziato e a rilanciare la proposta dell’adeguamento degli stipendi dei dipendenti pubblici al reale costo della vita, le cosiddette "gabbie salariali", fu il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Il pretesto per quella dichiarazione era stata la pubblicazione, nel 2006, di una ricerca del "Sole 24 Ore" sul costo reale della vita nelle varie città italiane. Alla luce dell’indagine era emerso che i cittadini del sud risultavano notoriamente avvantaggiati rispetto a quelli del nord essendo, nelle città meridionali, il prezzo per i beni di prima necessità notevolmente meno caro. Una questione, quella della differenza dei prezzi tra le due Italie, mai del tutto chiarita. Secondo un’altra ricerca, condotta successivamente dall’Ipr-Ugl, le città più care anziché quelle del nord risultano essere quelle del sud. Motivo della discrasia: la diversità dei prodotti e dei servizi presi in considerazione. L’indagine del "Sole 24 Ore" annoverava nel "paniere" solo venti generi di prima necessità; l’Ipr-Ugl ne aggiunse altri cinque: assicurazione auto, acquisto di carburante, bollette domestiche, latte in polvere e pannolini, nonché i costi di un mutuo per la prima casa o dell’affitto. Spese su cui certe aree del profondo sud non sono seconde a nessuno. Ergo, se alla luce della prima ricerca, città come Caserta e Napoli figurano rispettivamente al 53° e al 57° posto, nell’altra indagine gli stessi comuni si posizionano all’ottavo e sesto posto. «Per quello che percepisco io, la vita qui è molto più cara di quella al sud». A dichiararlo, senza mezzi termini, è Luca Fusco, originario di un piccolo comune del casertano, ma residente da più di quindici anni a Fontevivo, una località nei pressi di Parma. Fusco aggiunge: «Se prendiamo in considerazione beni primari come pasta, pane, verdura o frutta, la differenza è ancora più marcata. Calcoli che il pane anche qui lo si mangia tutti i giorni, con la differenza, però, che quando scendo giù dai miei lo pago non oltre i due euro. A Parma, invece, fatico a trovarlo a meno di tre». Non va certamente meglio con i servizi di manutenzione. «Chiamare un falegname per revisionare una tapparella o le maniglie di una finestra è quasi un salasso». Senza contare che anche per un caffè al bar la differenza c’è e si fa sentire. «Qui non lo si paga a meno di 1 euro». Dove invece non si trova alcun tipo di differenza è nel settore del vestiario e nella rivendita di elettrodomestici. C’è, però, il vantaggio di avere la possibilità di usufruire di una pubblica amministrazione più celere ed efficiente. «I servizi – continua Fusco – funzionano e offrono cose che al sud sono impensabili. Mi riferisco a emeroteche, biblioteche, centri audio e video, che sono delle realtà non solo dei capoluoghi ma anche dei piccoli centri. Tutti beni gratuiti, per i quali un cittadino meridionale deve invece pagare». Idee chiare anche riguardo la possibilità dell’introduzione delle "gabbie salariali". «Egoisticamente – conclude l’abitante di Fontevivo – le risponderei di sì, sono d’accordo, ma poi a pensarci bene, il più alto costo dei prodotti qui è largamente compensato da una migliore offerta di servizi». Non del tutto dissimile la situazione anche se ci si sposta più a nord. Giuseppe Franzese, originario di un piccolo comune del vesuviano e attualmente residente a Brescia, afferma: «Certo, rispetto a Napoli qui i prezzi medi dei prodotti sono molto più alti, ma per ciò che riguarda i servizi non c’è paragone che tenga. Ho un bambino piccolo e avere un servizio Asl efficiente non è un aiuto da poco, ti evita una serie di spese che giù, dalle mie parti, sarebbe impossibile non sostenere»&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-223820537984950418?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/223820537984950418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/italia-cara-terra-mia_09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/223820537984950418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/223820537984950418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/04/italia-cara-terra-mia_09.html' title='ITALIA, CARA TERRA MIA…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S775IpI9-ZI/AAAAAAAAAIQ/MOqOghOtNq0/s72-c/aa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3520580093718569462</id><published>2010-03-09T03:23:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T03:33:25.908-08:00</updated><title type='text'>C’ERAVAMO TANTO ARMATI…</title><content type='html'>&lt;div&gt;Le candidature alle elezioni regionali e provinciali arrivano dopo interminabili lotte intestine nei due schieramenti. Ecco perché la ritrovata unità potrebbe infrangersi ancora prima del voto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5Yx96NCttI/AAAAAAAAAIA/LKDwWhlFmgs/s1600-h/bassolino_deluca.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446595739016935122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 236px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5Yx96NCttI/AAAAAAAAAIA/LKDwWhlFmgs/s320/bassolino_deluca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Elezioni regionali e provinciali: molte polemiche e pochi fatti. A farne le spese i partiti maggiori che, nella scelta delle candidature, hanno dovuto fare i conti con le speranze, gli egoismi e, in certi casi, con l’arroganza dei propri quadri dirigenziali.&lt;br /&gt;Si comincia dal Partito democratico, dove molti iscritti hanno deciso di abbandonare la nave in avaria, segnando la resa dei conti di un partito che stenta a decollare. Il giovane segretario regionale, Enzo Amendola, è in balia di correnti interne (ed esterne) che ne condizionano ogni mossa. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha già annunciato che, in caso di elezione, gestirà personalmente gli assessorati di Sanità, Bilancio e Fondi Europei: un importante segnale di sfiducia nei confronti degli uomini del suo stesso partito. A nulla sono serviti gli incontri di facciata con Antonio Bassolino, o l’abbraccio con Antonio di Pietro. De Luca è solo, solissimo e, probabilmente, a partire dal 30 marzo sarà ancora più solo. Le scelte e gli atteggiamenti del candidato hanno provocato una frattura insanabile nel partito; a Napoli e Caserta, infatti, Bassolino può contare ancora su numerose forze e c’è da giurare che non si arrenderà così facilmente alla sua deposizione.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la provincia di Caserta la situazione è, se possibile, ancora più grave. Molti sostenitori del Pd si chiedono dove siano finite le qualità che hanno portato Enzo Iodice a diventare il segretario provinciale dei "democrats"; e pensare che proprio Iodice non esitava a definirsi un garante e perno d’equilibrio per la crescita del partito, caratteristiche che in realtà sono svanite con l’autosgretolamento della "sua" stessa creatura. Così Lorenzo Diana ha scelto di abbandonare il partito per approdare all’Idv, seguito a ruota da altri personaggi che hanno fatto la storia (brevissima) del Pd, come Nicodemo Petteruti e Piero Squeglia, finiti nell’Api di Francesco Rutelli. Ma quella del Pd non è l’unica telenovela: anche lo schieramento di centrodestra ha dovuto fare i conti con vecchie ruggini trasformate in fazioni contrapposte. La scelta di candidare Stefano Caldoro alla guida della Regione si è rivelata più problematica di quel che sembrava all’inizio. L’ex ministro, in effetti, come dichiarato dall’onorevole Italo Bocchino in una recente intervista rilasciata qualche tempo fa a "Fresco di Stampa", era un nome gradito all’area "finiana"&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3520580093718569462?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3520580093718569462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/03/ceravamo-tanto-armati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3520580093718569462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3520580093718569462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/03/ceravamo-tanto-armati.html' title='C’ERAVAMO TANTO ARMATI…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5Yx96NCttI/AAAAAAAAAIA/LKDwWhlFmgs/s72-c/bassolino_deluca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-634276919409552258</id><published>2010-03-09T03:20:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T03:31:59.325-08:00</updated><title type='text'>VENT’ANNI DI “CACCIA AL NERO”</title><content type='html'>&lt;div&gt;Dal barbaro omicidio di Jerry Masslo all’incendio del ghetto di Villa Literno, fino alla strage di San Gennaro. Terra di Lavoro, la Rosarno silenziosa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5YxpYdmB5I/AAAAAAAAAH4/wQwLP65YRWI/s1600-h/immigrati_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446595386362169234" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5YxpYdmB5I/AAAAAAAAAH4/wQwLP65YRWI/s320/immigrati_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono storie che non si vorrebbero mai raccontare, episodi che si vorrebbe fossero soltanto brutti incubi da scacciare al risveglio, relegandoli nel fondo delle nostre coscienze. Si vorrebbe, ma non si può. Le province a cavallo di Napoli e Caserta da vent’anni vivono il fenomeno dell’immigrazione, specie quella africana, in maniera ambivalente. Da un lato, la considerazione del diverso come merce da usare e sfruttare. Dall’altro una pacifica tolleranza, fatta di indifferenza e cordialità. Correva l’anno 1989 e un giovane sudafricano, Jerry Masslo, ebbe a dichiarare: «Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, invece sono deluso. Avere la pelle nera è un limite alla convivenza civile. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro Paese ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato e solo allora ci si accorgerà che esistiamo». Quel ragazzo, di lì a qualche giorno, morirà nelle campagne di Villa Literno sotto i colpi di alcuni balordi del posto. Volevano rapinarlo di tutti i suoi risparmi e alla sua opposizione non esitarono a sparargli al ventre. Masslo aveva solo 29 anni e fuggiva dall’apartheid. In Italia credeva di trovare la libertà, ma ad attenderlo ci fu solo la schiavitù dei campi di pomodoro di Villa Literno. L’Italia intera, dopo la sua morte, si mobilitò; il sud in particolare da culla dell’intolleranza sembrava essere divenuto finalmente l’epicentro del rinnovamento. Ministri e sottosegretari fecero a gara nel promettere sviluppo e occupazione, condicio sine qua non, dicevano, per l’integrazione di tutti i rifugiati di ogni parte del mondo. Allo sdegno generale seguì addirittura una legge, quella presentata dal ministro Guardasigilli di allora, Claudio Martelli, primo tentativo di regolamentare in maniera sistematica il fenomeno dell’immigrazione. Passarono però solo cinque anni ed ecco che una ventata d’odio si abbatté nuovamente su Terra di Lavoro e dintorni: un incendio doloso devastò il "ghetto" di Villa Literno, un non luogo fatto di baracche e rifiuti dove erano stipati fino a 2000 extracomunitari senza fissa dimora. Non ci furono vittime, ma solo per caso. Nel campo, infatti, erano presenti 50 persone, il resto si era spostato temporaneamente in Puglia per la stagione della raccolta dell’uva. Unico movente: l’intolleranza razziale. Diciotto anni e nel settembre 2008 la storia sembra ripetersi, ma se possibile con una ferocia ancora maggiore. Castelvolturno, km 43 della strada Domiziana, sartoria Ob Ob exotic faschions: a cadere sotto un’interminabile gragnola di colpi sono sei africani, loro unica colpa avere la pelle nera, come i veri obiettivi dell’attentato: i ras della mafia nigeriana che il clan locale voleva rimettere al loro posto. Autori della strage il camorrista Giuseppe Setola e i suoi accoliti, nelle loro menti criminali quella voleva essere solo una lezione da dare ai "negri"&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-634276919409552258?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/634276919409552258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/03/ventanni-di-caccia-al-nero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/634276919409552258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/634276919409552258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/03/ventanni-di-caccia-al-nero.html' title='VENT’ANNI DI “CACCIA AL NERO”'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5YxpYdmB5I/AAAAAAAAAH4/wQwLP65YRWI/s72-c/immigrati_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2670955279784303419</id><published>2010-03-09T03:17:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T03:30:36.040-08:00</updated><title type='text'>«QUEI PENTITI CI SERVONO»</title><content type='html'>Giuseppe Ayala, storico Pm nel maxi processo contro Cosa Nostra, spiega perché Gaspare Spatuzza va ascoltato. E ricorda che i collaboratori possono mettere in difficoltà anche la camorra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5Yw_pAxLAI/AAAAAAAAAHw/o3SfnkIqV6A/s1600-h/Giuseppe-Ayala.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446594669250161666" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5Yw_pAxLAI/AAAAAAAAAHw/o3SfnkIqV6A/s320/Giuseppe-Ayala.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il giudice Giuseppe Ayala (nella foto), per svariate legislature senatore della Repubblica, è stato Pubblico ministero nel primo maxi processo contro Cosa Nostra, quando furono comminati oltre duemilaseicento anni di galera, molti dei quali a carico di Totò Riina, all’epoca illustre latitante. Ed è proprio questa sua grande mole di lavoro processuale, congiuntamente all’esperienza maturata nella politica, a renderlo, allo stesso tempo, memoria storica dell’antimafia italiana e profondo conoscitore di quanto è accaduto nel nostro Paese negli ultimi trent’anni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dottor Ayala, lei faceva parte di quello staff di magistrati palermitani che hanno scritto pagine della storia giudiziaria e sociale italiana. Le vorrei chiedere quale idea ha maturato del pentitismo, magari partendo proprio dalle recenti dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È un dato di fatto che, senza i collaboratori di giustizia, non avremmo conosciuto la vera struttura di Cosa Nostra e delle altre mafie. E questo al di là di tutte le polemiche che si sono sviluppate nel corso degli anni. Per quanto riguarda Spatuzza, naturalmente non me ne occupo io direttamente. Le pongo comunque una semplice riflessione a voce alta. Ho avuto modo di leggere le dichiarazioni di questo collaboratore a proposito del furto della Fiat 126 che fu imbottita di tritolo e usata per fare saltare in aria Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Ebbene, spulciando tra le carte si legge che – secondo il mafioso in questione – fu necessario cambiare i freni dell’auto perché non erano funzionanti. Successivamente, una perizia scientifica in merito ha potuto costatare la veridicità di quanto affermato da Spatuzza. Ora, per carità, ciò non significa che le deposizioni di costui debbano essere sempre prese per oro colato, ma che si tratti di un personaggio ben informato su alcuni fatti ed episodi mi pare sia indiscutibile.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non posso esimermi dal chiederle un ricordo di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, insieme ai quali ha lavorato, gomito a gomito, per un decennio. Che uomini erano?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Uomini di una straordinaria semplicità, assolutamente lontani dalle figure stereotipate di supereroi. Grandi magistrati, dotati di un acume superiore alla media e capaci di contagiare con il loro entusiasmo tutti gli altri dello staff&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2670955279784303419?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2670955279784303419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/03/quei-pentiti-ci-servono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2670955279784303419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2670955279784303419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/03/quei-pentiti-ci-servono.html' title='«QUEI PENTITI CI SERVONO»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S5Yw_pAxLAI/AAAAAAAAAHw/o3SfnkIqV6A/s72-c/Giuseppe-Ayala.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6439681348405215759</id><published>2010-02-09T02:59:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T03:23:08.142-08:00</updated><title type='text'>REGIONE, CALDORO MARCATO A VISTA NEL PDL</title><content type='html'>Il centrodestra indica l’ex ministro socialista come proprio candidato, mentre si accende la faida tra Cosentino e Bocchino. I democratici divisi tra"bassoliniani" e "delucani"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3FA5lqJI-I/AAAAAAAAAHo/yJ8v_OlaMXM/s1600-h/caldoro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436197583318492130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 280px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3FA5lqJI-I/AAAAAAAAAHo/yJ8v_OlaMXM/s320/caldoro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Giovane, intelligente e di bell’aspetto». A meno di due mesi dalle elezioni, finalmente, i desideri del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sono stati realizzati. Il candidato del Pdl alla guida della Regione Campania è Stefano Caldoro (nella foto). Presidente del Nuovo Psi e con un passato da ministro nel secondo governo Berlusconi, Caldoro è stato ritenuto dall’intera dirigenza nazionale del Pdl l’uomo adatto alla sfida elettorale del prossimo mese. L’affaire Nicola Cosentino, però, ha lasciato enormi strascichi all’interno del Popolo della libertà campano, diviso tra "cosentiniani" e "anti-cosentiniani". Nelle settimane successive alla richiesta di arresto per il sottosegretario, fino alla metà di gennaio, la dialettica interna al partito di centrodestra, più che sui nomi dei papabili candidati, si è incentrata sull’influenza che l’esponente forzista avrebbe potuto avere sul candidato governatore. Il segretario del Nuovo Psi, prima di ottenere la candidatura, ha dovuto affrontare mille insidie; Cosentino, infatti, avrebbe chiesto a Berlusconi ampie garanzie, pretendendo voce in capitolo e collaborazione con il candidato presidente. Ma, nonostante la scelta di Caldoro, gli animi non si sono placati. Ci sono da selezionare gli uomini che, in caso di vittoria alle elezioni, dovrebbero occupare gli assessorati e la presidenza delle aziende e dei consorzi regionali. La diaspora interna al partito campano può essere semplificata a due soli nomi: Nicola Cosentino e Italo Bocchino, una rivalità che rispecchia gli attriti presenti anche a livello nazionale tra gli ex di Alleanza nazionale e di Forza Italia. Gli assessorati chiave sono quelli delle Risorse produttive, della Formazione e lavoro e soprattutto della Sanità, un tris di cariche che Cosentino spera di dirottare sui suoi uomini fidati, con l’obiettivo di controllare, da dietro le quinte, l’intera regione. Le speranze del sottosegretario all’Economia, però, saranno ridimensionate dalla pressione di Gianfranco Fini e Bocchino, i quali, dopo la concertazione che ha portato alla scelta di Caldoro, pretendono ampia voce in capitolo nella scelta degli assessori. Ciò che gli uomini di An temono è la perdita totale di radicamento sul territorio campano. Negli ultimi anni, infatti, mentre Bocchino lavorava nelle stanze romane, Cosentino, sostenuto da Mario Landolfi, è riuscito a piazzare nelle province di Napoli, Avellino e Salerno propri uomini di fiducia, arrivando a ottenere un consenso scalfito solo dalle indagini della magistratura sui presunti affari che legherebbero il sottosegretario al clan dei Casalesi. Stefano Caldoro, di qui al prossimo mese, avrà dunque un compito delicatissimo: dovrà essere capace di mediare e sanare le eventuali fratture che potrebbero aprirsi, obiettivo essenziale per ottenere un mandato solido e che, nel caso di vittoria, possa durare per tutto il quinquennio. Se nel Pdl la situazione non è delle migliori, nel Pd le cose vanno anche peggio. Tra dichiarazioni, smentite, accordi, litigi, compromessi e interventi di dirigenti nazionali si è arrivati ad una situazione di caos che nell’elettorato ha prodotto solo disorientamento e sconforto. Enzo Amendola, da tutti indicato come l’uomo del risorgimento del centrosinistra campano, non è riuscito a dare un senso a questo partito che, ancora oggi, a pochi giorni dalla scelta definitiva, è vittima di fortissimi scontri tra Antonio Bassolino e Vincenzo De Luca&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6439681348405215759?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6439681348405215759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/02/regione-caldoro-marcato-vista-nel-pdl.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6439681348405215759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6439681348405215759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/02/regione-caldoro-marcato-vista-nel-pdl.html' title='REGIONE, CALDORO MARCATO A VISTA NEL PDL'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3FA5lqJI-I/AAAAAAAAAHo/yJ8v_OlaMXM/s72-c/caldoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-4879494858112321154</id><published>2010-02-09T02:54:00.000-08:00</published><updated>2010-02-09T03:55:35.161-08:00</updated><title type='text'>NEOMELODICI, PER UN PUGNO DI FANS…</title><content type='html'>Concorrenza spietata, incisioni e passaggi in tv costosissimi, qualche volta una strizzata d’occhio al boss locale. Ecco quanto vale il successo a Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Eloise Buompane e Giovanni Improda &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3E_tGuLfbI/AAAAAAAAAHg/UY_xhUMaEQs/s1600-h/neomelodici.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436196269343866290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3E_tGuLfbI/AAAAAAAAAHg/UY_xhUMaEQs/s320/neomelodici.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È un fenomeno in crescita, incontrollabile, indescrivibile: almeno quindici cantanti nascono artisticamente ogni giorno a Napoli. Decine di nuovi interpreti neomelodici (nella foto, un cantante napoletano) affollano le emittenti radio-televisive private, giovani in cerca di successo e disposti a tutto pur di sfondare, interessati più all’apparire che all’essere, sono sfornati quotidianamente dalle tante e più case discografiche che, spesso apparse dal nulla, scompaiono altrettanto magicamente. Perché? Lavorare stanca, studiare richiede sacrifici, ed ecco che i ragazzi, attratti dalle lusinghe di un bel mondo sempre disponibile a reclutare nuovi adepti senza talento e senza umiltà, giocano a fare i divi, a fare i superiori fin quando l’illusione dura, fin quando il pubblico non si stanca e decide di cambiare canale. Perché il mondo dei neomelodici ha le sue regole, i suoi giochi, i suoi compromessi. E i suoi tempi.&lt;br /&gt;Ma chi sono, oggi, questi "artisti"? Cantanti come Alessio e Raffaello hanno dato via ad un nuovo ciclo nel mondo dei neomelodici e tantissimi giovani, imitandoli, vogliono diventare cantanti, anche se il talento, come spesso accade, manca del tutto o quasi. Oggi basta saper apparire, sapere quale taglio di capelli esibire a un concerto, basta indossare abiti all’ultima moda e fare complimenti "zuccherosi" alle fan per affermarsi come idoli delle folle!&lt;br /&gt;Questo successo di carta non è certo destinato a durare a lungo; molti giovani, soprattutto per motivi economici, abbandonano le scene dopo appena pochi mesi di attività. Per incidere un cd, infatti, occorrono somme comprese tra i 5.000 e i 10.000 euro, mentre ulteriori 1.500 euro mensili vanno via per spese pubblicitarie su emittenti radiofoniche. E se si vuole far passare un video in tv, sono necessari 400-500 euro l’ora. Cifre astronomiche, ma i cantanti non guadagnano nulla dalla vendita dei cd, schiacciati dal mercato dei "pezzotti"; l’unico modo possibile per far quadrare le spese è quello degli ingaggi nei ristoranti e nei locali, per feste, cerimonie, banchetti. E molti, pur di far carriera, scendono a compromessi con produttori discografici senza scrupoli che promettono tanto successo, a patto però che si ceda ai loro ricatti o magari – nel caso di aspiranti starlette – alle loro voglie. Tutto può succedere in questo mondo fantasma dove nessuno dice nulla, e nessuno si lamenta. Costretti ad autofinanziarsi, i giovani cantanti emergenti non disdegnano di dedicare canzoni al boss del paese nella speranza di poter catturare la sua simpatia e servirsi dei suoi "favori" in caso di difficoltà economiche: perché qui, si sa, vince chi ha più soldi, diventa famoso chi ha più pubblicità!&lt;br /&gt;Già nel 2006 l’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato attaccò il mondo dei neomelodici e li definì «portatori di una cultura che fa del camorrista un eroe, del carcerato un personaggio positivo mentre chi lo denuncia è un infame». All’epoca sorsero innumerevoli polemiche, scatenate dai molti artisti desiderosi di precisare che la musica neomelodica non è solo questo, ma non si può nascondere che purtroppo è molto facile riscontrare in alcune canzoni la celebrazione della violenza e della delinquenza. Si deve ammettere che il successo e la gloria fanno gola un po’ a tutti, ma è pur vero che vedere bambini, guidati chissà da chi, cantare canzoni sui traffici di droga e bambine vantarsi di essere le fidanzate di "Giggin o’bell", già pericoloso criminale a nemmeno dieci anni compiuti, sembra davvero troppo!&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-4879494858112321154?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/4879494858112321154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/02/neomelodici-per-un-pugno-di-fans.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4879494858112321154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/4879494858112321154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/02/neomelodici-per-un-pugno-di-fans.html' title='NEOMELODICI, PER UN PUGNO DI FANS…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3E_tGuLfbI/AAAAAAAAAHg/UY_xhUMaEQs/s72-c/neomelodici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7223880832393004562</id><published>2010-02-09T02:47:00.000-08:00</published><updated>2010-02-09T02:59:30.930-08:00</updated><title type='text'>REGI LAGNI: FASTI, DEGRADO E RISANAMENTO</title><content type='html'>I canali borbonici, da decenni ricettacolo di rifiuti, potrebbero essere finalmente recuperati. Bassolino: «La bonifica è fondamentale per rilanciare un territorio importante per lo sviluppo della Campania»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3E-yZT2IyI/AAAAAAAAAHY/rsbvXEGl56c/s1600-h/regi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436195260721406754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3E-yZT2IyI/AAAAAAAAAHY/rsbvXEGl56c/s320/regi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un sistema di canali esteso su oltre 1100 chilometri quadrati, comprendenti 103 comuni e due province. Il bacino idrografico dei Regi Lagni (nelle foto), voluto dai Borboni nel ’600, è un trionfo della lungimiranza degli uomini del passato e della mediocrità di quelli del presente.&lt;br /&gt;L’insieme dei canali è composto da un’asta principale lunga circa 80 chilometri, a cui ne vanno aggiunti altri 200 di condotti secondari. Un’area, quella dei Lagni, che partendo dalla foce situata a Pinetamare, si estende dai monti Tifatini nel Casertano, fino alle propaggini del Somma-Vesuvio nel Napoletano, passando per i monti di Avella e del Partenio situati ai confini con l’Avellinese. Notevoli anche i numeri della portata d’acqua: 3000 litri al secondo in tempo di asciutto, che possono arrivare a 650.000 in caso di piena. Nelle intenzioni di chi la ideò, l’immensa opera idrica doveva servire a incanalare le acque dei fiumi in caso di inondazioni, prevenendo in tal modo disastri ambientali. Attualmente ciò che ne rimane è soltanto un ricettacolo di rifiuti. Muoversi lungo i canali è come catapultarsi in uno spicchio d’inferno attorniato da uno spaccato di paradiso. Al di là degli argini, il verde lussureggiante della vegetazione mescolato al marrone scuro dei campi appena arati; al di qua, lungo il corso d’acqua, un termometro della stoltezza umana. Balle di scarti calzaturieri, vecchie coperture in amianto, elettrodomestici e materiali edili si mescolano ai colori spenti della vegetazione che fa loro da triste contorno.&lt;br /&gt;Secondo le ultime rilevazioni eseguite dall’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania), lo stato di inquinamento delle acque è "Stato Ecologico di Classe 5". Da àncora di salvezza, quindi, per una terra da sempre soggetta a rischi idrogeologici, i Regi Lagni si stanno trasformando in una bomba ecologica dal potenziale distruttivo imprevedibile. A lanciare il grido d’allarme sono Angelo Morlando e Concetta Porto, rispettivamente ingegnere e geologo. I due sottolineano con forza come «lo stato generale dell’attuale inquinamento delle acque è da ritenersi senz’altro preoccupante, tale da richiedere una seria programmazione a medio-lungo termine». Tra le cause dell’inquinamento sono da annoverarsi senz’altro, dicono i tecnici: «Scarichi non autorizzati, versamenti di sostanze illecite o carcasse di animali riversate nei canali grazie soprattutto alla mancanza di reti di protezione lungo gli argini»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7223880832393004562?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7223880832393004562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/02/regi-lagni-fasti-degrado-e-risanamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7223880832393004562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7223880832393004562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2010/02/regi-lagni-fasti-degrado-e-risanamento.html' title='REGI LAGNI: FASTI, DEGRADO E RISANAMENTO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/S3E-yZT2IyI/AAAAAAAAAHY/rsbvXEGl56c/s72-c/regi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5580367957331624121</id><published>2009-12-30T03:36:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T03:39:21.002-08:00</updated><title type='text'>ECCELLENZE CHE PERDONO… TERRENO</title><content type='html'>&lt;div&gt;Mozzarella, caso peruto, mela annurca, fragole, oli e vini prestigiosi. Ma le 40 mila aziende agricole del territorio hanno a disposizione sempre meno aree coltivabili&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Falco&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs72MHypqI/AAAAAAAAAHQ/kmHYfInGRyE/s1600-h/mozzarella.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420992378623403682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs72MHypqI/AAAAAAAAAHQ/kmHYfInGRyE/s320/mozzarella.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un organismo sano, incancrenitosi a poco a poco, svuotato dall’interno di tutte le sue eccellenti qualità e colonizzato dall’orrore. Descrivere il settore agro-alimentare di Terra di Lavoro e del Napoletano significa, oggi, affrontare un discorso paradigmatico, guardare ad un modello di sviluppo fallimentare che sta distruggendo la vocazione agricola di un intero territorio. Un’area benedetta dalla sua particolare collocazione geografica, e trasformata in un ricettacolo di escrementi produttivi. Una zona, quella tra le province di Napoli e Caserta, al primo posto per la produzione alimentare. A partire dalla mozzarella di bufala (nella foto, un caseificio), le cui 34 mila tonnellate annue generano un fatturato di oltre 300 milioni di euro, rappresentando l’87% del patrimonio bufalino nazionale nella sola provincia di Caserta. Passando per i 30 vini regionali (molti dei quali Dogc, Doc e Igt), due formaggi millenari (con il "caso peruto" che è il più antico formaggio italiano, risalente a più di duemila anni fa) e attraversando le campagne di Giugliano e Parete in cui spicca la produzione di fragole, fino a giungere a Roccamonfina, nota per la sua castagna del vulcano. È un campionario di prodotti tipici di qualità, come la mela "annurca", i due tipi di olii extravergine di oliva con marchio Igt e come i tre marchi di acque minerali famosi a livello mondiale. La struttura produttiva del territorio racchiuso tra Napoli e Caserta si regge sul comparto agro-zootecnico grazie alla fertilità di un terreno che è circa tre volte superiore alla media nazionale. Le oltre 40 mila aziende che operano su 107 mila ettari di territorio, infatti, hanno una resa produttiva pari a quella di aziende collocate in altre parti d’Italia, ma con un terzo dell’estensione territoriale necessaria: 2,6 ettari per le prime contro i 7,4 delle seconde. Ma questa piacevole prosperità è inquinata da un coacervo di scelte politiche e industriali più che discutibili, che si sommano alle attività criminali riguardanti gli sversamenti abusivi di rifiuti (tossici e non). Edilizia selvaggia e abusiva, desertificazione, pianificazione industriale miope sono solo alcune delle scelleratezze che stanno stravolgendo la naturale predisposizione produttiva del territorio. A convivere con le squisitezze gastronomiche sopra descritte ci sono scempi di ogni natura. Cominciando dagli 800 e passa siti di abbandono incontrollato dei rifiuti, passando per le 458 cave (376 abbandonate o chiuse, 46 autorizzate e 36 abusive) localizzate in 75 dei 104 comuni casertani: numeri che segnalano la più alta concentrazione di cave al mondo&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5580367957331624121?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5580367957331624121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/eccellenze-che-perdono-terreno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5580367957331624121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5580367957331624121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/eccellenze-che-perdono-terreno.html' title='ECCELLENZE CHE PERDONO… TERRENO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs72MHypqI/AAAAAAAAAHQ/kmHYfInGRyE/s72-c/mozzarella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6805966774940510394</id><published>2009-12-30T03:32:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T03:41:18.465-08:00</updated><title type='text'>«UNA MOBILITAZIONE PER I BENI CONFISCATI»</title><content type='html'>Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, chiede a cittadini e istituzioni di difendere i risultati della Legge 106/96. Ecco perché&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Rosanna Marino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs67VZ-RhI/AAAAAAAAAHI/F7KsyecC3-A/s1600-h/Don-Ciotti-a-Villa-Literno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420991367503300114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs67VZ-RhI/AAAAAAAAAHI/F7KsyecC3-A/s320/Don-Ciotti-a-Villa-Literno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tredici anni fa, la legge n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie prevedeva l’assegnazione dei patrimoni di provenienza illecita ad associazioni, cooperative, enti locali, ovvero quei soggetti in grado di restituirli alla cittadinanza tramite servizi, attività sociali e lavoro. Oggi, un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. Che impatto avrà questa nuova disposizione? Qual è la reazione di chi da anni lotta contro le mafie? Lo abbiamo chiesto a don Luigi Ciotti (nella foto), presidente dell’associazione "Libera: nomi e numeri contro le mafie".&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come reagisce Libera nei confronti della norma?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con una nuova mobilitazione della "società responsabile", simile a quella che tredici anni fa ha accompagnato il cammino della legge 109 in Parlamento. Oggi come allora, attraverso la raccolta firme in tante piazze e su Internet, le foto-petizioni pubblicate sul nostro sito e le campagne di sensibilizzazione, intendiamo ribadire che i beni confiscati appartengono a tutti gli italiani onesti e che affidarli alla collettività è la scelta più giusta perché significa trarne una ricchezza diversa, fatta di condivisione, opportunità e diritti. La nostra mobilitazione è la testimonianza che molti italiani temono gli effetti della norma e la posizione apertamente contraria di diversi schieramenti politici è un segnale incoraggiante. Purtroppo la decisione di sottoporre la legge finanziaria al voto di fiducia ha complicato le cose, impedendo di fatto alla Camera e prevedibilmente anche al Senato di confrontarsi su quel singolo argomento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra»: è l’appello che Libera lancia all’Italia, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni. Cosa chiede agli uni e agli altri?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ai cittadini chiediamo di mettersi in gioco per dimostrare che i beni confiscati li sentiamo davvero "cosa nostra". A Governo e Parlamento chiediamo invece di ripensarci e ritirare la norma, perché rischia di rivelarsi un’arma a doppio taglio. Conoscendo le capacità di manovra della criminalità organizzata, le intimidazioni di cui si serve per mettere fuori gioco i possibili concorrenti, la rete di prestanome cui si appoggia per aggirare ogni controllo, è facile pensare che i primi a farsi avanti alle aste pubbliche dei beni saranno proprio i boss. Per questo motivo il timore che le mafie riescano a riappropriarsi dei loro patrimoni non ci pare per nulla infondato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa pensa dell’annuncio del ministro Roberto Maroni riguardo la creazione di un’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati ai mafiosi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’istituzione di un’unica Agenzia nazionale per i beni confiscati è una proposta che Libera avanza da tempo e siamo lieti che il ministro l’abbia fatta propria. Speriamo che alle intenzioni seguano i fatti e che questo strumento non si trasformi in una sorta di "agenzia immobiliare" che si limiti a gestire la vendita dei beni&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6805966774940510394?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6805966774940510394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/una-mobilitazione-per-i-beni-confiscati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6805966774940510394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6805966774940510394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/una-mobilitazione-per-i-beni-confiscati.html' title='«UNA MOBILITAZIONE PER I BENI CONFISCATI»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs67VZ-RhI/AAAAAAAAAHI/F7KsyecC3-A/s72-c/Don-Ciotti-a-Villa-Literno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8553671656783830054</id><published>2009-12-30T03:26:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T03:32:39.802-08:00</updated><title type='text'>BASSOLINO A SEI MESI DALLA SENTENZA</title><content type='html'>Potrebbe arrivare entro giugno 2010 il verdetto per gli otto reati contestati al governatore&lt;br /&gt;in materia di ambiente e gestione del ciclo rifiuti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs6EJ18fEI/AAAAAAAAAHA/cZrtL7GMbcU/s1600-h/Bassolino_001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420990419506592834" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs6EJ18fEI/AAAAAAAAAHA/cZrtL7GMbcU/s320/Bassolino_001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho visto con i miei occhi, nelle fosse dei rifiuti, perfino motori di lavatrici o frigoriferi interi». Queste dichiarazioni sono di Maurizio Avallone, ex dirigente del Seam (Servizio di emergenza ambientale) dell’Arpa Campania che, interrogato pochi giorni fa dai Pm di Napoli, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, ha denunciato la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania tra il 2000 e il 2004. L’interrogatorio rientra all’interno di un processo partito nel maggio del 2008, che vede ben 28 imputati tra politici, dirigenti e imprenditori, e che ha l’obiettivo di far luce sulle irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Si tratta del processo Impregilo-Bassolino.&lt;br /&gt;Le indagini, partite nella primavera del 2003, svelerebbero un fitto sistema di tipo affaristico-clientelare in cui gli unici a guadagnarci sarebbero stati imprenditori e politici campani, tra cui spiccano i nomi di Antonio Bassolino e dei vertici di Impregilo. Il governatore è sospettato di aver commesso ben otto reati differenti, tra cui frode in pubbliche forniture, concorso in truffa aggravata, interruzione di pubblico servizio, concorso in violazione delle normative ambientali, abuso d’ufficio e falso. I vertici della multinazionale, invece, sono accusati di aver bruciato un finanziamento di oltre 200 milioni di euro, versato dal Governo italiano per la gestione, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Secondo l’accusa, Bassolino, nel momento in cui era stato nominato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, non avrebbe esercitato il suo dovere di controllo, «perseguendo un disegno criminale volto a non superare l’emergenza». Per Noviello e Sirleo, il presidente della Regione non poteva non essere a conoscenza della condotta dei gestori degli impianti – le imprese consorziate Impregilo, Fibe e Fisia – che sovraccaricavano gli impianti, disincentivando la raccolta differenziata e provocando uno svernamento in discarica di oltre il 50% dei rifiuti anziché del 15% stabilito dal piano per l’emergenza. I magistrati ritengono, inoltre, che il governatore della Campania sarebbe stato complice del mancato avviamento della raccolta differenziata, della realizzazione di impianti Cdr non a norma e di ritardi nella costruzione del termovalorizzatore di Acerra, entrato in funzione solo nel gennaio del 2009&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8553671656783830054?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8553671656783830054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/bassolino-sei-mesi-dalla-sentenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8553671656783830054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8553671656783830054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/bassolino-sei-mesi-dalla-sentenza.html' title='BASSOLINO A SEI MESI DALLA SENTENZA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Szs6EJ18fEI/AAAAAAAAAHA/cZrtL7GMbcU/s72-c/Bassolino_001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6233972128763743031</id><published>2009-12-04T03:37:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T03:41:17.985-08:00</updated><title type='text'>LA TERRA DEI MILLE ABUSI</title><content type='html'>Agro aversano, Orta di Atella, litorale domizio. E poi la cintura napoletana, fino a Casalnuovo, dove è sorto un intero quartiere mai condonato. E le pratiche sono sparite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Del Franco e Nunzia Lombardi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sxj1IsM83lI/AAAAAAAAAG4/4JdgIPvgjtE/s1600-h/2_Abusivismo-lago-patria-gi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411344481938890322" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 243px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sxj1IsM83lI/AAAAAAAAAG4/4JdgIPvgjtE/s320/2_Abusivismo-lago-patria-gi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’Agro aversano a detenere il triste primato del «maggior numero di abusi edilizi su quelli compiuti in tutta la provincia di Caserta», a detta dell’assessorato regionale all’Urbanistica. 10 mila manufatti abusivi sui 15 mila presenti su tutto il territorio provinciale, 5 mila tra Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Villa Literno, 1.320 nel solo comune di San Cipriano, costituiscono il fulcro dell’incidenza del fenomeno, secondo Donato Ceglie, Sostituto Procuratore a Santa Maria Capua Vetere, che spiega: «Queste forme di abusivismo sono determinate da uno sviluppo urbanistico selvaggio, che costituisce il precipitato diretto sul territorio delle dinamiche criminali legate al cemento e del patto scellerato tra le organizzazioni criminali, che gestiscono il territorio, e gli abitanti del territorio stesso».&lt;br /&gt;Senza contare che, chiosa Ceglie, «tra tali manufatti abusivi sono probabilmente compresi anche i bunker protetti da sistemi di telecamere a circuito chiuso, che danno rifugio ai latitanti e che andranno assolutamente abbattuti – aggiunge il Pm – perché la legge torni a controllare il territorio».&lt;br /&gt;Casi analoghi sono costituiti dai comuni di Orta di Atella, attualmente oggetto di indagini che stanno verificando, secondo fonti interne alla Procura, l’eventuale carattere abusivo di ben 25 mila vani, costruiti con il benestare dell’Ufficio tecnico comunale (vedi servizio a pagina 12, ndr), e Marcianise, che fa registrare 4 mila costruzioni non a norma, dove la cementificazione selvaggia «è stata perpetrata – spiega Ceglie – anche attraverso un uso discorsivo, particolarmente raffinato, degli strumenti normativi in materia di urbanistica, soggetti alla competenza delle amministrazioni comunali».&lt;br /&gt;Altra questione è il litorale domizio, dove a parte le circa 5 mila tra villette e baracche abusive, sorte a partire dagli anni ’80 in località Pantano, su territorio di competenza dei comuni di Cellole e Sessa Aurunca, e la tristemente nota aberrazione del Villaggio Coppola Pinetamare (nella foto), continuano ad essere praticate forme di abusivismo finalizzate – nota ancora il magistrato – «allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina in un quadro di alleanze tra organizzazioni criminali autoctone e d’importazione, per la gestione di affari legati a droga e prostituzione». Soprattutto alloggi per migranti irregolari.&lt;br /&gt;Dunque l’assessorato regionale competente può, a ragion veduta, definire l’abusivismo casertano come «una vera catastrofe, troppo spesso favorita dalle amministrazioni comunali, che non vedono certi fenomeni o fingono di non vederli».&lt;br /&gt;A maggior ragione se, come afferma Ceglie, «ben 30 mila istanze presentate in tutta la provincia per beneficiare degli ultimi tre condoni edilizi non sono ancora state valutate dagli Utc, in assenza della quale valutazione non possiamo ancora sapere quante di queste costruzioni sono, in effetti, non a norma»; di conseguenza, le stime riguardanti il numero di manufatti illeciti «andrebbero probabilmente riviste al rialzo del cinquanta per cento». Fanno almeno 30 mila costruzioni: un mare di cemento abusivo.&lt;br /&gt;«Nessuno parla e intanto nei nostri territori è tutto un brulicare di asfalto e cemento, gestito dalle solite, note, imprese in odore di camorra». Così Amato Lamberti, l’ex verde, già presidente della Provincia di Napoli, sentenzia sulla situazione degli abusi edilizi della nostra regione.&lt;br /&gt;Non è un caso allora che sia complicato trovare dati aggiornati sulla questione. L’unico studio in nostro possesso è stato redatto da Legambiente ma è fermo al 2000, cioè agli ultimi due condoni.&lt;br /&gt;Emblematico è il caso di Ischia, che Legambiente definisce «l’isola leader della cementificazione selvaggia». Il Procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Aldo De Chiara, ha manifestato l’intenzione di procedere con 500 abbattimenti, ma il vescovo del luogo ha chiesto di evitare «il legalismo esasperato, in attesa del Piano Casa»... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6233972128763743031?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6233972128763743031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/la-terra-dei-mille-abusi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6233972128763743031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6233972128763743031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/la-terra-dei-mille-abusi.html' title='LA TERRA DEI MILLE ABUSI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sxj1IsM83lI/AAAAAAAAAG4/4JdgIPvgjtE/s72-c/2_Abusivismo-lago-patria-gi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5455584713468957729</id><published>2009-12-04T03:34:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T03:41:59.882-08:00</updated><title type='text'>LA BRUTTA STAGIONE DEL SOTTOSEGRETARIO</title><content type='html'>Guai su guai per Nicola Cosentino. All’inchiesta della magistratura si aggiungono i controlli della Finanza sull’azienda di famiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilena Natale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sxj0P1MYo8I/AAAAAAAAAGw/3a9kmQAtjFU/s1600-h/NicolaCosentino_007.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411343505099891650" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sxj0P1MYo8I/AAAAAAAAAGw/3a9kmQAtjFU/s320/NicolaCosentino_007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le due vicende sono separate, ma stanno dando del filo da torcere al sottosegretario all’Economia del Governo Berlusconi, Nicola Cosentino (nella foto). Sia la richiesta di arresto firmata dal Gip, Raffaele Piccirillo, sia la recente verifica fiscale della Guardia di finanza eseguita nella sede dell’Aversana Petroli, azienda della famiglia Cosentino, hanno alzato un grosso polverone. Dal 1975, anno di nascita della società di Casal di Principe leader in Campania nella compravendita di carburanti, mai erano stati passati al setaccio i conti dell’impresa, nonostante avesse un fatturato molto alto. Evidentemente, in conseguenza dell’inchiesta che ha coinvolto il sottosegretario, si sono accesi i riflettori anche sull’Aversana Petroli, la stessa azienda verso cui erano diretti i vagoni ferroviari che hanno provocato il disastro di Viareggio il 29 giugno scorso.&lt;br /&gt;Ad inserire l’impresa della famiglia Cosentino nel programma di verifiche 2009, approvato dai vertici provinciali e regionali della Guardia di finanza, è stato il comandante del Nucleo tributario, il tenente colonnello Michele Iadarola. L’ufficiale, accompagnato da otto uomini, si è recato personalmente a Casal di Principe per avviare l’operazione di controllo. I finanzieri sono rimasti all’interno dell’azienda dei Cosentino diverse settimane, per leggere e analizzare tutte le carte legate all’attività dell’Aversana Petroli. La società ha sempre dichiarato fatturati elevatissimi. Già nel 2002, l’autorità garante della concorrenza, con un dispositivo di non luogo a procedere per un contenzioso con l’Agip, a proposito di un distributore di benzina di Qualiano, aveva accertato che la società dei Cosentino fatturava 32 milioni di euro (fatturato dell’anno 2000, ndr). A distanza di dieci anni, sembrerebbe (non ci sono atti scritti, ndr) che, addirittura, gli introiti siano saliti a 80 milioni di euro. La cifra viene giustificata dall’ampliamento degli orizzonti imprenditoriali della famiglia Cosentino. Il gruppo si è man mano ingrandito e ora può contare sull’Aversana gas, l’Aversana Petroli, l’Ip Service (pompe di benzina), l’Immobiliare 6C e l’Agripont. Nicola Cosentino, allo stato attuale, non ha alcun ruolo all’interno di queste aziende. La gestione è nelle mani dei fratelli Mario, Giovanni e Antonio.&lt;br /&gt;In particolare, l’anima imprenditrice della famiglia è rappresentata da Giovanni Cosentino che è stato anche colui che ha avuto il compito di fare, se così si può dire, da cerimoniere per la Guardia di finanza durante l’ispezione. Giovanni è proprietario sia del palazzo del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, avuto in fitto negli anni dell’amministrazione di centrosinistra, guidata dall’attuale segretario del Partito democratico Enzo Iodice, sia della sede del liceo scientifico di Aversa "Giancarlo Siani". Per far capire l’anima imprenditrice di Giovanni è utile ricordare proprio un episodio relativo a questo contratto di fitto. Il contratto è stato stipulato sotto la gestione di Riccardo Ventre, esponente di Forza Italia come il fratello Nicola, ma è stato rimpolpato sotto la gestione di Sandro De Franciscis, leader del centrosinistra, passando da circa 600 mila euro all’anno, a poco meno di 900 mila... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5455584713468957729?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5455584713468957729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/la-brutta-stagione-del-sottosegretario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5455584713468957729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5455584713468957729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/la-brutta-stagione-del-sottosegretario.html' title='LA BRUTTA STAGIONE DEL SOTTOSEGRETARIO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sxj0P1MYo8I/AAAAAAAAAGw/3a9kmQAtjFU/s72-c/NicolaCosentino_007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8457363111103200816</id><published>2009-12-04T03:21:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T03:42:47.879-08:00</updated><title type='text'>«IL CENTROSINISTRA EMARGINI I SUOI EMARGINI I SUOI</title><content type='html'>Antonio Di Pietro non fa sconti agli "amici": l’alleanza col Pd passa attraverso l’esclusione delle&lt;br /&gt;candidature di chi è sotto processo. Soprattuto in Campania&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SxjzZX7e0QI/AAAAAAAAAGo/5cnbAzZdkbU/s1600-h/dipietro_003.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411342569531429122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SxjzZX7e0QI/AAAAAAAAAGo/5cnbAzZdkbU/s320/dipietro_003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;«Nicola Cosentino è davvero – o almeno di questo lui è pienamente convinto – il Silvio Berlusconi della Campania. Nel senso che, seguendo alla lettera l’insegnamento dell’uomo di Arcore, vuole utilizzare la politica per annacquare la sua posizione giudiziaria, che è gravissima, da ogni punto di vista la si voglia inquadrare. E devo dire che fa bene quella sparuta parte del centrodestra che non lo vuole governatore a opporsi a una nomination che, giusto per usare un eufemismo, è scandalosa ed espone l’Italia tutta alle critiche dei paesi europei civilizzati».&lt;br /&gt;Non fa sconti a nessuno l’ex Pm di "Mani Pulite" Antonio Di Pietro (nella foto), che sulla questione dei presunti rapporti intercorsi tra l’attuale sottosegretario alle Finanze e i clan Casalesi non ammette distinguo di alcun genere. Per Di Pietro, dunque, il caso Cosentino è solo un caso giudiziario inquietante e non deve, nella maniera più assoluta, trasformarsi nell’ennesima querelle tra politici e magistrati. Magistrati a cui, da buon ex collega, esprime la massima solidarietà.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Onorevole Di Pietro, quasi l’intero Popolo della libertà e, naturalmente, l’interessato parlano di una campagna giudiziaria ai danni di un candidato forte e vincente. L’obiezione è che le indagini sull’onorevole Cosentino risalgono a tantissimi anni fa e solo ora la magistratura le ha tirate fuori dal cassetto…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Guardi, ciò che dicono questi signori è falso. È vero che le indagini, scaturite a seguito delle dichiarazioni di alcuni pentiti, risalgono agli anni Novanta. Ma è pur vero che, secondo gli inquirenti, i rapporti tra Cosentino e i camorristi non si sono mai interrotti. E in questo fa fede il capo d’imputazione laddove, se non erro a pagina cinque, è detto che tali rapporti esistono tuttora. Ma a parte ciò, il nostro sistema giudiziario non prevede una prescrizione ab origine per reati di questo genere. Le faccio un esempio: le accuse contro Totò Riina risalgono alla notte dei tempi. Ma non per questo non si è proceduto all’arresto del capo della mafia siciliana. Che doveva fare, secondo Cosentino, il Gip Raffaele Piccirillo? Archiviare il tutto solo perché le vicende risalgono a quindici anni fa? Ma stiamo scherzando?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è l’orientamento dell’Italia dei valori per le elezioni regionali campane e per le candidature alla presidenza della provincia di Caserta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per Caserta ci stiamo attrezzando a correre da soli se il centrosinistra continuerà a "cosentineggiare", nel senso che non mi sembra affatto che in questa zona così delicata del Paese ci sia la volontà di candidare uomini di spessore e in netta discontinuità con il passato. Analogo ragionamento lo posso fare anche per la Regione. Ai nostri possibili alleati lo abbiamo detto chiaro e tondo: o si cambia registro e si individuano programmi e personaggi all’altezza della situazione e che non siano uomini di Antonio Bassolino (nella foto), oppure ognuno andrà per la propria strada. Guardi che per l’Idv non è mica un problema correre da soli. Anzi, se vogliamo ragionare in termini egoistici, ci converrebbe pure, in quanto intercetteremmo elettoralmente gran parte del diffuso dissenso che esiste in Campania, sia nei confronti dei "berluschini" sia nei confronti del centrosinistra. Mi voglio però augurare che l’ex Ulivo rinsavisca: terremo le porte aperte fino all’ultimo... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8457363111103200816?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8457363111103200816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/il-centrosinistra-emargini-i-suoi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8457363111103200816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8457363111103200816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/12/il-centrosinistra-emargini-i-suoi.html' title='«IL CENTROSINISTRA EMARGINI I SUOI EMARGINI I SUOI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SxjzZX7e0QI/AAAAAAAAAGo/5cnbAzZdkbU/s72-c/dipietro_003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6842269708576114796</id><published>2009-11-05T04:01:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T04:03:55.058-08:00</updated><title type='text'>PER LA PACE… E PER IL PANE</title><content type='html'>Sono soprattutto meridionali i soldati che partono per i fronti più rischiosi. La minaccia di una&lt;br /&gt;pallottola in cambio di uno stipendio triplicato. Ma c’è chi giura che nessuno va lì solo per soldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara e Pietro Sgambati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK_D5uHg_I/AAAAAAAAAGg/aZdIxqjfZB8/s1600-h/militari_in_afghanistan.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400588976925410290" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK_D5uHg_I/AAAAAAAAAGg/aZdIxqjfZB8/s320/militari_in_afghanistan.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il recente attentato verificatosi a Kabul, che ha visto sei membri dell’esercito italiano finire avvolti da un sudario tricolore in un triste lunedì di metà settembre, ha sollevato un’interessante questione: chi sono realmente i militari che ci rappresentano sul nostro suolo e all’estero?&lt;br /&gt;In una puntata della trasmissione Ballarò, condotta da Giovanni Floris e andata in onda il mese scorso su Rai Tre, numerosi cittadini intervistati per le strade hanno dichiarato: «L’esercito è costituito quasi interamente da meridionali che, privi di sbocchi lavorativi, non possono far altro che cercare fortuna arruolandosi». Chi si aspettava anche solo un "grazie" agli italici militari caduti sul campo è rimasto inevitabilmente deluso.&lt;br /&gt;Gli intervistati hanno puntato l’attenzione sul fatto che i soldati in missione all’estero sono ben pagati e conoscono i rischi che corrono. Messa in questo modo sembra quasi che lo Stato italiano faccia affidamento per le proprie operazioni militari solo su di un manipolo di mercenari raccattati là, dove non c’è più speranza per il proprio futuro. Ma è veramente così? «È la mancanza di opportunità di pari livello che spinge i giovani del sud verso la carriera militare». A sottolinearlo con forza è l’aviere dell’aeronautica C.D., voce sottile ma decisa, il quale spiega: «Se puoi guadagnare 1.300 euro con la licenza media è ovvio che ti arruoli e non scegli di fare il muratore».&lt;br /&gt;Altro poi il discorso relativo alle missioni di pace all’estero, ben remunerate ma non abbastanza da rischiare la vita.&lt;br /&gt;La paga per il militare risulta aumentata fino a tre volte lo stipendio. «Generalmente all’inizio – come tiene a precisare l’aviere – si viene spediti in Kosovo dove realmente si può parlare di operazioni di pace. Lì la guerra è finita da anni e i militari possono davvero occuparsi di operazioni umanitarie. Soltanto dopo diverse esperienze si affrontano missioni più rischiose». Cosa si intende poi per rischio è sempre lui a dirlo. «Se vai in Afghanistan è chiaro che metti nel conto anche di non tornare più».&lt;br /&gt;Sguardo bonario, fisico imponente e modi gentili: «Prima facevo l’elettricista, poi sono partito per la leva e ho deciso di arruolarmi». Esordisce così il caporal maggiore dell’esercito, R.R., 30 anni, con alle spalle già tre missioni, in Iraq, in Kosovo e in Libano&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6842269708576114796?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6842269708576114796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/11/per-la-pace-e-per-il-pane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6842269708576114796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6842269708576114796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/11/per-la-pace-e-per-il-pane.html' title='PER LA PACE… E PER IL PANE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK_D5uHg_I/AAAAAAAAAGg/aZdIxqjfZB8/s72-c/militari_in_afghanistan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7655015474036282324</id><published>2009-11-05T03:57:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T04:00:29.393-08:00</updated><title type='text'>«COSENTINO? CANDIDATURA INOPPORTUNA»</title><content type='html'>L’uomo forte di Gianfranco Fini in Campania detta l’agenda del Pdl sulle elezioni regionali e provinciali di Caserta. Tappeto rosso all’Udc di Zinzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK-Lf9WBFI/AAAAAAAAAGY/M9uOFRsOizc/s1600-h/Italo-Bocchino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400588007937279058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK-Lf9WBFI/AAAAAAAAAGY/M9uOFRsOizc/s320/Italo-Bocchino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Italo Bocchino (nella foto) è tra i fedelissimi del presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini. Uomo politico di spicco del Pdl nazionale, campano d’origine, ha un ruolo primario nella scelta delle candidature nella regione Campania. "Fresco di Stampa" lo ha intervistato per saperne qualcosa in più rispetto alle due importanti tornate elettorali: regionali e provinciali di Terra di Lavoro.&lt;br /&gt;Onorevole Bocchino, a sette mesi dalla nascita ufficiale, già sembrano essersi sviluppate delle fratture all’interno del Pdl. Mettendo da parte il "collante Berlusconi", non crede che il Popolo della libertà, così come il Pd, si troverà a fare i conti con le divergenze interne tra le varie correnti?&lt;br /&gt;Il Pdl ha pochi mesi di vita ed è un grande partito, rappresentativo di circa il 40% degli italiani. In una realtà così grande e ancora in fase di costruzione può anche accadere che ci sia bisogno di discutere.&lt;br /&gt;La situazione del Pd non è paragonabile con quella del Pdl: noi abbiamo valori comuni e condivisi. Nel Pd, invece, è una lotta quotidiana di tutti contro tutti, con continue minacce di scissioni e di abbandoni.&lt;br /&gt;Nel 2005 è stato sconfitto alle elezioni regionali da Antonio Bassolino. Da allora molte cose sono cambiate. Qual è il suo bilancio delle politiche bassoliniane di questi ultimi anni?&lt;br /&gt;Il bilancio del "bassolinismo" è stato fatto da Walter Veltroni, quando pochi mesi fa ha chiesto al governatore di fare un passo indietro. Oppure da Dario Franceschini, che vede in Bassolino l’emblema di un vecchio modo di fare politica al Sud, che va superato. Certo, potevano dirlo prima…&lt;br /&gt;Parliamo delle prossime elezioni regionali: Casentino, pur ambendo alla candidatura, deve fare i conti con le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che lo hanno accusato di avere rapporti con i clan dei Casalesi. Fini è contrario a una sua candidatura e pensa a Caldoro.&lt;br /&gt;Sia Nicola Cosentino, che fa il sottosegretario di Stato, sia Stefano Caldoro, già ministro della Repubblica, hanno le capacità e l’esperienza per guidare una regione difficile come la Campania. Il coordinatore regionale del partito è l’interlocutore naturale di chi rappresenta il Pdl nelle istituzioni locali. Funziona così in ogni partito organizzato sul territorio. Sono d’accordo con Gianfranco Fini quando dice che si è innocenti fino a prova contraria e che al momento non è opportuna una candidatura di Nicola. Prima di tutto, bisogna lavorare su un progetto di governo chiaro e forte da presentare ai cittadini. E poi serve una squadra di altissimo livello.&lt;br /&gt;È favorevole ad un accordo con l’Udc di Ciriaco De Mita per le elezioni regionali in Campania?&lt;br /&gt;Non solo sono favorevole, ma addirittura lo auspico. Con l’Udc abbiamo condiviso l’esperienza della lunga opposizione al "bassolinismo". E in Europa abitiamo sotto lo stesso tetto, il Ppe.&lt;br /&gt;Ovviamente l’accordo non deve essere sulle poltrone, ma sull’idea di Campania che vogliamo presentare agli elettori per governare questa regione che proviene da un decennio di cattiva amministrazione.&lt;br /&gt;A proposito di Bassolino, l’attuale governatore, al fine di ridurre la spesa sanitaria regionale, ha optato per l’accorpamento delle Asl. Lei è d’accordo?&lt;br /&gt;Esistevano sicuramente altre possibilità di azione, ma per anni la sanità in Campania è stata gestita come un centro erogatore di clientele e non di servizi. Con il risultato che la Campania ha il record di emigrazione sanitaria e il secondo deficit d’Italia, dopo il Lazio. Accorpare le Asl non basta. Bisogna prima di tutto mandare a casa chi ci ha condotti sull’orlo del baratro&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7655015474036282324?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7655015474036282324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/11/cosentino-candidatura-inopportuna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7655015474036282324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7655015474036282324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/11/cosentino-candidatura-inopportuna.html' title='«COSENTINO? CANDIDATURA INOPPORTUNA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK-Lf9WBFI/AAAAAAAAAGY/M9uOFRsOizc/s72-c/Italo-Bocchino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7393629127213684651</id><published>2009-11-05T03:52:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T04:01:07.183-08:00</updated><title type='text'>I "BISOGNOSI" DI MASTELLA</title><content type='html'>655 raccomandati tutti campani, infilati in enti controllati dalla politica come l’Arpac. L’Udeur nel mirino della magistratura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilù Musto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK9W0iogGI/AAAAAAAAAGQ/FaFfLkszv48/s1600-h/Mastella_003.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400587102929322082" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK9W0iogGI/AAAAAAAAAGQ/FaFfLkszv48/s320/Mastella_003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La classe alta, la classe bassa e chi non ha classe. C’erano proprio tutti nell’elenco reperito, durante una perquisizione, nel file del computer sequestrato dalla Guardia di finanza nella segreteria dell’ex direttore generale dell’Arpac. 655 sono i nomi di «raccomandati veri e propri» – come li definisce il Gip di Napoli, Anna Laura Alfano – catalogati per titoli di studio, età del candidato e segnalazione del politico che sponsorizzava ciascuno di loro. Seicento e oltre. Dello stesso numero degli invitati alla festa di nozze del figlio dell’ex guardasigilli, Clemente Mastella (nella foto, con Nicola Ferraro). Una storia tutta campana, perché le segnalazioni non hanno colore né partito, ma spesso hanno confini territoriali.&lt;br /&gt;«Ho aiutato dei bisognosi», ha spiegato l’ex ministro della Giustizia del Governo Prodi. Bisognosi o no, nell’elenco di raccomandati che aspettavano l’assunzione all’Arpac c’erano, probabilmente, quelli che chiedevano e, in alcuni casi, ottenevano l’assunzione nell’ente che si occupa di ambiente. A discapito di altri che titoli ne avevano ugualmente, ma non erano forniti di uno sponsor politico. C’è stato il caso, ad esempio, della decisione presa dalla commissione d’esame che doveva valutare i titoli accademici e di studio di due candidati alla direzione del periodico bimestrale «Arpacampania Ambiente». I commissari Luciano Capobianco, Pietro Funaro, Antonio Fantini, Giulio Sarno, Silvana Del Gaizo, Giovanni Ambrosino e Raffaele Barbato «nel procedere alla valutazione dei titoli – scrive il Gip – non motivarono le ragioni in base alle quali vennero attribuiti i punteggi e tantomeno motivarono la ragione per la quale a Pietro Funaro, che aveva solo una laurea triennale in "servizi sociali", venne attribuito il massimo punteggio sui titoli accademici (5), e al suo diretto concorrente, che aveva un diploma di laurea quadriennale in Scienze Politiche, il punteggio più basso (0)». Questo, almeno, è lo scenario delineato da un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero della Procura di Napoli, Francesco Curcio. Tanti i numeri dell’indagine. Sessantatre gli iscritti nel registro degli indagati e una raffica di misure cautelari per una serie di accuse spiccate a vario titolo a politici dell’Udeur, che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, abuso d’ufficio, turbata libertà, falso materiale e ideologico. Da un lato i politici, dall’altro i dirigenti e i dipendenti che chiedevano le raccomandazioni. Al centro: un vortice che collocava «persone dell’Udeur» nei punti strategici del potere pubblico casertano e campano. Tutto come dieci mesi fa, quando Sandra Lonardo, moglie di Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania, era stata accusata di aver fatto pressione per la nomina di due primari all’ospedale di Caserta. Nero su bianco, lo avevano scritto i Pm, Alessandro Cimmino e Maurizio Giordano il 2 novembre 2007, quando avevano ascoltato il dirigente dell’ospedale Luigi Annunziata. «Il presidente Lonardo mi chiese di nominare il primario di ginecologia. Io dissi che non era possibile – aveva spiegato ai magistrati Annunziata – si trattava di tal Passaretti che mi fu prima indicato dal Ferraro. Il presidente si interessò. Il Ferraro fu più perentorio, proprio e anche per i suoi modi. So perfettamente che ogni giorno, ossia appena può, il presidente Lonardo chiede la mia rimozione all’assessore Montemarano (assessore regionale alla Sanità, esponente del Pd, ndr). Ricordo che mi chiese anche altro – aveva continuato a spiegare in Procura a Santa Maria Capua Vetere il dirigente – di nominare il primario in neurochirurgia indicatomi in Cantone. So questa circostanza perché la moglie del Cantone, tale Cingotti, mi disse che aveva parlato con la Lonardo andando a Ceppaloni per far raccomandare il marito. In seguito la Lonardo, prima delle elezioni comunali a Caserta, mi chiese come mai non avessi fatto niente per Cantone, io le dissi che non avrei fatto nulla. Dopo questi dinieghi si verificò l’interpellanza parlamentare regionale». Pressioni su pressioni. Oltre al filone che solleva il sipario sul presunto scandalo dei «raccomandati», la Procura nella seconda indagine contesta a Mastella un tentativo di concussione in concorso con altri esponenti del suo partito – il segretario regionale Antonio Fantini, gli ex consiglieri regionali Nicola Ferraro e Fernando Errico e l’ex assessore regionale Andrea Abbamonte – per costringere il direttore sanitario dell’ospedale Santobono di Napoli a nominare primario Bruno Rolando (indagato anche lui) in seguito alla sua opposizione. Il direttore sanitario avrebbe ricevuto intimidazioni, come la presentazione di una interpellanza nei suoi confronti&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7393629127213684651?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7393629127213684651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/11/i-bisognosi-di-mastella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7393629127213684651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7393629127213684651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/11/i-bisognosi-di-mastella.html' title='I &quot;BISOGNOSI&quot; DI MASTELLA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SvK9W0iogGI/AAAAAAAAAGQ/FaFfLkszv48/s72-c/Mastella_003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7669476678741401068</id><published>2009-10-01T04:07:00.000-07:00</published><updated>2009-10-02T01:45:30.658-07:00</updated><title type='text'>LAVORO, LE CANNONATE DELLA CRISI</title><content type='html'>Dal Molino Chirico di Teverola, svenduto per ripianare debiti societari, alla Montefibre di Acerra e all’Alcatel di Battipaglia. Operai alle corde, proteste disperate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Falco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSRMUoswJI/AAAAAAAAAGI/xQp9xtnXnhM/s1600-h/proteste_precari.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387590695125827730" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSRMUoswJI/AAAAAAAAAGI/xQp9xtnXnhM/s320/proteste_precari.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È possibile, in tempi di recessione, che un’azienda solida chiuda, mandando sul lastrico 51 lavoratori? È possibile che decine di famiglie vengano abbandonate, in ostaggio del caso, senza alcuna luce sul futuro? È possibile. Questo ed altro, in Italia e dalle nostre parti. È la storia dei 51 lavoratori del pastificio Molino Chirico di Teverola (nelle foto). L’azienda in cui lavoravano ha cessato la produzione da quattordici mesi, loro vengono cassintegrati. Da maggio non percepiscono nemmeno più la cassa integrazione, che scadrà definitivamente a novembre di quest’anno.&lt;br /&gt;Una storia diversa dalle altre. «Fino al 2007 – protestano – lavoravamo 7 giorni alla settimana, 24 ore su 24: riposavamo solo a Pasqua e Natale». I lavoratori raccontano una storia che con la crisi ha ben poco a che fare. «Il settore della pasta è uno dei pochi, se non l’unico, a non aver risentito della crisi», ci tiene a sottolineare Giovanni Macari, una moglie e un figlio, come la stragrande maggioranza degli ex impiegati. Cosa c’è che non va, allora? «L’azienda è stata scarnificata: c’è rimasto lo scheletro. Ha debiti per 17,5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni costituiscono debiti provenienti da altre società. Le carte sono già in mano al curatore fallimentare e all’orizzonte zero compratori. Ci credo, farebbero prima a comprare tutto daccapo!».&lt;br /&gt;Alcuni dei lavoratori spiegano l’anomalia come frutto di abili manovre finanziarie della proprietà, a danno della solidità del bilancio aziendale. «La produzione, se lo vuole sapere, è stata dirottata sugli stabilimenti D’Apuzzo e Liguori, a Gragnano, e qui hanno lasciato i debiti». Il gruppo Pam, attuale proprietario, rilevò nel 2001 questo antichissimo pastificio, sorto nel 1896, promettendo solidità aziendale e serietà. Quali prospettive, chiediamo, offrono adesso i proprietari? "Cercatevi il lavoro", questa è stata la loro risposta».&lt;br /&gt;Una situazione incredibile per gli operai, molti dei quali hanno ereditato il posto di lavoro dai rispettivi padri. Negli occhi, la rabbia per una loro creatura, il loro posto di lavoro, ma anche la loro azienda. La sentono come una figlia, questa realtà produttiva trasformata in una specie di bad company, con le good company rappresentate dalle altre società del gruppo. Dannati e beffati, intanto, i lavoratori non ci stanno: in sciopero della fame hanno occupato l’azienda, salendo sul tetto e minacciando di lanciarsi da dieci metri. Non escludono, per far sentire la loro voce, forme più estreme di protesta. Hanno avuto incontri col governatore Antonio Bassolino, hanno ottenuto la solidarietà dei sindaci dell’Agro aversano: ora aspettano che si alzi una voce dal Governo, col sottosegretario Nicola Cosentino. «Vede lì dentro?», ci indica uno di loro&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7669476678741401068?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7669476678741401068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/10/lavoro-le-cannonate-della-crisi-dal.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7669476678741401068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7669476678741401068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/10/lavoro-le-cannonate-della-crisi-dal.html' title='LAVORO, LE CANNONATE DELLA CRISI'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSRMUoswJI/AAAAAAAAAGI/xQp9xtnXnhM/s72-c/proteste_precari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6469844847497773012</id><published>2009-10-01T04:04:00.000-07:00</published><updated>2009-10-02T01:46:02.423-07:00</updated><title type='text'>UNA SVOLTA? C’È IL GRANDE FRATELLO!</title><content type='html'>Voglia di cambiare, rifiuto del lavoro, desiderio del successo facile. Le illusioni dei ragazzi che affollano i casting per entrare nella "casa"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Carmen Granito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSNG64rIaI/AAAAAAAAAGA/FzT_Uad2ego/s1600-h/grande_fratello.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387586204267651490" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSNG64rIaI/AAAAAAAAAGA/FzT_Uad2ego/s320/grande_fratello.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mugnano, Villaricca, Marano, Giugliano, Aversa, Santa Maria Capua Vetere: quasi il 15% dei casting del Grande Fratello 10 si concentrano nella zona tra Napoli e Caserta. In Campania hanno partecipato in tutto circa 12.000 persone. Chi sono queste folle di aspiranti? Cosa cercano? Cosa sperano?&lt;br /&gt;Simona è di Napoli, ha 26 anni, il naso rifatto in stile elfico e le labbra rosa shocking gonfiate alla Nina Moric. Fa provini da quando era piccola, incoraggiata dalla mamma che vorrebbe vederla in Tv. Le piace il mondo dello spettacolo, ma quando le chiedo cosa vorrebbe fare in particolare, cala un silenzio imbarazzante. Passo alla sua amica Valentina, 24 anni, di ritorno da Milano Marittima, iscritta a un fittizio terzo anno di Sociologia che non esiterebbe a lasciare se avesse successo al GF: «È inutile che diciamo sciocchezze, è ovvio: è una prospettiva più facile» mi risponde guardandomi da un paio di Ray Ban color seppia mentre soffia di lato il fumo della sigaretta. Fin qui tutto nella norma, ci pare. Aspiranti veline/vallette/showgirl che vogliono "lavorare con l’immagine". Troppo facile, però, queste le abbiamo notate subito.&lt;br /&gt;Tutt’intorno, invece, l’ingresso del Duel Village di Caserta, sede di una sessione di casting, brulica di decine e decine di persone comuni, di quelle che non danno nell’occhio. Elena Chianese (26 anni, San Nicola la Strada) è ragioniere, ma lavora in un call-center con un contratto a progetto; ciononostante, ha un sorriso contagioso: «Sono qui ai provini per cercare di dare una svolta. Con qualche soldino in più vorrei aprire un locale tutto mio…». Anche Raffaele Mincione (23 anni, Macerata Campania) è un operatore call-center, nonostante abbia studiato come perito informatico: «Non mi è servito a trovare lavoro e ora sono qui per dare una svolta alla mia vita. Se riuscissi a entrare nella casa, aprirei un’attività in proprio (che oggi è la cosa più sicura) e potrei mettere su famiglia». Siete soddisfatti della vostra vita? «Non è che la nostra vita non vada – risponde Elena, che fa da portavoce – solo che è una vita normale, scivola nel banale».&lt;br /&gt;Giovani precari, quindi, ma anche studenti universitari preoccupati per il futuro. Valentina (19 anni, Caserta) si è appena iscritta a Scienze dell’Educazione; le piacciono i bambini e ha sempre voluto fare la maestra, ma da quando ha seguito la prima edizione del GF sogna di partecipare. Se dovesse andar bene, lasceresti l’università? «Non avrei dubbi: la televisione è un mondo che offre molte più possibilità»&lt;em&gt;...continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6469844847497773012?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6469844847497773012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/10/una-svolta-ce-il-grande-fratello-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6469844847497773012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6469844847497773012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/10/una-svolta-ce-il-grande-fratello-di.html' title='UNA SVOLTA? C’È IL GRANDE FRATELLO!'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSNG64rIaI/AAAAAAAAAGA/FzT_Uad2ego/s72-c/grande_fratello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7111847431401613594</id><published>2009-10-01T04:00:00.000-07:00</published><updated>2009-10-02T01:46:18.914-07:00</updated><title type='text'>«GLI ONESTI NON PERDANO LA SPERANZA»</title><content type='html'>È l’appello di Luigi De Magistris, il Pm delle inchieste Poseidone e Why not. Che da Strasburgo spulcia nei flussi di fondi diretti in Campania&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilù Musto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSMfAXbxpI/AAAAAAAAAF4/bKnK1ShYOU0/s1600-h/magistris%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387585518544078482" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSMfAXbxpI/AAAAAAAAAF4/bKnK1ShYOU0/s320/magistris%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sto per prendere parte ad una riunione, ma posso rispondere alle domande di una giornalista. Dimmi ciò che vuoi sapere». È Luigi De Magistris (nella foto) che parla, l’ex Pm delle inchieste Poseidone e Why not, ora parlamentare dell’Italia dei Valori a Strasburgo, eletto con circa mezzo milione di voti. Riccioli sempre in ordine – imbalsamati dal gel per capelli – e un aspetto serioso, ma aperto al confronto. È disponibile a rilasciare un’intervista, non perde il contatto con la realtà, nonostante da circa tre mesi a questa parte sia impegnato a Strasburgo come presidente della Commissione controllo bilancio dell’Unione Europea. Potrà verificare gli stanziamenti ai diversi Paesi europei e il loro reale utilizzo, colpire le frodi, informare i cittadini italiani attraverso la rete. Quello che non è riuscito a fare da magistrato, lo farà da parlamentare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sulle ragioni che l’hanno portato a scegliere la politica, la prima è quella di aver preso atto che non le era stato consentito più di fare il suo mestiere. Ora che è entrato in politica, c’è un pregiudizio nei suoi confronti da parte di esponenti di altri partiti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lo stato di salute dello Stato democratico non mi ha più consentito di fare il magistrato. La parte politica, quella più compromessa, ha commesso lo sbaglio di aver tolto allo Stato un servitore dell’antimafia e dell’anticorruzione. Se ne stanno accorgendo ora, con la mia elezione ottenuta grazie a mezzo milione di preferenze. Non nego che anche ora, chi va nella direzione della trasparenza viene ostacolato. E l’attività di ostacolo non è meno forte di quando ero in una condizione di assoluto isolamento. Ho, però, il sostegno della gente, cui mi sento vicino.&lt;br /&gt;Della gente che soprattutto mi ha votato senza che io abbia affisso neppure un manifesto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quindi può ritenersi soddisfatto del risultato elettorale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente sì. Credo che in Italia esistano tante persone pulite, perbene, sostenitrici della legalità, ma che non sono ancora ben organizzate. Il mio partito e io vogliamo essere la voce di chi si ribella al potere illegale. Stiamo andando nella direzione scelta dagli elettori e sento più forte il fatto che questa gente desidera un cambiamento. Io sono convinto che una nuova fase sia già cominciata, le persone oneste non si devono scoraggiare, non bisogna rimanere chiusi, ma aprirsi alla partecipazione politica, anche se mi rendo conto che è difficile. La Campania, la Basilicata e tutte le regioni del Sud hanno ancora una speranza di giustizia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima della sua elezione ha dichiarato di voler aprire un osservatorio per capire come viene gestito il finanziamento pubblico in Italia. Sarebbe interessante capire come viene gestito soprattutto in Campania. Lo ha fatto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io ho detto che avrei informato costantemente gli italiani, attraverso il mio blog, di tutto quello che accadeva al Parlamento europeo (nella foto, a lato). Avrei fornito continue informazioni sui finanziamenti pubblici. E posso dire che si sta agendo in questa direzione. Il fatto che io sia stato eletto come presidente della Commissione bilancio fa in modo che si impediscano alcuni illeciti e si vada a verificare quello che arriva come aiuto alle città meridionali, dove giungono ingenti risorse pubbliche destinate allo sviluppo e che spesso vanno a rimpinguare comitati d’affari e ad arricchire imprenditori collusi&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7111847431401613594?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7111847431401613594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/10/gli-onesti-non-perdano-la-speranza-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7111847431401613594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7111847431401613594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/10/gli-onesti-non-perdano-la-speranza-di.html' title='«GLI ONESTI NON PERDANO LA SPERANZA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsSMfAXbxpI/AAAAAAAAAF4/bKnK1ShYOU0/s72-c/magistris%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-2256060275601912299</id><published>2009-09-07T03:35:00.000-07:00</published><updated>2009-09-07T03:42:36.570-07:00</updated><title type='text'>«SICUREZZA? NON È UNA COSA SERIA»</title><content type='html'>In un convegno a Caserta, il giornalista Marco Travaglio spara a zero sulla lotta alla criminalità da parte del Governo di centrodestra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqTihsn7dEI/AAAAAAAAAEg/kGXylexuVX4/s1600-h/travaglio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378672923529409602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 218px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqTihsn7dEI/AAAAAAAAAEg/kGXylexuVX4/s320/travaglio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ma le ronde leghiste del Nord perché non le mandano a Casal di Principe a farsi le ossa? Se è proprio vero che questi sindaci sceriffi vogliono dare un contributo per rendere più sicuro il Paese allora meglio cominciare dal Sud, non trova?».&lt;br /&gt;Tutto si può dire di Marco Travaglio (nella foto), tra i giornalisti più famosi d’Italia, tranne che non abbia il gusto della provocazione. E che, anzi, con un’abile miscela di pungolo e sarcasmo non riesca a mettere il dito nelle piaghe di una nazione sospesa tra scandali e veline. Senza dimenticarsi di un Mezzogiorno in ginocchio, compresa Terra di Lavoro, laddove la vera sicurezza per i cittadini non consiste solo nel doversi difendere dai gruppi sanguinari di fuoco, che sarebbero una sparuta minoranza se non disponessero di ganci con l’intera società. Lo intervistiamo a margine di un convegno tenuto nel Casertano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La provincia di Caserta, come l’intera Campania e gran parte del Sud, è attanagliata dalla criminalità organizzata. Le chiedo: ma la questione meridionale è solo di natura criminale o si impone una chiave di lettura più squisitamente sociale e politica?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La questione criminale è uno degli aspetti deleteri del Mezzogiorno e, da quanto apprendo quasi quotidianamente, della provincia di Caserta. Ergo, le risposte che lo Stato dovrebbe dare, ma che non riesce o non vuole dare, sarebbero di ben altra natura. A cominciare dal lavoro. Quel lavoro vero, dignitoso e adeguatamente retribuito la cui assenza determina fenomeni delinquenziali di ogni tipo. E poi c’è tutto il capitolo a parte della politica che condenserei nel grido di dolore di Clemente Mastella, per inciso anche lui campano, che si lamenta di percepire solo 6.000 euro mensili nella sua qualità di eurodeputato. E queste sue paradossali affermazioni vengono recepite nel silenzio assordante dei partiti e della società civile. Certo è che la Campania è davvero un caso più unico che raro: mentre il ras di Ceppaloni viene eletto tra le fila del centrodestra, la moglie continua, imperterrita, a essere il presidente del consiglio regionale di centrosinistra, nell’acquiescenza di Antonio Bassolino e soci. Parliamo della stessa signora Sandra Lonardo che, nelle intercettazioni incriminate, continuava a chiedere se ci fosse un ginecologo dell’Udeur. In un primo momento pensai che dovesse partorire, solo dopo ho compreso a che poteva servire un ginecologo udeurrino…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ciò non toglie che la questione meridionale, e più in generale della sicurezza, non debba fare i conti con la malavita organizzata…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente. Però, prima di fare i conti con la camorra e con i corleonesi, lo Stato dovrebbe iniziare a fare i conti con se stesso se davvero volesse aiutare il Sud a riscattarsi. E i conti sono salatissimi. Ogni anno, infatti, si parte da handicap insormontabili. Pensi che il solo giro delle estorsioni, su scala nazionale, è valutabile in circa 60 miliardi di euro. Altri 80 deve sborsarli chi governa come interessi sui debiti statali pregressi; mentre l’evasione fiscale del sistema Italia è di circa 300 miliardi ogni 365 giorni. E con queste cifre pazzesche sul groppone come si fa a individuare risorse per i segmenti più arretrati del Paese? Non so cosa darei affinché anche la nostra nazione, il primo gennaio, al momento di stilare un programma di solidarietà civile, potesse partire da quota zero come avviene in tante altre realtà. E, invece, si parte da 440 miliardi di euro in meno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei è sceso a Caserta per parlare di sicurezza. Nel Nord Italia, a quanto pare, l’incolumità delle persone è affidata alle ronde. Che ne pensa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Che è una delle barzellette più simpatiche che siano state mai inventate. Ho visto con i miei occhi le famose ronde in azione nel Veneto, con intere pattuglie della Digos alle loro spalle, che le proteggevano da possibili malfattori. Una cosa risibile dunque. A comporre questi nuclei di volenterosi cittadini ho visto uomini pure di una certa età con pance in bella vista e con prostate sul punto di scoppiare. E per fortuna che, almeno finora, queste ronde non si sono imbattute in nessun criminale degno di nota, altrimenti poveri loro. Mi permette una provocazione?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prego&lt;/strong&gt;... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-2256060275601912299?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/2256060275601912299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/09/sicurezza-non-e-una-cosa-seria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2256060275601912299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/2256060275601912299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/09/sicurezza-non-e-una-cosa-seria.html' title='«SICUREZZA? NON È UNA COSA SERIA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqTihsn7dEI/AAAAAAAAAEg/kGXylexuVX4/s72-c/travaglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5730114373205190963</id><published>2009-09-07T03:31:00.000-07:00</published><updated>2009-09-07T03:38:47.466-07:00</updated><title type='text'>COLPEVOLI DI CLANDESTINITÀ</title><content type='html'>La norma, che colpisce gli immigrati irregolari, viola i principi di umanità e rischia di generare il caos in Terra di Lavoro, dove gli extracomunitari&lt;br /&gt;reggono economie e relazioni sociali. L’ex vescovo di Caserta Raffaele&lt;br /&gt;Nogaro: «Negati diritti fondamentali, come quello di riconoscere un figlio»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqThswQNYYI/AAAAAAAAAEY/Q-Bh3wp9yOg/s1600-h/immigrati-e-camorra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378672013970596226" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqThswQNYYI/AAAAAAAAAEY/Q-Bh3wp9yOg/s320/immigrati-e-camorra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Oltre 2.500 immigrati irregolari nel solo periodo che va da gennaio a marzo 2009, cui fanno da contraltare gli oltre 11.000 soggiornanti senza documenti. Sono queste le cifre esorbitanti riguardanti l’immigrazione clandestina in Italia diramate dall’agenzia europea Frontex e che, se singolarmente considerate, non possono che produrre rabbia e odio verso tutto ciò che appare come "il diverso". La legge sulla Sicurezza (AS n. 733), meglio conosciuta come "pacchetto sicurezza", approvata definitivamente al Senato nello scorso mese di luglio, sembra andare proprio in questa direzione. Diversi e controversi i provvedimenti introdotti dal testo legislativo, tra i maggiori riguardanti gli immigrati, le ammende da 5.000 a 10.000 euro per chiunque faccia ingresso o soggiorni illegalmente nel territorio dello Stato, il prolungamento della detenzione massima nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione, ex Cpt) portata da 60 a 180 giorni e l’introduzione di una tassa per la richiesta del permesso di soggiorno.&lt;br /&gt;«Le norme contenute nel "pacchetto sicurezza" hanno un impatto pericoloso sui diritti umani e producono maggiore insicurezza». A dichiararlo è Amnesty International, alla presentazione del rapporto annuale 2009 sulla situazione dei diritti umani nel mondo, che poi tiene a sottolineare: «La negazione del permesso di soggiorno non produce altro che l’allontanamento dell’immigrato da ogni tipo di istituzione e di ufficio pubblico. Ciò quindi – conclude la nota dell’associazione – non potrà che avere conseguenze anche sul diritto alla salute, sull’istruzione per i figli, sulla registrazione dei nuovi nati».&lt;br /&gt;Diverso, d’altronde, il parere del ministro Roberto Maroni. «Il provvedimento conclude un lavoro iniziato un anno fa e che ha visto l’approvazione di diverse norme per il contrasto alla criminalità organizzata, all’immigrazione clandestina e per il miglioramento della sicurezza urbana». Decisamente più tranchant l’opinione del premier Silvio Berlusconi: «Il pacchetto sicurezza è solo una garanzia per i cittadini, non c’è alcuna critica che tenga al riguardo».&lt;br /&gt;Ma qual è l’impatto del provvedimento su un territorio da sempre abituato a convivere con l’immigrazione clandestina, qual è appunto Terra di Lavoro? «La legge che introduce il reato di clandestinità è assurda – afferma il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Stellato – non può esistere un reato per una posizione squisitamente soggettiva. Se il clandestino delinque, mi sembra giusto intervenire, ma laddove lavora e lo fa duramente, con gli aggravi, inoltre, del vivere in una società nella quale non è del tutto integrato, allora non mi sembra plausibile parlare di punizione. Non può essere punito»...&lt;em&gt; continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5730114373205190963?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5730114373205190963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/09/colpevoli-di-clandestinita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5730114373205190963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5730114373205190963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/09/colpevoli-di-clandestinita.html' title='COLPEVOLI DI CLANDESTINITÀ'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqThswQNYYI/AAAAAAAAAEY/Q-Bh3wp9yOg/s72-c/immigrati-e-camorra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-933069129852836386</id><published>2009-09-07T03:26:00.000-07:00</published><updated>2009-09-07T03:31:25.180-07:00</updated><title type='text'>QUEI TRENI ROTTAMATI E RIVENDUTI. DA CASERTA…</title><content type='html'>&lt;div&gt;La strage ferroviaria di Viareggio conduce, per diverse strade, a inchieste delle Procure di Santa Maria e Napoli. Ecco le domande degli inquirenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilù Musto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqTg6uUExQI/AAAAAAAAAEQ/ISMRmxFVijU/s1600-h/strage_viareggio_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378671154456478978" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqTg6uUExQI/AAAAAAAAAEQ/ISMRmxFVijU/s320/strage_viareggio_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Da Viareggio a Sessa Aurunca. Non è un viaggio della speranza, né un pellegrinaggio. È un’inchiesta aperta nel 2006 e che, dopo la strage del treno merci di Viareggio, è stata recuperata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere prima, e da quella di Napoli poi.&lt;br /&gt;Il peso di quest’inchiesta è quello di ventotto morti e di un carico di Gpl esploso per un guasto dell’asse del treno che ha devastato Viareggio (nella foto) e i suoi abitanti. Una strage nemmeno tanto lontana dalle dinamiche di Terra di Lavoro. Innanzitutto perché il treno merci 50325, partito da Trecate, in provincia di Novara, era diretto a Gricignano di Aversa. E poi, perché in provincia di Caserta era nata la prima inchiesta legata ai treni rottamati. Tutto era partito nel maggio del 2006, proprio da Sessa Aurunca, quando erano stati ritrovati due carri delle Ferrovie dello Stato su un binario morto nelle campagne. Avevano la matricola del telaio abrasa, a mo’ di auto rubata. Dai registri dell’azienda risultavano rottamati. Durante l’inchiesta era stato ascoltato come testimone anche l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti, il quale, dopo la strage di Viareggio è stato il primo a riferire: «Il cedimento è avvenuto nel primo vagone dietro la locomotiva». Le indagini avviate a Viareggio, infatti, dopo l’esplosione si erano concentrate su una "sala montata" (il complesso composto dall’asse e dalle ruote) del carro. L’asse era risultato tranciato nella parte che sporge dalla ruota – detta "fusello" – poco prima della "boccola", che consente all’asse stesso e alle ruote di girare. La sezione di rottura aveva evidenziato una fenditura estesa, che aveva portato la sezione esistente a ridursi notevolmente fino al totale cedimento. Ma c’era, forse, una lesione preesistente. Il pezzo che collegava le due assi era già stato usato e rottamato? Quando la Guardia di Finanza nel 2006 aveva avviato l’inchiesta sui due carri trovati a Sessa Aurunca, Trenitalia aveva fatto partire un’indagine interna attraverso un audit – una valutazione tecnica manuale – in cui vennero ascoltati decine di tecnici. Più tardi venne accertato che intorno al ciclo spesso fittizio della rottamazione e della manutenzione, era cresciuto un mercato nero parallelo della componentistica, che utilizzava materiale rotabile di fatto non più in grado di circolare, ma che veniva reinserito nel circuito con regolare certificato. Dopo il ritrovamento dei due carri a Sessa Aurunca, Trenitalia aveva scoperto che ne mancavano all’appello almeno duemila. E pochi mesi dopo vennero ritrovati una decina di altri carrozzoni utilizzati per trasportare merci che risultavano regolarmente rottamati e, al contrario, erano in carico a società private che incrociavano nella zona di Bologna e Livorno. Si scoprì, dunque, che centinaia di "sale montate" rottamate venivano rivendute alle stesse Ferrovie. Altre venivano inserite nel commercio e vendute a società private proprietarie dei loro carri. Tutte, probabilmente, finivano sui treni che viaggiano sui binari italiani, da Nord a Sud. Non solo. L’audit di Trenitalia aveva accertato anche dell’altro. E nel calderone delle indagini era finita di nuovo la provincia di Caserta... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-933069129852836386?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/933069129852836386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/09/quei-treni-rottamati-e-rivenduti-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/933069129852836386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/933069129852836386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/09/quei-treni-rottamati-e-rivenduti-da.html' title='QUEI TRENI ROTTAMATI E RIVENDUTI. DA CASERTA…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SqTg6uUExQI/AAAAAAAAAEQ/ISMRmxFVijU/s72-c/strage_viareggio_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7698352019710216985</id><published>2009-07-31T04:59:00.000-07:00</published><updated>2009-07-31T05:02:02.783-07:00</updated><title type='text'>LE CATTEDRALI NEL DESERTO…</title><content type='html'>Sono i monumenti straordinari del casertano che i turisti non visitano più. Alla Reggia un calo del 26%, mentre l’Anfiteatro sammaritano incassa appena 15.000 euro. Meno di una tabaccheria dell’Appia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Giovanni Ferretti&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLdGsV80CI/AAAAAAAAAEI/M1dPd2qnBZI/s1600-h/reggia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364593213203861538" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLdGsV80CI/AAAAAAAAAEI/M1dPd2qnBZI/s320/reggia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È come se non fosse più il centro di gravità permanente dell’industria turistica di Terra di Lavoro. Da un paio d’anni a questa parte, la Reggia di Caserta ha perso quella forza attrattiva che fino a poco tempo fa sembrava inesauribile. Qualcosa s’è inceppato.&lt;br /&gt;Emergenza rifiuti e crisi internazionale a parte, i dati parlano chiaro. E il responso è inequivocabile, quasi cassazione. Nel 2008, secondo il dossier annuale del Touring Club, Palazzo Reale ha subito una delle più clamorose emorragie di visitatori registrate in trenta musei del Bel Paese: - 26,4% di biglietti staccati nel corso di un anno.&lt;br /&gt;In termini assoluti, sono stati poco più di 430 mila i turisti che hanno varcato i cancelli d’ingresso del masterpiece di Luigi Vanvitelli. E pensare che nel 2005 gli ingressi conteggiati superavano la soglia del milione e centomila: performance che piazzavano l’ultima grande realizzazione del barocco italiano sul podio dei monumenti più visitati in Italia.&lt;br /&gt;Dalla Soprintendenza dei Beni culturali che gestisce il Palazzo reale vanvitelliano, tuttavia, non arrivano segnali di eccessiva preoccupazione.&lt;br /&gt;«Il dato – fanno sapere dall’ufficio stampa – risente non soltanto dell’andamento generale dei flussi turistici nel Paese, ma anche e soprattutto dei gravissimi danni d’immagine prodotti dall’emergenza rifiuti nei primi mesi dello scorso anno.Già alla fine del 2008 si erano cominciati ad avvertire segnali di ripresa». Segnali rafforzati poi a marzo e ad aprile del 2009, periodo nel corso del quale si è registrato un netto cambio di tendenza, con circa 130 mila ingressi in due mesi e un incremento del 45% rispetto all’anno precedente&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7698352019710216985?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7698352019710216985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/le-cattedrali-nel-deserto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7698352019710216985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7698352019710216985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/le-cattedrali-nel-deserto.html' title='LE CATTEDRALI NEL DESERTO…'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLdGsV80CI/AAAAAAAAAEI/M1dPd2qnBZI/s72-c/reggia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3055107118912975897</id><published>2009-07-31T04:52:00.000-07:00</published><updated>2009-07-31T04:58:53.238-07:00</updated><title type='text'>INCENERITORE,SUPERATI I LIMITI DI TOLLERANZA</title><content type='html'>È accaduto più di trenta volte dall’inizio dell’anno. Ora molti chiedono il commissariamento della struttura. Il Governo continua a prendere tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLcATbhu7I/AAAAAAAAAEA/i4rwDYe468s/s1600-h/termovalorizzatore_acerra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364592003925523378" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLcATbhu7I/AAAAAAAAAEA/i4rwDYe468s/s320/termovalorizzatore_acerra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non c’è pace per la popolazione di Acerra. Secondo i dati dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale campana (Arpac), l’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti funziona male e inquina tanto. Era il 26 marzo del 2009 quando Silvio Berlusconi, insieme a Rosa Russo Jervolino, Antonio Bassolino e molti ministri, annunciò sornione la fine dell’emergenza rifiuti con l’inaugurazione dell’impianto di Acerra. Il Presidente del Consiglio lodò senza troppi indugi la nuova infrastruttura: «Il termovalorizzatore funziona benissimo, l’inquinamento è vicino allo zero – disse Berlusconi – si tratta di un prototipo molto utile che dovremo riedificare in tante altre regioni d’Italia». Ma oggi, dopo cinque mesi dall’inaugurazione, di quelle promesse è rimasto solo un vago ricordo. «Il termovalorizzatore non funziona neanche all’80% della sua potenzialità – ha recentemente dichiarato Francesco Capone, rappresentante dell’azienda incaricata di gestire il funzionamento della struttura – abbiamo dovuto spegnere più volte l’impianto a causa del livello di ossido di carbonio troppo elevato».&lt;br /&gt;Il problema principale dell’inceneritore riguarda le eccessive emissioni di Pm10, più comunemente conosciute come polveri sottili. Secondo il decreto ministeriale numero 60/2002, i termovalorizzatori possono superare la soglia dei 50ug/m3 di Pm10 al massimo 35 volte in un anno. Il limite annuale, afferma l’Arpac, è stato superato in soli cinque mesi di attività, dati che hanno provocato un vero e proprio uragano politico.&lt;br /&gt;Sono numerose le dichiarazioni contro la gestione dell’inceneritore, una su tutte quella di Tommaso Sodano, responsabile nazionale Ambiente per il Prc e consigliere della Provincia di Napoli, il quale ha chiesto al Governo e alla Procura della Repubblica di «fare luce il prima possibile su questa vicenda nel rispetto delle leggi del nostro Paese, della tutela della salute delle persone e del rispetto dell’ambiente»... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3055107118912975897?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3055107118912975897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/inceneritoresuperati-i-limiti-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3055107118912975897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3055107118912975897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/inceneritoresuperati-i-limiti-di.html' title='INCENERITORE,SUPERATI I LIMITI DI TOLLERANZA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLcATbhu7I/AAAAAAAAAEA/i4rwDYe468s/s72-c/termovalorizzatore_acerra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-3440695208577955138</id><published>2009-07-31T04:48:00.000-07:00</published><updated>2009-07-31T04:58:12.566-07:00</updated><title type='text'>«INFILTRAZIONI, LA LEGGE VA CAMBIATA»</title><content type='html'>Secondo Lorenzo Diana (Pd) è necessario riuscire a colpire anche funzionari e burocrati collusi. Varato un provvedimento nel Pacchetto Sicurezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLa4XSmMRI/AAAAAAAAAD4/de2CPIOhW28/s1600-h/Lorenzo-Diana1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364590768011227410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLa4XSmMRI/AAAAAAAAAD4/de2CPIOhW28/s320/Lorenzo-Diana1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dopo diciotto anni di vita, la normativa sullo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose potrebbe essere modificata. La legge pur avendo dato un grave colpo al proliferare delle mafie, spesso è risultata insufficiente. Sono numerosi i casi di recidività nello scioglimento, così come numerosi sono i comuni sciolti molti mesi dopo la richiesta dei Prefetti. La normativa, infatti, prevede che a dare l’ultima parola sullo scioglimento di un comune sia il Consiglio dei Ministri sotto indicazione del ministro dell’Interno. Un potere che in alcuni casi provoca veri e propri contenziosi politici.&lt;br /&gt;È il caso di Fondi, cittadina del basso Lazio, dove il prefetto Bruno Frattasi ha presentato al ministro Roberto Maroni una domanda di scioglimento che risale al 18 settembre 2008, ma l’appartenenza della giunta ad una coalizione centrodestra sembra frenare la decisione del ministro che, ancora oggi, non ha deciso se approvare o meno il provvedimento.&lt;br /&gt;Tuttavia, il problema principale del funzionamento della legge è causato dall’impossibilità di colpire l’apparato burocratico su cui si regge il sistema clientelare del potere. Come afferma l’onorevole Lorenzo Diana: «La legge sullo scioglimento dei consigli comunali per condizionamenti mafiosi ha portato ad importanti risultati, consentendo di sottrarre alle influenze dei clan quasi 200 consigli comunali, ritenuti condizionati. Ma essa ha mostrato anche diversi limiti ed incongruenze. C’è un allarmante processo di espansione delle infiltrazioni e dei condizionamenti camorristici nei comuni e nella pubblica amministrazione, al quale bisogna porre rimedio, oltre che in sede politica, anche con norme più efficaci».&lt;br /&gt;In effetti, secondo le indagini della magistratura, a condizionare il corretto funzionamento delle istituzioni è proprio il sistema amministrativo, spesso "inquinato" in modo diretto: la legge attuale, invece, colpisce soltanto la dirigenza politica dell’ente, senza intervenire sugli apparati burocratici e tecnici. «È giunto il momento di modificare la legge – dichiara Diana – rendendola più efficace nel contrastare i condizionamenti mafiosi. Da molti anni giacciono al Parlamento più disegni di legge per modificarla ed integrarla»&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-3440695208577955138?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/3440695208577955138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/infiltrazioni-la-legge-va-cambiata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3440695208577955138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/3440695208577955138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/infiltrazioni-la-legge-va-cambiata.html' title='«INFILTRAZIONI, LA LEGGE VA CAMBIATA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SnLa4XSmMRI/AAAAAAAAAD4/de2CPIOhW28/s72-c/Lorenzo-Diana1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-1725262045509361689</id><published>2009-07-02T02:07:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T02:29:35.069-07:00</updated><title type='text'>INTERCETTAZIONI, UNA LEGGE SBAGLIATA</title><content type='html'>Le limitazioni alle indagini saranno notevoli, colpendo indirettamente anche l’attività antimafia. Così la nuova normativa imbriglia la giustizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele Cantone*&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx5pVNQT_I/AAAAAAAAADg/tl335DeoDhA/s1600-h/tribunale_Santa_Maria_Capua.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353787808011014130" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx5pVNQT_I/AAAAAAAAADg/tl335DeoDhA/s320/tribunale_Santa_Maria_Capua.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi il Governo ha presentato un maxi emendamento ad un disegno di legge, pure di origine governativa, da tempo in aula, sulle intercettazioni telefoniche; vi ha posto la fiducia e ne ha ottenuto la rapida approvazione, troncando un dibattito, anche molto proficuo, che su di esso era in corso. Il testo così come approvato è passato al Senato ed è più che probabile un altrettanto rapido iter in quel ramo del Parlamento, forse con una nuova fiducia, e quindi la sua definitiva approvazione, presumibilmente entro l’estate.&lt;br /&gt;L’obiettivo manifestato pubblicamente ed indicato nelle relazioni di accompagnamento alla proposta legislativa era, soprattutto, quello di una riforma del sistema delle intercettazioni che tutelasse maggiormente la privacy dei cittadini. Il testo licenziato certamente raggiungerà lo scopo prefissosi, ma il prezzo da pagare, in termini di contraccolpi alle attività di indagini, sarà davvero molto alto. Cerchiamo di capire perché, con un breve esame della normativa che si muove su più direttrici.&lt;br /&gt;Una prima, riguarda specificamente le intercettazioni; nei processi di criminalità comune esse saranno possibili solo in presenza di «evidenti indizi di colpevolezza» (ci sarà quindi bisogno già di un soggetto probabile colpevole!); dovranno essere autorizzate dal tribunale collegiale con sede nel capoluogo del distretto (per cui, restando al nostro distretto, i Pm di Santa Maria Capua Vetere, di Nola, di Torre Annunziata, di Avellino, di Benevento dovranno fare capo a Napoli!); diverranno quasi non effettuabili nei procedimenti contro ignoti, per i quali è richiesta anche l’autorizzazione delle vittime di reati; saranno possibili quelle ambientali solo nei luoghi in cui si ritiene possa essere in corso l’attività criminosa; gli stessi presupposti per le intercettazioni saranno necessari per acquisire sia immagini e foto, sia i tabulati del traffico telefonico; le attività di ascolto potranno durare trenta giorni, prorogabili fino al massimo di sessanta; i risultati delle intercettazioni non potranno essere utilizzati per delitti diversi da quelli per i quali c’era stata l’autorizzazione, salvo che non si tratti di reati di mafia.&lt;br /&gt;Le conseguenze di tale riforma sono presto dette: si ridurranno le possibilità di effettuare le intercettazioni; risulterà molto più complesso e burocratico il procedimento di autorizzazione (in un momento in cui si parla di snellire le procedure!); sarà molto più complicata l’utilizzazione delle poche che si riusciranno a fare; aumenteranno ulteriormente i procedimenti contro ignoti, consolidando la posizione di vertice in Europa del nostro Paese, per numero di indagini che si concluderanno senza l’individuazione dei responsabili.&lt;br /&gt;Nei processi di criminalità organizzata e terrorismo, almeno in astratto, resta quasi tutto come oggi; basteranno i sufficienti indizi di reato; saranno più ampi i margini per effettuare le intercettazioni ambientali, non sono previsti limiti di durata. Ed allora le indagini antimafia possono dormire sonni tranquilli? Purtroppo non c’è da stare tranquilli nemmeno in tale ambito; vi saranno, infatti, indirette, ma certe, ricadute negative della normativa anche sull’efficienza e l’efficacia delle indagini, anche su queste forme di più grave criminalità.&lt;br /&gt;In primo luogo, è noto che nelle nostre realtà territoriali la divisione fra criminalità comune ed organizzata è molto labile; gran parte delle intercettazioni che vengono effettuate con l’obiettivo di scoprire reati comuni (rapine, omicidi, furti, i cosiddetti cavalli di ritorno, contraffazioni di marchi etc.) consentono quasi sempre di individuare nuovi filoni di delitti di criminalità organizzata; riducendosi le intercettazioni ordinarie si avvizzirà una fonte fondamentale di individuazione dei reati mafiosi.&lt;br /&gt;E poi, nelle disposizioni più strettamente processuali, si rinvengono ulteriori strettoie; l’aver affidato, ad esempio, l’intercettazione al tribunale collegiale allungherà di molto i tempi per ottenere le autorizzazioni come sa chiunque si sia occupato di indagini; o l’aver reso necessario trasmettere al tribunale «il fascicolo contente tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti», imporrà di trasferire da un ufficio all’altro un enorme quantitativo di atti, con probabili conseguenze negative anche in tema di segretezza dell’attività investigativa&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;* Magistrato&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-1725262045509361689?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/1725262045509361689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/intercettazioni-una-legge-sbagliata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1725262045509361689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/1725262045509361689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/intercettazioni-una-legge-sbagliata.html' title='INTERCETTAZIONI, UNA LEGGE SBAGLIATA'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx5pVNQT_I/AAAAAAAAADg/tl335DeoDhA/s72-c/tribunale_Santa_Maria_Capua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6338097441518207146</id><published>2009-07-02T02:05:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T02:32:12.414-07:00</updated><title type='text'>UNA STAGIONE ALL’INFERNO</title><content type='html'>&lt;div&gt;La crisi globale che morde più forte in Terra di Lavoro. 400 mila ore di cassa integrazione e imprese che rifiutano persino gli ammortizzatori sociali. La provincia di Caserta, in ginocchio, non ha forse più nulla da offrire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx-gX7JhzI/AAAAAAAAADo/5Kaol4zYHK0/s1600-h/crisi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353793151679694642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 239px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx-gX7JhzI/AAAAAAAAADo/5Kaol4zYHK0/s320/crisi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Figure sbilenche ed impacciate che procedono come automi verso un futuro che non c’è, come loro unica difesa contro la fame voyeuristica del mondo, le mani ingombre di scatoloni di cartone. Era il quindici settembre del 2008 e quella fu l’immagine simbolo del "Chapter 11", la procedura di "fallimento pilotato" prevista dalla legge americana invocata dalla Lehman Brothers, società statunitense attiva nei servizi finanziari a livello globale. Uomini e donne, inarrivabili manager di successo sino a ventiquattro ore prima, si ritrovarono licenziati da un giorno all’altro, accomunati dalla medesima nemesi: vittime di uno tsunami economico e finanziario destinato di lì a breve ad invadere l’intera società globalizzata.&lt;br /&gt;Sono trascorsi dieci mesi da allora e quella tempesta, che a taluni sembrò lontanissima e ben circoscritta agli eccessi dell’economia americana, continua ancora a ripercuotersi sulle economie locali. «I danni prodotti dalla crisi sono enormi: quest’anno l’attività economica mondiale diminuirà dell’1,3%, la contrazione più forte dalla Seconda Guerra Mondiale». A lanciare il grido d’allarme, durante la tradizionale assemblea di Confindustria, è stata la presidente Emma Marcegaglia, la quale poi ha tenuto anche a sottolineare come: «In alcuni grandi Paesi industrializzati il calo del Pil potrebbe, addirittura, raggiungere il 6%».&lt;br /&gt;Dati senz’altro allarmanti, specie se raffrontati con quelli che ci riguardano maggiormente da vicino. Secondo un’indagine di Confindustria Caserta, elaborata sulla scorta di un campione rappresentativo di 200 aziende, la capacità produttiva delle imprese locali starebbe subendo una diminuzione dal 15 al 37%. Emblematico del forte momento di crisi subito dalle aziende della provincia di Terra di Lavoro è senz’altro il caso della "Morteo Containers" di Sessa Aurunca, che ha deciso addirittura di rinunciare agli ammortizzatori sociali in quanto, secondo i vertici dell’azienda, sarebbe impossibile garantire la prosecuzione dell’attività, «pena l’incorrere in più gravi e traumatiche conseguenze sotto il profilo finanziario». Ecco quindi la procedura di mobilità per 88 operai su di un totale di 98. Dura ovviamente la reazione dal mondo dei sindacati e della politica. «Malgrado le iniziative messe in atto dalle istituzioni, prima dal ministero dello Sviluppo poi dalla stessa Confindustria – ha affermato Angelo Spena, della Fiom – ci troviamo per la prima volta dinanzi al caso di un imprenditore che licenzia anche in presenza di una certa copertura finanziaria offerta dalla cassa integrazione». Ugualmente aspro il commento del primo cittadino di Sessa Aurunca, Luciano Di Meo. «Sono amareggiato per quanto è successo, sono soprattutto deluso per aver trovato un interlocutore che non ha corrisposto alla fiducia che il territorio gli aveva dato».&lt;br /&gt;Come se non bastasse, ecco arrivare la rescissione del contratto di appalto tra la Sun (Seconda Università di Napoli) e la "Immobilgi Federici Stirling", che recherà con sé un taglio di circa 200 posti di lavoro. Discorso simile anche per le imprese della "Mirabella Spa" e della "Editellana", le quali hanno già attivato ammortizzatori sociali per un totale di 400 edili. Non va certamente meglio nel settore industriale, con oltre 270 mila ore di cassa integrazione già predisposte. Ma per rendere meglio l’idea dell’entità della crisi sarà bene procedere a un raffronto: al 31 dicembre del 2007 in tutta Terra di Lavoro si contavano oltre 300 mila ore di Cigo (Cassa integrazione guadagni ordinaria), di cui 90 mila nell’industria e circa 240 mila nell’edilizia. Attualmente il totale ammonta a circa 400 mila ore&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6338097441518207146?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6338097441518207146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/una-stagione-allinferno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6338097441518207146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6338097441518207146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/una-stagione-allinferno.html' title='UNA STAGIONE ALL’INFERNO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx-gX7JhzI/AAAAAAAAADo/5Kaol4zYHK0/s72-c/crisi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-7581475994353445272</id><published>2009-07-02T02:02:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T02:35:58.625-07:00</updated><title type='text'>QUELLA SENTENZA CHE CAMBIÒ TUTTO</title><content type='html'>&lt;div&gt;All’indomani del verdetto d’appello, intervistiamo Raffaello Magi, il giudice che firmò la deliberazione di primo grado del processo Spartacus&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilù Musto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx_a6SfwkI/AAAAAAAAADw/7VvHa5WiT2U/s1600-h/Magi-Raffaello.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353794157336838722" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 304px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx_a6SfwkI/AAAAAAAAADw/7VvHa5WiT2U/s320/Magi-Raffaello.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La sentenza è lì, sullo scaffale della libreria del suo ufficio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Accanto, poco distante, una cartolina di Edgar Degas con la ballerina che indossa le scarpette da danza. Da un lato il lavoro, duro ed estenuante; dall’altro i colori, l’arte e l’attrazione per tutto ciò che è bello, variopinto, raffinato. È tutto ciò Raffaello Magi, il giudice estensore della sentenza Spartacus I, in primo grado. Le due immagini, dei faldoni e della ballerina, racchiudono il suo mondo. Cominciamo ad intervistarlo facendogli una domanda chiara, secca, lapidaria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cos’è stato Spartacus I?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il processo Spartacus ha segnato l’inizio di una nuova fase di ricostruzione delle vicende criminali, che hanno interessato la provincia di Caserta e, per certi versi, l’intera regione Campania. L’ultimo accertamento importante sull’associazione camorristica di Bardellino risaliva al 1986 e vi era la necessità di riempire un vuoto di tipo storico sulla stessa nascita della organizzazione nota come "clan dei Casalesi". Dopo questa sentenza nessuno potrà mettere in dubbio l’esistenza e l’ascesa di un nuovo gruppo, nato come gemmazione dal precedente, con a capo Francesco Schiavone "Sandokan" e Vincenzo De Falco. Possiamo dire che nella storia giudiziaria campana esiste un prima e un dopo Spartacus. Nel senso che già dopo la sentenza di primo grado è stato possibile in tanti altri processi affermare l’esistenza del clan e ricostruire omicidi, estorsioni e altre attività compiute negli anni successivi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo tre anni dalla deposizione delle motivazioni della sentenza di primo grado, scritta da lei, sono state depositate le motivazioni del secondo grado di giudizio che seguono la via tracciata dal suo verdetto. Sono state confermate le sedici condanne all’ergastolo per i capi dell’organizzazione. Cosa ne pensa?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Da un lato c’è una grande soddisfazione, dall’altro c’è attesa per la definizione del secondo troncone del processo principale, che riguarda essenzialmente l’attività di numerosi soggetti, anche di imprenditori collegati all’organizzazione, specie nel settore della realizzazione delle opere pubbliche e della fornitura del calcestruzzo. Purtroppo i tempi lunghi del giudizio di appello rischiano in questo caso di azzerare i risultati ottenuti in primo grado e aprire le porte alla prescrizione del reato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In che modo Spartacus I ha segnato la sua vita professionale e privata?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Anche nella mia vita esiste un prima e un dopo Spartacus I. Nel senso che l’impegno professionale di quegli anni trascorsi nell’aula bunker è stato talmente grande da costringermi ad accantonare ogni altro progetto, mentre adesso, pur proseguendo nell’attività giudiziaria ordinaria, sento di avere la possibilità di dedicarmi anche ad aspetti organizzativi e collaterali al mio lavoro, che arricchiscono il lato umano e professionale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo la sentenza in Cassazione delle condanne inflitte ai mafiosi in Sicilia, c’è stato il periodo dell’offensiva della mafia allo Stato, segnata da attentati e dalle morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ci si deve aspettare una vendetta simile anche dal clan dei Casalesi? E poi, Il collaboratore di giustizia Luigi Diana ha rivelato ai pm antimafia che il clan la seguiva e sapeva la strada che percorreva per tornare a casa. Le è stata assegnata la tutela. Ma in quel periodo ha avuto paura?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La realtà siciliana era in quegli anni ancor più delicata di quella casertana oggi, perché erano messi in gioco soggetti e fatti di grande rilievo politico e istituzionale, mentre sinora la potenza dei Casalesi sembra essere più di tipo economico e questo rende improbabile un nuovo ricorso al terrorismo stragista, che si è affacciato nella nostra realtà dopo la sentenza di appello. È chiaro però che per essere certi di questo bisognerà aspettare i momenti successivi al verdetto definito.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la mia situazione e quella dei colleghi che con me hanno portato avanti il processo, posso dire che per certi versi chi affronta questo tipo di processi già sa di esporsi a dei rischi, quindi le notizie su possibili ritorsioni non mi hanno meravigliato più di tanto. So di aver trattato tutti i partecipanti al processo nello stesso modo e con il massimo equilibrio e penso che questo venga apprezzato anche dai destinatari delle sentenze. Ho dovuto modificare alcune abitudini e restringere i miei momenti di libertà. Ma già da un po’ credo che il livello di rischio si sia attenuato&lt;em&gt;... continua&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-7581475994353445272?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/7581475994353445272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/quella-sentenza-che-cambio-tutto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7581475994353445272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/7581475994353445272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/07/quella-sentenza-che-cambio-tutto.html' title='QUELLA SENTENZA CHE CAMBIÒ TUTTO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Skx_a6SfwkI/AAAAAAAAADw/7VvHa5WiT2U/s72-c/Magi-Raffaello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-5140832283140300828</id><published>2009-06-04T02:33:00.000-07:00</published><updated>2009-06-04T02:46:46.497-07:00</updated><title type='text'>LA CAMORRA HA FATTO BINGO</title><content type='html'>&lt;div&gt;La mano dei clan nelle sale scommesse, grazie a una rete imprenditoriale collusa. Gli esercenti onesti costretti a chiudere. Sequestri in tutta Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Marilena Mincione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieX9EYUm5I/AAAAAAAAADQ/oD_NFSVa6Mc/s1600-h/bingo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343406558301952914" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 174px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieX9EYUm5I/AAAAAAAAADQ/oD_NFSVa6Mc/s320/bingo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’erano i "ragionieri" di zona, che rappresentavano "l’azienda" nei confronti dei clan egemoni sul territorio. C’era il commercialista, fidato collaboratore, con le sue competenze in materia giuridica ed economica. E poi, al vertice, c’era lui, il "Presidente". Tutti facevano parte dei 29 arrestati lo scorso aprile, in seguito alle indagini (un centinaio gli indagati) della Dda di Napoli, dello Scico e del Gico della Guardia di Finanza in un’operazione che ha portato al sequestro di 104 autoveicoli, 39 società commerciali, 23 ditte individuali, 100 immobili, 140 tra quote societarie e rapporti bancari, per un ammontare complessivo di oltre 140 milioni di euro.&lt;br /&gt;Sequestrata anche la società "Betting 2000", e sale Bingo in tutta Italia, tra cui quelle di Lucca, Padova, Cologno Monzese e Teverola (la terza più grande del Paese). Gli investigatori hanno definito "il Presidente", Renato Grasso (latitante) come "poliedrico" nel suo tessere rapporti con le istituzioni, la politica, le forze dell’ordine e i Monopoli di Stato. Ma soprattutto con i clan – del Napoletano, del Casertano, ma anche della mafia pugliese, siciliana e calabrese – di cui era diventato «l’unico soggetto economico di riferimento». In una sorta di "prospettiva rovesciata", Grasso non subiva l’ingerenza della criminalità organizzata, ma la strumentalizzava per la propria crescita imprenditoriale.&lt;br /&gt;Nei fatti, i clan assicuravano (e imponevano) la presenza delle sue macchinette per il gioco (spesso truccate) negli esercizi commerciali del "loro" territorio, ricavando dalla sua ingente disponibilità finanziaria stabili e consistenti guadagni. Così Grasso, relativamente giovane (45 anni) ma già condannato due volte, negli anni ’90, per collusioni con i clan di Portici e Fuorigrotta, attuava un "blocco economico" nei giochi e nelle scommesse in una sorta di "monopolio nazionale"... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-5140832283140300828?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/5140832283140300828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/06/la-camorra-ha-fatto-bingo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5140832283140300828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/5140832283140300828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/06/la-camorra-ha-fatto-bingo.html' title='LA CAMORRA HA FATTO BINGO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieX9EYUm5I/AAAAAAAAADQ/oD_NFSVa6Mc/s72-c/bingo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6100121527630270529</id><published>2009-06-04T02:31:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T01:59:48.165-07:00</updated><title type='text'>BIOPOWER, POLITICA E IMPRESE COLLUSE?</title><content type='html'>La vicenda giudiziaria della centrale a biomasse di Pignataro porta sul banco degli imputati esponenti eccellenti delle istituzioni casertane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Falco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieYf9t4WFI/AAAAAAAAADY/MALCeFQCv4A/s1600-h/CapobiancoFranco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343407157808748626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 251px; CURSOR: hand; HEIGHT: 234px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieYf9t4WFI/AAAAAAAAADY/MALCeFQCv4A/s320/CapobiancoFranco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un’inchiesta complessa, che configura reati quali truffa ai danni della Regione Campania, falso, corruzione. Sotto accusa 23 persone, nei confronti delle quali, lo scorso 28 aprile, la Guardia di Finanza, su ordine della procura di Santa Maria Capua Vetere, ha eseguito altrettante ordinanze di custodia cautelare. È l’operazione "Biopower", riguardante l’ormai famosa (e discussa) centrale a biomasse, prevista sul territorio di Pignataro Maggiore. Una centrale pesantemente osteggiata dai comitati ambientalisti e dal consigliere comunale pignatarese, Raimondo Cuccaro. Un’indagine che fa tremare i palazzi della politica casertana: un avviso di garanzia recapitato all’assessore regionale Andrea Cozzolino (atto dovuto per la perquisizione dell’ufficio in Regione), perquisita la casa del sindaco di Pignataro, Giorgio Magliocca; arresti domiciliari per Francesco D’Alonzo, vicepresidente del consiglio comunale di Pignataro. Domiciliari anche per l’assessore provinciale Franco Capobianco (nella foto). I Pm sostengono quanto segue: «Gli imprenditori laziali Renzo Bracciali e Giampiero Tombolillo avevano costituito tre società e, interessati alla costruzione della suddetta centrale, si sarebbero avvalsi di una fitta rete di rapporti di favoritismo e di corruttela con funzionari e amministratori pubblici». Il tutto attraverso una rete di mediatori, di luogotenenti come Tommaso e Giovanni Verazzo, padre e figlio (il primo scarcerato dal riesame), e di funzionari del genio civile di Caserta. La politica, dal canto suo, avrebbe accondisceso alle richieste dell’imprenditoria, mettendosi a disposizione e traendone vantaggio illecito. Vantaggio concretatosi – secondo l’accusa – in tangenti mascherate, nel caso di D’Alonzo (attraverso sponsorizzazioni alla locale squadra di calcio); in assunzioni di persone richieste dall’assessore provinciale Capobianco, grazie alle quali il politico avrebbe «aumentato il proprio consenso elettorale». Il riesame, il 20 maggio, revoca i domiciliari a D’Alonzo. Per quanto riguarda Capobianco, lo stesso gip Paola Cervo (e non, dunque, il riesame) predispone, in data 8 maggio, l’annullamento degli arresti domiciliari. Il provvedimento viene motivato con una lettura, da parte del gip, «alternativa al compendio indiziario dell’ordinanza di custodia cautelare». La documentazione presentata dai legali di Capobianco, infatti, «consente di verificare, in particolare, che l’indagato era impegnato a sostenere lo sviluppo delle fonti di energia alternativa già prima di incontrare Tombolillo». Sarebbe venuto a mancare, dunque, lo scambio formalizzatosi nell’ottenimento di posti di lavoro in favore dell’intervento compiacente dell’assessore provinciale. Con tutte le cautele del caso, visto che il processo non è ancora iniziato... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6100121527630270529?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6100121527630270529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/06/biopower-politica-e-imprese-colluse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6100121527630270529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6100121527630270529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/06/biopower-politica-e-imprese-colluse.html' title='BIOPOWER, POLITICA E IMPRESE COLLUSE?'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieYf9t4WFI/AAAAAAAAADY/MALCeFQCv4A/s72-c/CapobiancoFranco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8016443616666275274</id><published>2009-06-04T02:28:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T01:59:29.424-07:00</updated><title type='text'>LA TELEVISIONE E LA FORZA DELLE MAFIE</title><content type='html'>Ecco come i media possono mettere paura al crimine organizzato. Quando non rischiano, loro malgrado, di diventarne addirittura complici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Loris Mazzetti*&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieW2I1vX5I/AAAAAAAAADI/dxZYuujqdNI/s1600-h/la_mafia_merda.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343405339728371602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 271px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieW2I1vX5I/AAAAAAAAADI/dxZYuujqdNI/s320/la_mafia_merda.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’informazione ha sempre svolto un ruolo importante nei confronti della criminalità organizzata: illuminare i fatti. Non c’è nulla che dia più fastidio di questo alle mafie.&lt;br /&gt;Quel faro di luce puntato sui mafiosi, camorristi, boss della ’Ndrangheta o della Sacra corona unita e sulle loro attività, li condiziona, ha l’effetto del sole che colpisce il vampiro come nei mitici film con Christopher Lee, li distrugge, li rende polvere, li annulla. Anche loro, come il principe della notte, hanno bisogno delle tenebre, del silenzio per agire sulla vittima, per fare i loro affari. La parola ha una forza enorme, più di un colpo di lupara: si insinua, entra dentro il cervello (Roberto Saviano ne è l’esempio), fa pensare, fa capire, poi può essere diffusa e creare consenso.&lt;br /&gt;Tanti sono i giornalisti che, inseguendo un ideale o la semplice voglia di fare il proprio mestiere, cioè di accendere il famoso faro, si sono giocati la vita, tra questi Peppino Impastato. Il suo omicidio è avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 maggio 1978, esattamente trentun’anni fa (venne fatto esplodere sulla linea ferroviaria Palermo-Trapani vicino a Cinisi). Peppino aveva fondato Radio Aut per denunciare e lottare contro don Tano Badalamenti, il capo mafia che da Cinisi dirigeva i suoi affari. Radio Aut cominciò a trasmettere e una voce libera entrò nelle case della gente. Durante la primavera del ’77 accadde un fatto che segnò la condanna a morte di Impastato. Attraverso la radio Peppino denunciò che, il giorno dopo l’approvazione del bilancio comunale (votarono a favore oltre alla Dc anche Pci, Msi, Psi, Pli e la sinistra indipendente), la commissione edilizia diede il suo parere favorevole alla costruzione di un palazzo di cinque piani presentato dal «famigerato Giuseppe Finazzo trascina quacina di Gaetano Badalamenti, viso pallido ed esperto in lupara e traffico d’eroina».&lt;br /&gt;Lo scorso anno, per ricordare Peppino Impastato, un gruppo di giovani fece un corteo che andò da Terrasini, la sede di Radio Aut, fino alla casa di Badalamenti a Cinisi. Il corteo era aperto da uno striscione su cui era scritto: «La mafia uccide il silenzio pure»...&lt;em&gt; continua&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Giornalista, regista e autore Rai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8016443616666275274?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8016443616666275274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/06/la-televisione-e-la-forza-delle-mafie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8016443616666275274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8016443616666275274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/06/la-televisione-e-la-forza-delle-mafie.html' title='LA TELEVISIONE E LA FORZA DELLE MAFIE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SieW2I1vX5I/AAAAAAAAADI/dxZYuujqdNI/s72-c/la_mafia_merda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-6886384902655728219</id><published>2009-04-29T02:59:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T03:06:18.446-07:00</updated><title type='text'>LA DISCUSSA SANITÀ DI MONTEMARANO</title><content type='html'>L’ormai ex assessore campano al ramo si guadagna un posto in lista alle europee. E intanto lascia l’incarico con un buco di 260 milioni in bilancio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Raffaele de Chiara&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SfgmCcI8ybI/AAAAAAAAADA/b1TCuA4S_VU/s1600-h/Montemarano_1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330051982348306866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SfgmCcI8ybI/AAAAAAAAADA/b1TCuA4S_VU/s320/Montemarano_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«L’ospedale Pellegrini fa schifo, chi lo nasconde? Ma stiamo facendo di tutto per cambiarlo. Chiedo solo pazienza». Correva l’anno 2000 e a dichiararlo, con malcelata enfasi, fu l’allora direttore generale dell’Asl Napoli 1, Angelo Montemarano (nella foto di Ferdinando Nicola Baldieri).&lt;br /&gt;Un decennio dopo, lo sfascio della sanità è sotto gli occhi di tutti e, a rivedere la parabola discendente di quel giovane direttore che da semplice dirigente salì sino all’assessorato alla Sanità campana per poi sprofondare nuovamente in una chiassosa irrilevanza politica, vien quasi un moto di tristezza e rabbia. Ma chi è stato e soprattutto chi è Angelo Montemarano, ex assessore della giunta Bassolino e prossimo candidato alle elezioni europee?&lt;br /&gt;Classe ‘51, una laurea in Medicina e Chirurgia conseguita a soli 24 anni ed un curriculum formativo e professionale di tutto rispetto. Si parte dalla specializzazione post-laurea in Igiene e Medicina Preventiva e dai master in Amministrazione e Economia Sanitaria, per approdare agli incarichi di direttore sanitario e di professore universitario. Un &lt;em&gt;cursus honorum&lt;/em&gt; davvero impeccabile, se non fosse per qualche piccola grana giudiziaria: inchieste più o meno fondate che, sebbene all’apparenza non abbiano toccato più di tanto l’opinione pubblica, di fatto però stendono più di un’ombra sull’operato dell’ex assessore.&lt;br /&gt;L’ultima inchiesta in ordine di tempo che coinvolge Montemarano è quella relativa ad alcuni lavori edilizi eseguiti nella sua villa liberty di Portici. In realtà, sembra si tratti di piccole irregolarità concernenti alcune Dia (Dichiarazione di inizio attività, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;), nulla di particolarmente rilevante se non fosse per una curiosa coincidenza. A condurre le indagini, infatti, è lo stesso Pm, Angelo Novelli, che porta avanti anche un’altra inchiesta: quella relativa all’Ospedale del Mare nel quartiere Ponticelli; vicenda quest’ultima già da tempo alla ribalta delle cronache. Secondo le accuse lanciate dal consigliere regionale del Pdl, Enzo Pivellini, e su cui la magistratura indaga, la nomina a direttore dei lavori di Matteo Gregorini (con un compenso che sfiorerebbe i 4 milioni di euro) deriverebbe da un’indebita pressione di Montemarano sulla società Ati, vincitrice della gara d’appalto. Ma, come se non bastasse, ecco arrivare, &lt;em&gt;dulcis in fundo&lt;/em&gt;, la prima vera bocciatura politica del suo operato... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-6886384902655728219?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/6886384902655728219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/04/la-discussa-sanita-di-montemarano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6886384902655728219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/6886384902655728219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/04/la-discussa-sanita-di-montemarano.html' title='LA DISCUSSA SANITÀ DI MONTEMARANO'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SfgmCcI8ybI/AAAAAAAAADA/b1TCuA4S_VU/s72-c/Montemarano_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-8565614808728748734</id><published>2009-04-29T02:52:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T03:08:16.636-07:00</updated><title type='text'>«ELEZIONI, LA SOLITA PASSERELLA»</title><content type='html'>Sergio Tanzarella, voce critica della sinistra, è scettico su un’inversione di rotta della politica. E addita i guasti prodotti dai notabili di Provincia e Comuni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Mario Tudisco&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sfgj7Pplg2I/AAAAAAAAAC4/W5I-zVurarc/s1600-h/Sergio-Tanzarella.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330049659713192802" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 297px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sfgj7Pplg2I/AAAAAAAAAC4/W5I-zVurarc/s320/Sergio-Tanzarella.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Credo che la Comunità europea, di questo passo, non possa fare nulla di concreto per il sud Italia. Si vota nuovamente per Bruxelles e si rischia la solita passerella. Questa volta, sarebbe meglio ripartire dalla questione meridionale e da come si è ulteriormente complicata nel corso degli ultimi decenni. Le maggiori responsabilità di ciò che è accaduto ricadono, mi dispiace ammetterlo, sulle spalle di una classe dirigente di centrosinistra, che si è rivelata peggio della Democrazia cristiana della Prima Repubblica e non si è dimostrata diversa dalla corazzata berlusconiana del centrodestra».&lt;br /&gt;Sergio Tanzarella (nella foto), ex deputato progressista di Caserta, della sinistra locale è l’anima critica indiscussa. Proprio a causa della sua schiettezza, senza peli sulla lingua, nonostante sia tra gli intellettuali cattolici più apprezzati in Italia e nel vecchio continente, è costretto all’esilio politico dai potentati dei partiti nati dopo l’era di Tangentopoli.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Professore Tanzarella, è mai possibile che neppure dall’Europa giungano segnali di ripresa per un Mezzogiorno che, forse, non ha ancora oltrepassato la soglia critica del non ritorno?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Guardi, temo proprio che, da sola, la Comunità europea possa incidere ben poco. L’unica speranza per le nostre terre passa attraverso un vero processo di liberazione, che può essere attivato solo da noi stessi. Un processo, questo, cui si deve abbinare una formazione adeguata nel campo scolastico, universitario, del lavoro e delle professioni. Ma anche questo elemento imprescindibile non sortirebbe effetti se non si avrà il coraggio di affrontare di petto la questione della legalità, che non può essere analizzata alla stregua delle attuali vestali dell’anticamorra e dell’antimafia.&lt;br /&gt;Iniziamo, dunque, a precisare un concetto cardine: nel Meridione la criminalità non è esterna allo Stato ma è ben collocata al suo interno. Il vero problema dell’illegalità riguarda la gestione illecita del lavoro e in questo le camorre incidono solo marginalmente. Mi verrebbe da chiedere: davvero gli organismi preposti ignorano cosa sia il fenomeno del lavoro nero? Sono a conoscenza delle condizioni disumane cui sono costretti, in alcuni casi anche per dodici-quattordici ore al giorno, i dipendenti del settore commerciale e di quello della ristorazione? Nessuno di questi signori ha mai saputo di buste paghe legalmente elargite ma dimezzate all’atto pratico? E tutto ciò avviene non in scantinati al riparo da occhi indiscreti, ma alla luce del sole. Mi fanno sorridere le statistiche che indicano percentuali altissime di inoccupazione nel sud, con punte anche superiori al 60% in alcune realtà. Se così davvero fosse, dovremmo trovarci di fronte a uomini rantolanti e pronti ad uccidere per un tozzo di pane. In realtà, la differenza sociale tra le statistiche e il quadro lavorativo è dato da una mole impressionante di lavoro sommerso, che evita le guerre civili, ma che non potrà mai garantire un futuro dignitoso alle nuove generazioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma un’inversione di marcia della politica, come è possibile?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Resto scettico sulle possibilità di inaugurare una nuova stagione politica. D’altronde sarà difficilissimo che la sinistra, che mi sta molto a cuore, possa tornare a svolgere il ruolo di avanguardia reale della tutela dei diritti. A questa sua principale e nobile finalità, infatti, ha abdicato da troppo tempo. Chi è succeduto alla generazione di Enrico Berlinguer non si è minimamente occupato di battersi per coloro che, per sopravvivere, sono costretti a lavorare in miserevoli condizioni, né ha mai fatto una battaglia seria a salvaguardia del territorio deturpato. Anzi, per tornare sul piano locale, si è comportato nella maniera diametralmente opposta. La sinistra di governo ha sostenuto i cavaioli, che garantiscono “sbocchi occupazionali” e continua a sostenere la realizzazione di termovalorizzatori mortiferi come quello di Acerra... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-8565614808728748734?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/8565614808728748734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/04/elezioni-la-solita-passerella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8565614808728748734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/8565614808728748734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/04/elezioni-la-solita-passerella.html' title='«ELEZIONI, LA SOLITA PASSERELLA»'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/Sfgj7Pplg2I/AAAAAAAAAC4/W5I-zVurarc/s72-c/Sergio-Tanzarella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5470133889820940084.post-523963799825707964</id><published>2009-04-29T02:39:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T02:51:54.971-07:00</updated><title type='text'>UNA POLTRONA PER DUE</title><content type='html'>Prove generali di alleanza in vista delle provinciali di giugno. Zinzi ambisce alla presidenza, il Pd gli strizza l’occhio. Ma il centrodestra non resta a guardare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Alessandro Pecoraro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SfghDGsqFSI/AAAAAAAAACw/pwhE30cJZJg/s1600-h/Domenico-Zinzi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330046496214226210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SfghDGsqFSI/AAAAAAAAACw/pwhE30cJZJg/s320/Domenico-Zinzi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le dimissioni anticipate del presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, hanno provocato una profonda riflessione politica nel Partito democratico. La posta in gioco è alta, dunque le elezioni provinciali del 2010 serviranno per ridistribuire equilibri ed affinare le strategie politiche locali. Il Partito democratico dovrà riprendersi dal forte calo di consensi che ha afflitto la leadership di Walter Veltroni.&lt;br /&gt;Dal canto loro, i democratici di Terra di Lavoro, guidati dal segretario Enzo Iodice, si troveranno a fare i conti con un partito in piena crisi d’identità, che stenta a decollare. Nei prossimi mesi, dunque, tutte gli sforzi di Iodice saranno incentrati alla ricerca di nuove soluzioni orientate verso le alleanze politiche locali. Lo stesso segretario provinciale, interpellato sull’argomento, ha più volte confermato la possibilità di discutere serenamente e senza pregiudizi con qualsiasi partito. Una strategia che, a quanto pare, sta riscuotendo consensi anche tra i più autorevoli membri dei “Democrats”: basti pensare al consigliere provinciale, Giuseppe Fiorillo, il quale ha dichiarato di condividere il pensiero del segretario provinciale. «Senz’ombra di dubbio va cercato un dialogo con i partiti che possano condividere i valori del Pd – ha detto Fiorillo – quindi, ove possibile, se i risvolti politici dei prossimi mesi lo permetteranno, anche con l’Unione di Centro rappresentata in provincia di Caserta da Domenico Zinzi (nella foto)». L’ex sindaco di Cesa non ha dubbi in proposito: «Un partito come il Pd deve saper rappresentare anche i valori del centro cattolico cristiano»... &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5470133889820940084-523963799825707964?l=frescodistampa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://frescodistampa.blogspot.com/feeds/523963799825707964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/04/una-poltrona-per-due.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/523963799825707964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5470133889820940084/posts/default/523963799825707964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://frescodistampa.blogspot.com/2009/04/una-poltrona-per-due.html' title='UNA POLTRONA PER DUE'/><author><name>Fresco di Stampa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09356585855285553431</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SsRkD7R0UgI/AAAAAAAAAFY/oXOFMhE_s-Q/S220/ico.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_R-kq2jzUkio/SfghDGsqFSI/AAAAAAAAACw/pwhE30cJZJg/s72-c/Domenico-Zinzi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
